Marittime: il circo dell’Argentera e il rifugio Bozano | Trekking.it

Marittime: il circo dell’Argentera e il rifugio Bozano

Categorie: Itinerari
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REGIONE
Piemonte
COME ARRIVARE
Da Cuneo si raggiunge Borgo San Dalmazzo, segue la SS20 della Valle Gesso e la SP che conduce a Valdieri e alle Terme di Valdieri.
PERIODO CONSIGLIATO
tarda primavera - inizio autunno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Gias delle Mosche (1591 m)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
860 metri a salire
LOCALITÀ DI ARRIVO
Rifugio Bozano (2453 m)
TEMPO DI PERCORRENZA
2.30 ore
DIFFICOLTÀ
E

Una delle immagini più belle delle Alpi Marittime è la Serra dell’Argentera; risalendo verso il Rifugio Bozano, ai piedi del Corno Stella, si avvertire il calore dell’abbraccio della regina delle Marittime

Regina delle Marittime è l’Argentera (3297 m), con i suoi oltre cento anni di storia alpinistica. I suoi vassalli sono altri impervi “tremila” delle Alpi del Sole: il Matto e il Clapier che s’innalzano più a sud, al confine con la Francia. Più imponente e severo si erge invece a sud-est il vero principe consorte della Regina: il Gelas.

La base di questi monti è solcata da curatissimi sentieri, che uniscono numerosi rifugi e consentono una visione ravvicinata delle cime più severe.

I rifugi Remondino, Genova, Bozano e Morelli si trovano al cospetto del massiccio dell’Argentera e possono rappresentare il traguardo finale di lunghe camminate, consentendo una visione ravvicinata delle cime più severe delle Alpi del Sole.

Alpi Marittime, Valle Gesso, Serra dell’Argentera (Ph Enrico Bottino)

Una delle escursioni più belle risale il vallone dell’Argentera, verso il grande parallelepipedo di granito del Corno Stella: qui si avvertire il calore dell’abbraccio del circo dell’Argentera. Lo sguardo spazia verso il tratto sommitale del massiccio, dove spiccano la cima nord (3286 m; la più impegnativa) e la cima sud (3297 m; la più visitata) della regina delle Marittime.

Superate le Terme di Valdieri, si prosegue in auto lungo il Vallone della Valletta fino al Gias delle Mosche (1591 m), dove il sentiero nr 10 s’infila in un bosco di abete bianco, salendo con decisione al Gias del Saut (1847 m), dove è facile avvistare numerosi camosci.

Percorrendo ampi tornanti, si esce allo scoperto, tra radi larici, al cospetto dello spettacolare Vallone dell’Argentera, davanti alle imponenti pareti occidentali della Regina, del leggendario Corno Stella a sinistra e della catena della Madre di Dio a destra.

Si taglia a nord un’ampia radura, raggiungendo una conca erbosa che si supera lungo un traverso, sempre sul lato nord del vallone.

Attraversato un modesto bosco di pino montano e larici, oltrepassati i ruderi del Gias della Mesa (2070 m) si guadagna rapidamente quota lungo le pendici della Cima del Souffi, affrontando il tratto finale dell’itinerario, faticoso, lungo la pietraia in direzione del Corno Stella (3050 m), l’ultimo tremila delle Marittime ad essere conquistato.

Era il 22 agosto 1903, quando Victor de Cessole e le guide Jean Plent e Dino Ghigo riuscirono a raggiungere la vetta del Corno Stella grazie ad una delle più epiche scalate alpinistiche delle Alpi Marittime.

Lasciata a destra la traccia per il rifugio Remondino, si giunge al nuovo rifugio Bozano, frequentato dagli alpinisti che, appunto, vogliono confrontarsi con la stupenda parete di durissimo gneiss del Corno Stella.

La parete sud del Corno Stella, una delle più famose delle intere Alpi Occidentali, è legata al nome di Victor de Cessole e le guide Jean Plent e Andrea Ghigo che la conquistarono nel 22 agosto 1903 – Foto di Enrico Bottino

 

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Enrico Bottino

Marittime: il circo dell’Argentera e il rifugio Bozano

Unnamed Road, 12010 Valdieri CN, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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