Codera, nido tra i monti | Trekking.it

Codera, nido tra i monti

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REGIONE
Lombardia
COME ARRIVARE
A4 Torino – Trieste, uscita Cinisello Balsamo. Proseguire su SS36 del Lago di Como e dello Spluga fino a raggiungere Civate e infine Lecco. Da qui si segue ancora la SS36 fino Novate Mezzola
LOCALITÀ DI PARTENZA
Novate Mezzola
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ 600 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Novate Mezzola
TEMPO DI PERCORRENZA
5.30 ore
DIFFICOLTÀ
E

Dal paese di Novate Mezzola si raggiunge la frazione di Mezzolpiano, da cui ha inizio il nostro sentiero. Ci si incammina lungo un’ampia mulattiera che, con ripidi gradoni, sale a tornanti lungo il pendio all’imbocco della valle. Dopo circa un’ora e venti di salita faticosa e costante, si incontra una prima cappelletta (m 450) dove termina la parte più faticosa della salita.

Si prosegue il cammino alternando gradoni a tratti in selciato, con saliscendi più tranquilli e passaggi riparati da tettoie. In seguito ci si addentra in un castagneto fino a raggiungere una seconda cappella da cui si può godere di uno splendido panorama sui Laghi di Mezzola e Como e sull’imponente Monte Legnone.

Sotto scorre, in una stretta e profonda forra, il torrente Codera. Si prosegue per un piccolo tratto pianeggiante per poi continuare con una ripida scalinata che porta alla frazione di Avedeé (m 790). Sul sentiero, ora pianeggiante, sorge tra i bei prati la piccola chiesetta di Sant’Antonio.

Appena sopra si incontra un ridotto gruppo di case con terrazzi scrupolosamente coltivati. Si inizia ad intravedere Codera che si raggiunge passando una ulteriore cappella posta a precipizio del torrente Codera. Si scende quindi una scalinata a tornanti.

Si giunge così, sotto un primo tratto di paravalanghe e paramassi, ad un taglio sulla roccia detto “i gemelli”. Le piccole croci sovrastanti testimoniano i caduti sulle pareti scoscese a picco sul torrente Codera.

Dopo un tratto di mulattiera interamente scavata nella roccia si passa sotto altri paramassi da dove gronda acqua tutto l’anno (Grondan dal mut). Proseguendo si arriva ad un’ulteriore cappella prima di raggiungere il cimitero di Codera. Dopo aver incontrato un’ultima cappella detta “delle Grazie” si percorre un piccolo tratto di mulattiera in selciato riparata da muri a secco e si arriva finalmente a Codera (m 825).

Qui è possibile visitare il piccolo e ben organizzato Museo Etnografico di Codera che ricostruisce gli attrezzi e gli ambienti della vita quotidiana e dell’economia del passato. Prendiamo ora il sentiero che, dal centro del paese, scende al torrente e lo attraversa.

Qui il tracciato si incunea sotto le rocce e passa su splendidi ponti in pietra. Alcuni passaggi richiedono attenzione: residui di frane hanno rovinato il sentiero e vanno affrontati con prudenza.

Si oltrepassano diverse baite (nucleo di Cii con fontana) e si tralascia il bivio per le case di Cola, prendendo invece la deviazione sulla destra per San Giorgio. Il villaggio appare placidamente adagiato su un ampia sella erbosa (m 748) sottostante il monte Provinaccio con vista panoramica su tutta la zona dell’alto Lario. Da notare la cura con cui sono state restaurate le antiche case in pietra. Un ultimo tratto di discesa riporta a Codera.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Elisa Canepa / Foto di Giacomo Canepa, Consorzio Turistico Valchiavenna, Ufficio Turistico di Chamois, Provincia di Varese, Siaf Cna Varese / Franco Canziani
Lombardia


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