In bici intorno al lago di Montedoglio | Trekking.it

In bici intorno al lago di Montedoglio

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REGIONE
Toscana
COME ARRIVARE
In auto: da Cesena, Superstrada E45 Orte-Ravenna uscita Sansepolcro Nord, segue Via Tiberina Nord direzione centro. Da Perugia, Superstrada E45 Orte-Ravenna, uscita Sansepolcro Sud, direzione centro. Da Firenze o Roma, A1 uscita Arezzo, segue SS73 per Sansepolcro.
In treno. Stazione di Arezzo e autolinee Sita fino a Sansepolcro (www.sitabus.it).
LOCALITÀ DI PARTENZA
Sansepolcro, centro storico (m 330)
TIPOLOGIA ITINERARIO
Mountain bike
DISLIVELLO
+550 metri
-520 metri
LUNGHEZZA DEL PERSCORSO
35,5 chilometri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Sansepolcro, centro storico (m 330)
TEMPO DI PERCORRENZA
2.30 ore
DIFFICOLTÀ
Medio
FONDO STRADALE
Misto

La Val Tiberina nel corso dei secoli è stata terra natale di personaggi importanti e di celebri artisti come Michelangelo Buonarroti e Piero della Francesca.

Borghi antichi e caratteristici come Anghiari, Pieve Santo Stefano, Badia Tedalda, Sansepolcro, si fanno custodi di capolavori architettonici e culturali, narratori di storie curiose, ciceroni di quella semplicità rurale che nasconde il vero amore per la vita. Il percorso panoramico descritto alterna asfalto a strada sterrata; sono presenti alcune ascese impegnative e discese dal fondo dissestato.

Si consiglia comunque di prestare attenzione durante tutta l’escursione e di rispettare il codice della strada e gli eventuali transiti su strada privata o demaniale.

Il pittoresco centro storico di Sansepolcro

Dal parcheggio di Porta Fiorentina, storico quartiere della cittadina di Sansepolcro, ci si dirige verso Via Tiberina Nord e la si percorre in direzione di Pieve Santo Stefano.

Giunti in località San Pietro in Villa, si iniziano a intravedere i primi scorci del lago Montedoglio; oltrepassando un’azienda che alleva bestiame al chilometro 6,5 circa, si svolta sulla destra e poi si piega ancora a destra.

Inizia una breve salita sterrata dal fondo scorrevole ma realizzato con pietrame incastonato. Terminata l’ascesa, si percorre un tratto in discesa su strada bianca molto scorrevole e di ampie dimensioni. Proseguendo diritti, la via di campagna torna asfaltata e interseca la strada SP77 in direzione Baldignano-Pieve Santo Stefano.

Continuando sulla SP77, s’inizia una discesa di circa 2,50 chilometri che, seppur asfaltata, non manca di un paesaggio di contorno che rispecchia la vita di molti abitanti della valle, i quali dedicano le proprie forze all’agricoltura, coltivando campi ed allevando bestiame.

Dopo un tratto in pianura, nei pressi del chilometro 14, si svolta a sinistra sulla SP48 in direzione Anghiari, passando sotto la superstrada E45, ed arrivando in località Formole. Nei paraggi si può visitare un’antica chiesa, Santa Maria della Pace di Sigliano, bellissima struttura in pietra.

Poco dopo il maneggio di cavalli, oltrepassato il bivio per Conchi-Poggio Rosso, si svolta a destra sul sentiero CAI 22 abbandonando nuovamente l’asfalto: inizia una salita di circa 3 chilometri piuttosto impegnativa, su fondo scorrevole, che porta sulla cima del monte Fungaia.

La zona è interessante sia dal punto di vista geologico, per le varie formazioni presenti, sia da quello forestale: vi si trova infatti una riserva biogenetica con rimboschimenti di conifere e presenza di latifoglie. Si oltrepassa località San Maiano e si prosegue verso la vetta del rilievo montuoso.

Poco dopo l’incrocio con Sigliano Alto, si prende dritto verso Poggio Rosso (tratto di strada non segnata CAI). Intorno al chilometro 17, posta nelle vicinanze della strada, si incontra una polla di acqua fredda dal forte odore sulfureo che borbotta continuamente a causa dei gas in essa presenti.

Si prosegue verso la vetta del Fungaia ed in corrispondenza dell’incrocio si va sempre dritti iniziando a scendere, dove il percorso è segnato CAI 2. Nell’affrontare la discesa si può godere del panorama collinare e montuoso, ma a causa di alcuni tratti di strada dissestata si consiglia di fare molta attenzione.

Terminata la discesa più impegnativa, tenendo la sinistra, s’imbocca il sentiero CAI 14 verso Rocca Cignata, quindi seguono altri 2,5 chilometri, più facili, su larga carreggiata in ghiaia battuta. Al termine dello sterrato ci si immette nuovamente nella SP48 svoltando a destra a fine discesa e proseguendo verso Anghiari.

Oltrepassata un’area di sosta soprastante la diga, si può godere a sinistra della vista sul lago e a destra ammirare la presenza di rocce magmatiche e metamorfiche dal colore verde/blu scuro, le ofioliti. Giunti all’incrocio si scende a sinistra sulla SP47 in direzione Anghiari, su strada asfaltata fino all’abitato di Motina, dove al chilometro 26 circa si svolta ancora a sinistra verso “Le Vignacce”.

A questo punto si può seguire il sentiero CAI 14 parallelo al “Percorso lungo il Fiume Tevere”. Una parte dell’area che comprende il corso del fiume, detta golena, è caratterizzata dalla presenza di alcune specie di uccelli acquatici come la folaga. Infine, oltrepassando località Viaio prima di Santa Croce, si abbandona il sentiero CAI 14 e si incontra la frazione di Santa Fiora. In seguito, arrivando alla strada provinciale della Libbia, e seguendo le indicazioni stradali, si ritorna nei pressi del centro storico di Sansepolcro.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Stefano Farinelli, Luigi Falasconi, Luigi Monti

In bici intorno al lago di Montedoglio

Sansepolcro AR, Italia


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La Redazione

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9 comments

  1. Luca 14 Ottobre, 2018 at 19:38 Rispondi

    Non si può assolutamente pubblicizzare un percorso che non ha nessuna indicazione!!!!!!
    E’ veramente scioccante come una località che vorrebbe vivere anche con il turismo e far conoscere le sue bellezze tratti il proprio territorio in questo modo, nessuna indicazione! Nessun cartello!! Non può essere questa catalogata come una pista ciclabile! Scusate ma mi viene da dire: dove vivete!!????? Andate in altre zone casomai al nord per vedere come funzionano le cose!!!!!,

    • Enrico Bottino 15 Ottobre, 2018 at 11:05 Rispondi

      Buongiorno Luca, la descrizione del percorso è dettagliata proprio per sopperire alla mancanza di indicazioni in loco. L’intento, ovviamente, è quello di promuovere le emergenze naturali e monumentali presenti lungo l’itinerario proprio perché la zona merita sotto l’aspetto turistico, ed è quello che abbiamo cercato di fare. Comunque l’opinione va sempre rispettata anche se non condivisa, quindi prendiamo atto delle sue osservazioni. Un cordiale saluto

  2. Enrico Bottino 26 Ottobre, 2018 at 09:25 Rispondi

    Gentile Benito, il sentiero passa a fianco a questo imponente affioramento roccioso al di sopra del quale si trova il convento di Montecasale. Un luogo davvero suggestivo che colpisce per la sensazione di pace e tranquillità che riesce a infondere. Un salutone da tutta la redazione

    • Enrico Bottino 29 Ottobre, 2018 at 12:13 Rispondi

      Gentile Brandolii, oltre alla lettura dell’articolo con la descrizione del percorso e dei punti d’interesse che si possono incontrare lungo di esso, effettivamente è importante lo studio del percorso sulla carta topografica, possibilmente in scala 1 : 25.000, che grazie alle curve di livello e alla rappresentazione
dei rilievi può trasmettere informazioni importanti sull’impegno fisico richiesto e sulla durata dell’escursione. Nono possiamo che darle ragione, la cartina è sempre importante, a tale proposito le segnaliamo il seguente articolo: https://trekking.it/i-nostri-consigli/come-scegliere-escursione.html Inoltre, oggi giorno c’è una nuova opportunità rappresentata dalle APP installate negli smartphone. Questo piccolo “oggetto” presenta le potenzialità di un piccolo computer, può essere personalizzato installandovi gli applicativi (APP) che si preferiscono e facendo leva sulle sue potenzialità GPS e sulle mappe digitali a uso escursionistico, può guidarci lungo i sentieri della natura e farci condivi- dere i percorsi con la grande community del mondo outdoor.In questo caso le suggeriamo la lettura del seguente articolo tecnico: https://trekking.it/i-nostri-consigli/le-app-non-perdersi.html

  3. Brandolii 30 Ottobre, 2018 at 18:12 Rispondi

    Signor Enrico, potrebbe inviarmi la foto del sentiero sotto la rupe, ho provato ma non riesco a salvarla, il mio indirizzo: brandolinibenito @hotmail.it grazie saluti Brandolini

  4. Brandolini 30 Ottobre, 2018 at 18:14 Rispondi

    Signor Enrico, porrebbe per favore inviarmi la foto del sentiero sotto la rupe, ho provato a non sono riuscito a scaricarla, grazie

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