La Riserva dello Zingaro: escursione vista mare | Trekking.it

La Riserva dello Zingaro: escursione vista mare

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REGIONE
Sicilia
COME ARRIVARE
Autostrada A29 Palermo-Mazzara del Vallo, uscita Castellammare del Golfo, segue SS 187 in direzione Trapani; dopo circa 4 km s’imbocca la strada per Scopello. Giunti in località Guidaloca, proseguire e superare la Tonnara di Scopello, fino ad uno spiazzo destinato a parcheggio, poco prima della galleria. Chi volesse raggiungere la riserva dall’ingresso di San Vito Lo Capo, dovrà proseguire sulla SS 187 fino al bivio per San Vito Lo Capo, raggiungere la fine della strada asfaltata e proseguire a piedi, sullo sterrato, il cui inizio è a 500 metri dalla Tonnarella dell’Uzzo.
PERIODO CONSIGLIATO
Primavera - Autunno - Inverno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Scopello, Centro visitatori ingresso Sud
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+100 metri circa a salire
LOCALITÀ DI ARRIVO
San Vito Lo Capo - Centro visitatori ingresso Nord
TEMPO DI PERCORRENZA
3 ore (senza soste balneari)
DIFFICOLTÀ
T

In un paesaggio di rara e aspra bellezza, la natura della Riserva dello Zingaro si confonde con storie e leggende di briganti ed eroi che qui si nascondevano agevolati dalla conformazione e dalla natura dei luoghi.

Il sentiero costiero principale dell’area protetta, ripercorre quello che sarebbe stato il tracciato della strada asfaltata che doveva unire i comuni di Castellammare e S. Vito Lo Capo. Lungo l’itinerario palme assolate caratterizzano le ampie zone del paesaggio litoraneo, in particolare presso Contrada Zingaro dove si trovano esemplari alti anche 3 metri.

Da Castellamare si segue la SS 187 per Trapani e, imboccata la deviazione al Km 32.4, si attraversa la baia di Guidaloca, protetta dall’alto da una torre cilindrica cinquecentesca. Oltrepassata l’incantevole baia di Scopello si arriva all’ingresso Sud, il principale della Riserva regionale Orientata dello Zingaro.

Percorrendo i 7 chilometri dell’itinerario costiero, oltre ai siti d’interesse naturalistico si visitano i diversi musei dislocati lungo il litorale: il Museo naturalistico presso Punta della Capreria, il Museo della Manna, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, il Centro di Educazione Ambientale.

Mettiamoci in cammino

Dopo aver riposto nello zaino anche il costume e un asciugamano, inizia il trekking, esattamente dall’ingresso Sud, dove si oltrepassa la galleria scavata nel 1976, prima ancora che venissero bloccati definitivamente i lavori di costruzione della strada litoranea. Trascurando sulla destra, in basso, l’area attrezzata pic-nic, si raggiunge in breve il Centro visitatori e la diramazione per Cala Capreria e le sue due incantevoli spiaggette di ciottoli. La deviazione permette di raggiungere il primo dei 5 Musei della Riserva, recuperato grazie all’attenta opera di restauro di un antico fabbricato. All’interno del Museo Naturalistico sono raccolte tutte le specie faunistiche presenti allo Zingaro.

Sempre dal Centro visitatori, un altro ripido sentiero, questa volta in salita, guadagna quota grazie ad una serie di tornanti fino all’inizio del sentiero di mezza costa (390 m), che da sud a nord percorre la Riserva parallelamente all’itinerario costiero. Ma noi seguitiamo su quest’ultimo, fino a raggiungere Punta Capreria Grande, uno sperone panoramico da dove s’intravede, a nord, il profilo della torre di avvistamento di San Vito Lo Capo; tramite i fuochi accesi sulla sua sommità si poteva comunicare con altre torri lontane miglia e miglia.

Il Museo della Manna: nel periodo estivo una guardia forestale non mancherà di offrirvi l’acqua e di illustrarvi il mestiere dell’intaccaluoro e le caratteristiche della manna, prezioso prodotto estratto dagli alberi di Fraxinus ornus (Ph Enrico Bottino)

Si procede lungo il sentiero dominato da rupi a strapiombo sul mare, fino a giungere al Museo della Manna: nel periodo estivo una guardia forestale non mancherà di offrirvi l’acqua e di illustrarvi il mestiere dell’intaccaluoro e le caratteristiche della manna, prezioso prodotto estratto dagli alberi di Fraxinus ornus. La passeggiata tra la vegetazione pioniera degli scogli e gli splendidi esemplari di palma nana, in alcuni tratti molto densa e prossima alla macchia, è inframmezzata da deviazioni verso splendide calette, dove riservare una preziosa quanto desiderata sosta balneare.

È quanto ci attende, superato l’agglomerato rurale di contrada Zingaro, il cuore della Riserva. Infatti, dopo brevi sali e scendi, si incrociano due sentieri, entrambi diretti a delle bellissime rade ciottolose: Cala della Disa e, subito dopo, Cala Berretta. Non ci resta che scendere in spiaggia e abbandonare zaini e scarponi per accarezzare il bagnasciuga, rigenerare i piedi, giocare con gli spruzzi delle onde che s’infrangono a riva.

E poi una nuova partenza. Tornati sul sentiero costiero si procede verso nord, superando contrada Marinella (un sentiero scende ad un’altra caletta), fino ad una breve deviazione in salita che consente di raggiungere Grotta dell’Uzzo, maestoso anfiteatro di roccia che in passato diede rifugio ai pastori, alle loro greggi, ma anche a ladri e briganti. In quest’immensa abside naturale sono stati condotti scavi che hanno portato alla luce reperti del Paleolitico Superiore. Ricerche e rilevamenti di antichi fossili di alghe e molluschi marini, soprattutto ammoniti, hanno avvallato l’ipotesi secondo la quale 20 milioni di anni fa l’acqua arrivava a lambire la grotta.

Museo della Civiltà Contadina (Ph Enrico Bottino)

A meno di 300 metri si trova il Museo della Civiltà Contadina (fonte), che ospita testimonianze del ciclo del grano e dove è possibile vedere all’opera maestri intrecciatori che lavorano le fibre vegetali, producendo gli oggetti più disparati. Piccoli appezzamenti di terreno coltivati a mandorli, carrubi, viti, olivi e seminativi, si percorrono al ritorno, poiché a questo punto si prende la variante diretta all’incantevole caletta dell’Uzzo, il cui substrato calcareo esalta la trasparenza dell’acqua. Il volteggiare dei gabbiani a pelo d’acqua invita all’ennesimo tuffo.

Proseguendo nuovamente lungo la linea di costa, sempre in piano, si raggiunge l’ingresso Nord della Riserva, dove sorge il Museo delle Attività Marinare e l’ennesima, bellissima, insenatura: Cala Tonnarela dell’Uzzo. Il Museo delle Attività Marinare, che presenta una curiosa riproduzione in scala di una tonnara, è stato ricavato dalle costruzioni adibite ad antico malfaraggio: qui venivano custoditi gli attrezzi della tonnara di Scopello e qui venivano alloggiati i pescatori che stagionalmente lavoravano all’impianto di reti fisse presso la Torre dell’Uzzo. Nell’ultimo tratto di sentiero s’incontra un ricovero per i muli e gli asini di razza pantesca, alternativi ai mezzi motorizzati che non possono essere introdotti nella Riserva, nemmeno dall’Azienda Forestale.

Il sentiero per rientrare all’ingresso Sud è lo stesso percorso all’andata, salvo il tratto iniziale che dal Museo delle Attività Marinare segue in leggera salita l’indicazione per il Museo della Civiltà Contadina.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Enrico Bottino

La Riserva dello Zingaro: escursione vista mare

91014 Scopello TP, Italy

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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