Apuane – Sentieri di Pace: nei luoghi della "zona bianca" | Trekking.it

Apuane – Sentieri di Pace: nei luoghi della “zona bianca”

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REGIONE
Toscana
COME ARRIVARE
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LOCALITÀ DI PARTENZA
Sant’Anna di Stazzema (651 m)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
113 metri a salire, 113 metri a scendere
LOCALITÀ DI ARRIVO
Sant’Anna di Stazzema (651 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
1 ora
DIFFICOLTÀ
T

Siamo sulle estreme propaggini meridionali delle Alpi Apuane. Qui si respira il silenzio, quel silenzio che il 12 agosto 1944 venne rotto dalle grida disperate di uomini, donne e bambini.

560 civili caddero vittima di una delle stragi nazifasciste più cruente della seconda guerra mondiale, nonostante il comando tedesco avesse definito Sant’Anna di Stazzema “zona bianca”, ossia località sicura per accogliere sfollati. Nel 2000 quest’area è stata riconosciuta Parco Nazionale della Pace dal Parlamento italiano.

L’escursione ad anello (nr 2: arancione) inizia dalla piccola chiesa di Sant’Anna (sec. XVI), dove nella piazza antistante furono trucidati 132 innocenti. La prima meta dell’itinerario è la borgata di Pero (669 m), per risalire poi a quelle di Vinci e Vaccareccia (730 m).

Era la mattina del 12 agosto 1944 quando a Vaccareccia giunse una pattuglia di soldati della “Reichsführer-SS” per setacciare le case e condurre gli abitanti in una stalla, dove furono fucilati.

L’itinerario prosegue per giungere al punto panoramico della Focetta (764 m) e, da qui, alla fonte di Valleripe, su strada carrabile e su sentiero escursionistico che richiede un po’ di attenzione.

L’ulteriore tappa è il Monumento Ossario (716 m) che domina la pianura ed il litorale circostanti; realizzato su progetto dell’architetto Tito Salvatori, è formato da una torre in pietra a faccia vista alta 12 metri e quattro arcate alla base.

Dopo una sosta di riflessione, si continua verso il Museo Storico della Resistenza, seguendo la cosiddetta Via Crucis, un sentiero lastricato, con formelle di bronzo, realizzate da insigni artisti, che collegano il Calvario di Cristo all’eccidio e, simbolicamente, ad ogni martire della guerra e della violenza, di ogni luogo e di ogni tempo.

Nel Museo – che merita la visita – è evidente il rapporto spaziale tra le esposizioni interne e il paesaggio circostante. L’itinerario ad anello si chiude con il ritorno alla piazza della chiesa.

Altri itinerari ad anello consentono di visitare altre borgate di Sant’Anna di Stazzema, anch’esse testimoni della barbarie dell’eccidio. In alternativa, anche le località di Le Case, Franchi, Sennari, ecc. sono raggiungibili sempre attraverso il punto base della chiesa, così come il belvedere con l’area attrezzata limitrofa.

Nel 2012 è stato realizzato il progetto “Sentieri di Pace”, in collaborazione con l’Unione dei Comuni della Versilia, che offre la possibilità di svolgere percorsi autonomi di conoscenza su sei diversi anelli concepiti come itinerari storico-naturalistici, che guidano alla scoperta del luogo attraverso i sentieri battuti dai nazifascisti il 12 agosto 1944 per compiere la strage.

Ricordiamo che si accede a Sant’Anna di Stazzema grazie ad una strada panoramica (10 km circa), che si snoda attraverso le colline versiliesi, toccando Monteggiori e La Culla, oppure attraverso le antiche mulattiere da Farnocchia, da Capriglia- Capezzano e da Valdicastello, dov’è il collegamento con la via Francigena pedemontana.

 

APPROFONDIMENTO

Il Museo Storico della Resistenza
 a Sant’Anna di Stazzema

L’impianto inaugurato nel 1982 dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini, venne trasformato nell’attuale Museo nel 1991.
La sala al piano terra, dotata di strumentazione audio-video, ospita attività didattiche, conferenze e incontri, mentre quella attigua raccoglie un’importante biografia degli avvenimenti storici del secondo conflitto mondiale, con particolare riguardo agli eventi bellici in Versilia.

All’esterno, sulla facciata, a fianco alla lapide
con l’ode di Calamandrei a Kesselring, è posta una riproduzione scultorea di un particolare di “Guernica” di Picasso.
 L’allestimento dello spazio museale è immaginato come l’articolarsi di una visione globale nel rapporto spaziale tra interno ed esterno, tra il Museo e il Monumento Ossario che si erge sul colle di Cava, raggiungibile con un percorso pedonale lastricato.

Lungo questa ideologica Via Crucis sono riportate in parallelo le stazioni della Passione e gli avvenimenti storici e civili di Sant’Anna e delle zone limitrofe. L’Ossario accoglie i resti delle 560 vittime dell’eccidio del 12 agosto 1944.

Il Museo garantisce un servizio costante di informazione per i visitatori e svolge, durante l’intero anno, attività didattica per scuole di ogni ordine e grado. 
I Gruppi devono concordare la data di visita.

Su richiesta è possibile avere la partecipazione di un superstite che racconterà la sua esperienza. Grazie alla disponibilità dell’UOEI di Pietrasanta, si possono percorrere i sentieri della memoria con descrizioni dei luoghi di strage (servizio gratuito su prenotazione).

Apertura autunno-inverno (1° settembre-28 febbraio): lunedì chiuso, da martedì a giovedì (9:00-14:00), venerdì e sabato (9:00-17:30), domenica (14:30-8:00). Apertura primavera-estate (1° marzo-31 agosto): lunedì chiuso, martedì e mercoledì (9:00-14:00), da giovedì a sabato (9:00-18:00), domenica (10:30-18:00); tel. 0584.772025; santannamuseo@comune.stazzema.lu.it

Testo di Antonio Bartelletti, Lara Vené, Enrico Bottino / Foto di Massimo Bigini (guida GAE), Antonio Bartelletti, Roberto Merlo / Cartine Sandro Mezzolani

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Antonio Bartelletti, Lara Vené

Apuane – Sentieri di Pace: nei luoghi della “zona bianca”

55040 Sant'Anna LU, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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