Apuane – Sentieri di Pace: sulla Via
 della Libertà dei “Patrioti Apuani” | Trekking.it

Apuane – Sentieri di Pace: sulla Via
 della Libertà dei “Patrioti Apuani”

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REGIONE
Toscana
COME ARRIVARE
.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Antona di Massa (402 m)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
885 metri a salire 835 metri a scendere (339 metri a salire 613 metri a scendere nel tratto centrale Tecchia – La Polla)
LOCALITÀ DI ARRIVO
Azzano di Seravezza (452 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
4.30 ore (
3 ore nel tratto centrale Tecchia – La Polla)
DIFFICOLTÀ
E

Un varco sul fronte occidentale della Linea Gotica portò in salvo molte persone durante l’inverno 1944-45: attraversarlo non era facile, perché impervio e insidioso, soprattutto con la neve e il ghiaccio.

La “Via della Libertà”, oggi recuperata anche con il contributo del Parco delle Alpi Apuane, è ripercorribile e segue in parte l’itinerario classico “Pian della Fioba-Tecchia-Passo delle Greppia-Azzano”. Questo passaggio del fronte verso l’Italia liberata era gestito dal “Gruppo Patrioti Apuani”.

I loro registri documentano il passaggio di 1687 civili nel solo mese di febbraio 1945. Prima del febbraio ‘45, non esisteva un’unica via controllata dai partigiani e migliaia di persone avevano raggiunto gli anglo-americani, con grave rischio e pericolo, grazie ad altri varchi ripidi e difficili lungo la Linea Gotica (alcuni di questi punti di attraversamento sono ancora oggi riconoscibili).

L’itinerario inizia ad Antona (402 m), raggiungibile in auto da Massa (km 8 circa) e termina ad Azzano di Seravezza sull’opposto versante versiliese. Si segue il segnavia CAI nr 41 oppure, in auto, la strada provinciale verso Pian della Fioba (850 m), dove si trovano il Rifugio CAI Città di Massa e l’Orto botanico “Pellegrini-Ansaldi”, un’area di tre ettari che ospita molte delle specie vegetali endemiche e relitte delle Alpi Apuane.

Superata la breve Galleria della Tecchia (non illuminata), uno spiazzo accoglie il “Sacrario della Tecchia” (870 m), dedicato ai caduti della Linea Gotica. È possibile far iniziare da qui il percorso a piedi, avendo cura di lasciare il segnavia CAI nr 41 per il nr 188, proseguendo così verso il Passo della Greppia.

Il sentiero, dopo iniziali saliscendi in un rado castagneto con qualche terrazzamento, guadagna quota, dapprima gradatamente, poi in modo più deciso.

Dopo circa 1.40 ore un ripido versante erboso dirige verso il Passo della Greppia (1209 m), toponimo che deriva dal latino medioevale grippus (dirupo, luogo scosceso).

Si sale lungo un canalone sotto gli “Uncini” prima di raggiungere il Passo. Un tavolo e un albero solitario suggeriscono una meritata pausa.

Si scende ora dall’opposto versante, sullo storico “Sentiero della Libertà”, lungo un ampio canalone erboso sul fianco sud-ovest del monte Altissimo. La traccia del sentiero nella prima parte è ricavata nel pendio erboso a “paléo” e, successivamente, su balze nude che portano in breve al fondo del canalone, da dove se ne esce a sinistra rimontando un breve salto roccioso con l’aiuto di una catena di ferro. Da qui la traccia del sentiero prosegue in leggera discesa costeggiando il versante del monte Altissimo denominato “Agheti”, fino all’innesto con il sentiero nr 32, aperto nel 2013 dalla sezione CAI di Pisa.

La traccia in discesa, ricavata lungo un ampio versante scarsamente alberato, conduce nel bosco sottostante ad una via marmifera degli anni ’50, per poi raggiungere la località La Polla (596 m), da cui nasce il torrente Serra.

Dopo l’attraversamento di un ampio ravaneto e l’innesto nel piazzale di Mortigliani, l’itinerario incontra la cappella della Madonna dei Cavatori. Da qui si scende il tratto terminale della strada marmifera e si prosegue lungo la strada carrozzabile (via Martiri del Lavoro) fino al paese di Azzano (452 m).

Una frana rende oggi impraticabile il tratto di sentiero conclusivo, che discende dal Passo della Greppia. Finché non sarà rimossa si può seguire il sentiero nr 32, a partire dal bivio con il “Sentiero della Libertà” sotto gli “Agheti”, fino all’innesto con la vecchia marmifera e lungo quest’ultima in discesa fino alla Polla.

Gli Alpini della “Monterosa” (R.S.I.) presidiano il fianco nord del monte Altissimo (inverno 1944-45).

Finestra di approfondimento 

RIFUGIO ANTIAEREO 
DELLA MARTANA A MASSA

Situato nel centro storico della città, il Rifugio fu realizzato
per difendere la popolazione civile dai bombardamenti della seconda guerra mondiale che, al suonare delle sirene in segno di pericolo, qui cercavano il riparo. Realizzato in circa un anno di lavoro tra il 1942 e il 1943 da minatori veneti provenienti da Belluno, questo è il più grande ricovero antiaereo costruito
a Massa, capace di ospitare migliaia di persone. Dopo l’ordine di sfollamento della città emanato a settembre 1944 dal comando militare tedesco,
il rifugio venne occupato
dalle truppe naziste che vi installarono cucine da campo acquartierandovi i propri soldati impegnati nel presidiare la Linea Gotica.

Il rifugio è costituito
da un’ampia galleria scavata nella roccia della lunghezza di 450 metri con tre ingressi. Sulla volta della galleria sono presenti delle aperture artificiali che svolgevano la funzione di camini di areazione così da assicurare un ricambio d’aria costante all’interno del rifugio. Dopo la fine della guerra il rifugio rimase chiuso per sessant’anni venendo recuperato con finalità culturali e storico didattiche nel 2006. Attualmente il rifugio è concesso in gestione all’Associazione Culturale Sancio Pancia che si occupa delle aperture, delle visite guidate, dell’allestimento e dell’organizzazione di eventi culturali.

Il rifugio è aperto (ingresso e visite guidate gratuite): sabato (16:00-18:00). Prenotazione gruppi: sanciop.ms@gmail.com;
tel. 329 0227861

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Antonio Bartelletti, Lara Vené

Apuane – Sentieri di Pace: sulla Via
 della Libertà dei “Patrioti Apuani”

54100 Antona MS, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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