Ciclabile lungo la costa Nord del Pescarese | Trekking.it

Ciclabile lungo la costa Nord del Pescarese

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REGIONE
Abruzzo
COME ARRIVARE
• Intermodalità treno – bicicletta: dalla stazione FS Montesilvano dopo meno di 1 km ci s’immette sulla ciclabile (Parco della Libertà). Altre stazioni FS per immettersi sulla Pista ciclabile: Pescara, Tollo-Canosa-Sannita, Ortona.
• Possibilità noleggio bici lungo il percorso.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Montesilvano
TIPOLOGIA ITINERARIO
Mountain bike, cicloturismo
DISLIVELLO
118 metri a salire
58 metri a scendere
LUNGHEZZA DEL PERSCORSO
31,40 km
LOCALITÀ DI ARRIVO
Ortona
TEMPO DI PERCORRENZA
mezza giornata con le visite
DIFFICOLTÀ
Facile
FONDO STRADALE
Misto: 95% asfalto, 5% sterrato ben battuto/sentiero

Bike to Coast ha l’obiettivo di avere un unico percorso ciclopedonale lungo tutta la costa abruzzese. La pista ciclabile qui descritta attraversa il litorale della provincia di Pescara e consente di visitare importanti borghi, siti storici e aree protette costiere.

Da Montesilvano, la città dell’emigrante Gaetano Crocetti, padre di Dino Crocetti – al secolo Dean Martin – a quella di San Tommaso, si pedala quasi per intero su ciclabili. Passando sul ponte ciclopedonale più lungo d’Italia, fino a raggiungere la Costa dei Trabocchi. Partenza dal parco della Libertà, dopo il sottopasso di via Aldo Moro a Montesilvano – con l’opera dello street artist Peeta – fra la SS16 e il mare.

La ciclabile tocca i grandi alberghi, la località balneare per famiglie e bambini, con Bandiera Verde. Curioso è il Museo del Treno, con esposizione di mezzi storici e interessante La Piccola, come qui chiamano la tettoia dello scalo, recuperata di recente, distrutta dalle bombe dell’ottobre ’43, poco prima della Battaglia di Ortona, la cosiddetta Stalingrado d’Italia, teatro di scontri fra alleati e tedeschi.

Fra Montesilvano e Pescara ci sono anche i sentieri battuti della Pineta di Santa Filomena e la ciclopedonale dell’ex tracciato ferroviario, parallelo al lungomare. La cosiddetta “strada parco” porta fino alla ciclabile di via Muzii, collegandosi con l’altra di viale Regina Margherita, detta “dei pini”.

In sella fin dentro Pescara, quindi, sia passando per la bella ciclabile della riviera che per l’ex tracciato. Nel cuore della città c’è il Museo Paparella Treccia Devlet, villa ottocentesca che custodisce maioliche di Castelli, sul mare la fontana La Nave dello scultore Pietro Cascella ed è vicino il Museo d’Arte moderna Vittoria Colonna.

Da visitare il Museo Casa natale di Gabriele d’Annunzio in centro storico, dove troviamo anche una targa sulla casa di Ennio Flaiano. Il Museo delle Genti d’Abruzzo è nell’edificio delle caserme borboniche. Il piano superiore, settecentesco, è costruito sul seminterrato della fortezza cinquecentesca, abbattuta dopo l’Unità. Vicini il grazioso Museo Civico Basilio Cascella e la cattedrale di San Cetteo. Da provare il Parrozzo, dolce celebrato da d’Annunzio.

E con il Ponte del Mare si vola sull’acqua, con lo sguardo su Gran Sasso e Majella, per proseguire verso la Riserva Naturale Pineta Dannunziana, nota come Pineta D’Avalos dalla famiglia alla quale Carlo V la concesse nel 1528, un lembo di pineta litoranea, con mirti, pini d’Aleppo e marittimi.

È possibile partecipare anche a visite guidate con una cooperativa. Il Kursaal del 1910, prima liquorificio, è oggi spazio multimediale con intorno villette liberty. Dopo piazza Le Laudi c’è la nuovissima ciclopedonale, prima lambendo le villette sulla riviera e poi con percorso sul mare. Un’accortezza: dopo il ponte sull’Alento, la ciclabile è a una sola corsia, direzione sud-nord e promiscua alla strada, si può passare quindi nel centro abitato fino al Palazzo Sirena, dove torna a due sensi, anche con tratti piacevolissimi su assi di legno ben curate.

Francavilla al Mare, già a fine Ottocento, era una pregevole località balneare. Suo rappresentante più celebre, il poliedrico ed eclettico pittore e fotografo Francesco Paolo Michetti, portò qui figure di punta della cultura e dell’arte di inizio ’900, incontrandosi nel suo Cenacolo. A lui è dedicato il Museo MuMi, con sue celebri tele: Gli storpi e Le serpi.

All’altezza del camping la ciclopedonale termina, ma si prosegue sulla stessa strada con il ponte sul Foro fino alla stazione di Tollo, dove si va sull’Adriatica: per evitarne dei tratti, a contrada Arielli, lato monti, c’è uno sterrato verso la strada parallela alla ferrovia. Poco trafficata, si raggiunge anche dal sottopassaggio asfaltato del Lido Riccio.

Ecco la salita, che poi spiana per scoprire Punta Ferruccio e Ripari di Giobbe (Riserva Naturale, Tel.: 085.90571, info@comuneortona.ch.it): a piedi o in mtb si scende verso le spiagge isolate e selvagge. In località Torre Mucchia, la torre di avvistamento è inglobata negli abitati sul promontorio.

Ecco la cupola della cattedrale di San Tommaso e dopo la discesa con vista mare, si sale. In alternativa si può deviare in via Roma, appena dopo la curva e prendere la prima breve sterrata a sinistra che, dopo il sottopassaggio, si apre alla nuova ciclabile sul mare, che arriva al momento fino alla stazione, in attesa dei lavori per il completamento del progetto “Bike to coast”.

In alto, dominando la costa frastagliata, Ortona fu centro attivo già dall’epoca degli italici Frentani e importante porto, nonché municipio romano come Ortona Augusta. Passano i secoli, ma lo spettacolo del mare continua, soprattutto al mattino, quando i pescherecci rientrano dalla pesca notturna. Si scopre dalla Passeggiata orientale o guardando il mare dal Castello Aragonese del 1452 e ancora rilassandosi nell’Enoteca regionale o gustando la cucina di mare.

Qui un simbolo d’Abruzzo è il Trabocco Mucchiola: ha resistito al mare per 300 anni per essere però abbattuto dalla sua furia nel 2013. Recuperato, ora ristorante, come altri trabocchi lungo questa splendida costa fra mare e campagna.

Vicino ad Ortona, il Moro River Canadian War Cemetery conserva le spoglie di oltre 1600 caduti originari del Commonwealth.

Gli scontri, che interessarono questo tratto di costa, si svilupparono nel dicembre del ’43 intorno all’area del fiume Moro, quando proprio per intenzione del generale Alexander, le truppe canadesi provarono a sfondare la celebre Linea Gustav per salire verso Pescara. Il cimitero ricorda anche le gesta di alcuni militari provenienti da Nuova Zelanda, Australia, Sudafrica e India che trovarono la morte in Abruzzo.

Testo di Alessandro Ricci

 

 

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Alessandro Ricci


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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