I larici secolari della Val d'Ultimo | Trekking.it

I larici secolari della Val d’Ultimo

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REGIONE
Alto Adige
COME ARRIVARE
A22 Brennero – Modena, uscita Bolzano Sud. Si segue la SS38 dello Stelvio in direzione Merano. Da Lana si imbocca la Val d’Ultimo, si supera Ultimo e si giunge a San Nicolò.
PERIODO CONSIGLIATO
Autunno
LOCALITÀ DI PARTENZA
San Nicolò (m 1260)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
420 metri a salire
420 metri a scendere
LOCALITÀ DI ARRIVO
San Nicolò (m 1260)
TEMPO DI PERCORRENZA
3 ore
DIFFICOLTÀ
E

La Val d’Ultimo è un luogo selvaggio e fiabesco, che offre itinerari indimenticabili, con boschi e foreste antichissime. Addirittura sono stati individuati tre larici che secondo la tradizione avrebbero 2000 anni.

Le analisi scientifiche hanno certificato “solo” 850 anni, ma si tratterebbe pur sempre delle conifere più vecchie d’Europa. L’Unesco le ha dichiarate monumento naturale. In passato erano 9 gli alberi ai margini di un bosco di protezione dei masi contro le valanghe. Di uno dei larici abbattuti, gli abitanti hanno contato ben 2200 anelli. Pensate: questi alberi sono stati testimoni dei primi insediamenti umani in questa valle, e ben 70 generazioni di uomini sono trascorse in questo lasso di tempo. A partire dal 1979 la provincia ha posto sotto tutela i giganti superstiti.

Larice di San Gertraud, Alto Adige (Ph Adige Marketing /Verena Ebner)

Descrizione del percorso: a San Niccolò (m 1260) attraversiamo il Rio Valsura, seguiamo a destra il corso d’acqua verso l’interno della valle. Camminiamo lungo una breve salita e giungiamo alla bellissima Klapfbergfall, la più imponente cascata della valle. Dopo un cammino di un’ora, raggiungiamo Santa Gertrude (m 1500), l’ultimo paese della valle. Se vogliamo seguire un percorso ad anello, possiamo tornare sul lato soleggiato della valle, passando per la frasca”Oberkropfen” e per San Nicolò.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Cesare Re

I larici secolari della Val d’Ultimo

S. Nicolò, 107, 39016 Ulten BZ, Italy

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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