Da Lucca a Pisa lungo la Via degli Acquedotti | Trekking.it

Da Lucca a Pisa lungo la Via degli Acquedotti

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REGIONE
Toscana
COME ARRIVARE
In auto: percorrendo la A11 Firenze - Mare uscita Lucca Est o Ovest. Percorrendo la A12 Genova - Roma uscira a Viareggio e seguire la Bretella che porta direttamente a Lucca.
In treno: Stazione di Lucca lungo la linea ferroviaria Firenze - Pisa
PERIODO CONSIGLIATO
Primavera e autunno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Lucca
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ - 1000 metri
LUNGHEZZA DEL PERSCORSO
25 km
LOCALITÀ DI ARRIVO
Pisa
TEMPO DI PERCORRENZA
8/9 ore
DIFFICOLTÀ
E

La Via degli Acquedotti è uno splendido itinerario escursionistico che collega Lucca e Pisa, affiancandosi ai tracciati dell’Acquedotto Nottolini e dell’Acquedotto Mediceo.

L’Acquedotto Nottolini venner realizzato nel XIX secolo garantire un adeguato l’approvvigionamento idrico alla città di Lucca, che, fino ad allora, aveva dovuto affidarsi ai pozzi cittadini, la cui qualità e quantità d’acqua era però inadeguata al fabbisogno.

Per per fronte alla carenza venne affidato all’architetto Nottolini il compito di progettare e costruire un acquedotto che attingesse alle fonti della vicina Serra Vespaiata e ai torrenti del Rio San Quirico e Rio della Valle.

Il Nottolini, in circa 10 anni, completò l’opera: un canale di oltre 3 chilometri, sorretto da 460 archi. In questo modo l’acqua venne condotta fino alle porte della città, con due tubature distinte: una per l’utilizzo potabile e una per l’alimentazione delle fontane monumentali.

Oggi l’acquedotto non è più attivo ma la sua struttura è perfettamente intatta e segna la direttrice della nostra escursione.

La piazza del Duomo di Lucca (Ph: Shutterstock.com / Stepniak)

Il percorso comincia dalla piazza del Duomo di Lucca, uscendo dalla città attraverso la maestosa cinta muraria. Si prosegue poi per il sottopasso ferroviario fino a raggiungere il tempietto-cisterna di San Concordio. Qui, prima che l’acquedotto venisse dismesso, terminavano le condotte aeree e l’acqua si immetteva nella rete di canali sotterranei che la distribuivano in città.

Il seguito dell’itinerario si accosta fedelmente alle arcate dell’acquedotto, portandovi dall’ambiente cittadino al verde della campagna più autentica.

Lungo l’itinerario dell’Acquedotto Nottolini (Ph: Shutterstock.com / robertonencini)

In località Guamo la meraviglia aerea del Nottolini si interrompe nei pressi di un altro edificio neoclassico, simile a quello che abbiamo già incontrato alle porte di Luca. È il tempietto-cisterna che raccoglieva le acque provenienti dalla diverse prese, prima di farle confluire sulle arcate dell’acquedotto. Da questo punto in avanti la via dell’acqua procede sotto il livello del terreno, ma il suo tragitto è reso evidente dalla presenza dei vari pozzetti di filtraggio.

Un breve tragitto conduce al punto di raccolta delle acque provenienti dalla Serra Vespaiata, nella località che porta il curioso nome de “Alle parole d’oro”, si dice derivante dal fatto che i contadini del luogo scambiarono le luccicanti lettere d’ottone del cippo celebrativo dell’acquedotto per oro vero e proprio.

Le strutture dell’Acquedotto Nottolini in località Parole d’Oro (Ph: Shutterstock.com / Alessio Catelli)

Si affronta quindi la salita di 2 chilometri che conduce alla panoramica località di Gallonzora, con bella vista sulla piana di Lucca.

Un successivo tratto in discesa conduce al piccolo villaggio di Vorno e da qui, affrontando nuovamente un paio di salite, alla sella del valico di Campo di Croce.

La discesa sul versante Pisano della Serra avviene attraverso rigogliosi boschi di leccio, sino alla località Scarpa d’Orlando. Qui incontriamo le prime strutture dell’Acquedotto Mediceo di Pisa. Si tratta delle prese di captazione attraverso cui l’acquedotto trae alimentazione dalle diverse fonti che sgorgano dalla Serra.

Le arcate dell’Acquedotto Mediceo (Ph: Shutterstock.com / Piergiovanni M)

Questa imponente opera idrica risale addirittura ai primi anni del XVII secolo e fu commissionata già alla fine del 1500 da Ferdinando I de’ Medici e inaugurata nel 1613 dal figlio Cosimo. Per ben tre secoli l’Acquedotto mediceo rimase in attività, dissetando la città di Pisa fino ai primi decenni del 1900.

Così come per il tratto finale dell’opera del Nottolini, anche in questo caso si segue da prima la condotta interrata, fino ad arrivare al Cisternone, l’imponente edificio dove le acque venivano raccolte e lasciate decantare e sul quale campeggia ancora lo stemma delle sei palle, simbolo inconfondibile della casata dei Medici.

Non bisogna percorrere molta altra strada, però, prima di raggiungere Asciano e l’itinerario ciclopedonale che si snoda nella campagna pisana, affiancando per 4 chilometri il tracciato aereo dell’acquedotto, che termina in Piazza delle Gondole, all’interno dell’antica cinta muraria di Pisa.

In primo piano la Fontana dei Putti, in Campo dei Miracoli, un tempo alimentata dall’Acquedotto Mediceo (Ph: Shutterstock.com / Christian Musat)

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Testo di Serafino Ripamonti

Da Lucca a Pisa lungo la Via degli Acquedotti

55100 Lucca LU, Italia


A proposito dell'autore

Serafino Ripamonti

Dal 1995 lavora nel campo del giornalismo e della comunicazione legata al mondo della montagna e degli sport outdoor, collaborando con riviste specializzate, quotidiani e uffici stampa. L’esperienza professionale, unita alla pratica diretta delle varie specialità degli sport di montagna (è membro del Gruppo Ragni della Grignetta, uno dei più prestigiosi gruppi d’elite dell’alpinismo italiano) gli consentono di realizzare, direttamente “sul campo”, servizi e reportages, che uniscono un’accattivante ed efficace esposizione giornalistica dei contenuti ad un elevato livello di competenza tecnica. Dal 2007 collabora in pianta stabile con Verde Network e con la redazione della rivista TREKKING&Outdoor.

6 comments

  1. Michele Colombini 12 Dicembre, 2018 at 09:53 Rispondi

    Mi fa molto piacere che vi sia piaciuta la mia idea di itinerario con partenza dal Duomo di Lucca e arrivo al Duomo di Pisa. Grazie mille per l’articolo è sempre un piacere sentir parlare di Via degli Acquedotti, un itinerario del nostro territorio al quale ho speso molte energie insieme alla mia associazione e altre del territorio.
    Ps. La prima foto che pubblicate in questo articolo non appartiene al nostro territorio.
    Michele Colombini Guida GAE http://www.vadoevedo.it

  2. Paolo 31 Marzo, 2019 at 21:54 Rispondi

    Il percorso presenta dei paesaggi molto belli ma una grande pecca che abbiamo riscontrato è la quasi totale assenza di indicazioni nei punti critici. Nelle svariate volte in cui ci siamo trovati in difficoltà senza sapere dove andare abbiamo avuto la fortuna di incontrare gente del posto per chiedere indicazioni. È un peccato perché un percorso così interessante andrebbe curato meglio.

    • Enrico Bottino 23 Aprile, 2019 at 18:10 Rispondi

      Buona sera Paolo,
      i sentieri non sempre presentano una segnaletica appropriata, anche da questa problematica nasce l’importanza della descrizione testuale dei percorsi, oltre naturalmente alla eventuale “interrogazione” della traccia gpx. A noi di TREKKING&Outdoor piace anche rendere merito a chi ha una conoscenza diretta del territorio, a chi lo vive quotidianamente con senso di appartenenza, a chi contribuisce con la sua conoscenza a dare indicazioni che consentono di arrivare alla meta 😉
      Lo sappiamo, la testimonianza diretta è uno strumento indispensabile per la fruizione e la conoscenza dei sentieri, quindi ogni intervento che permetta di migliorare la fruibilità dei sentieri e apprezzato. Noi di TREKKING&Outdoor possiamo contribuire alla percorribilità dei sentieri descrivendoli, non possiamo intervenire oltre, se non segnalando eventuali problematiche grazie anche al vostro contributo.
      Grazie per la sua segnalazione e un cordiale saluto da tutti noi
      La Redazione

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