Procida: tra crateri e scogliere | Trekking.it

Procida: tra crateri e scogliere

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Vista del porticciolo di procida
REGIONE
Campania
COME ARRIVARE
L’isola è servita da numerose linee di traghetti e aliscafi provenienti da Napoli, Ischia e Pozzuoli.
PERIODO CONSIGLIATO
Tutto l'anno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Marina Grande o Sancio Cattolico (m 5)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+- 287 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Marina Grande o Sancio Cattolico (m 5)
TEMPO DI PERCORRENZA
5-6 ore soste comprese
DIFFICOLTÀ
E

Dal porto Sancio Cattolico l’itinerario attraversa il centro storico, raggiunge l’altura di Terra Murata e poi scende verso la Corricella, il suggestivo borgo di pescatori con un’atmosfera unica nel suo genere; continua lungo la costa di sud-est verso punte e promontori per giungere al borgo di Chiaiolella e far ritorno lungo la costa ovest.

La Marina della Corricella ai piedi di Terra Murata<

Dal molo Sancio Cattolico di Marina Grande si risale in direzione del quartiere Terra Murata servendosi dell’antica scalinata (Gradoni della Lingua) nella parte orientale dell’isola.

Si cammina fino a una spiaggia al termine del molo; da qui i gradini risalgono a destra attraverso un vicolo (via Lingua) e si volge prima a sinistra e poi a destra (edicola votiva) passando per il caratteristico Casale del Vascello (con un bel cortile interno) fino a giungere in piazza dei Martiri, circondata da case e palazzine dai vivaci colori.

Qui la strada risale verso il Castello fino al quartiere Terra Murata da cui si aprono bellissimi scorci panoramici sul vecchio porto della Corricella, antico cuore di Procida. Superato un primo arco (Porta Romanica), si segue l’antica cinta muraria fino ad attraversare, sulla destra, la Porta di Mezz’Uomo, principale accesso al quartiere Terra Murata.

Ritornati in piazza dei Martiri, si prende a sinistra fino a scendere al Porto della Corricella, dove le paranze (tipiche barche dei pescatori) fronteggiano le abitazioni dai vivaci colori pastello; un agglomerato edilizio unico nel suo genere con archi, gradoni, viottoli e terrazzini, quasi un presepe che si riflette nel mare. Attraversato tutto il molo della Corricella, prima della fine del porto, si prende a destra una scalinata che riconduce sulla strada principale (via Scotti).

Volgendo a sinistra, dopo poche centinaia di metri, la grande Villa Scotto Pagliara compare a sinistra.

Siamo nel cuore della Conca di Chiaia, un’alta scogliera tufacea che s’inabissa in un mare dai fondali turchesi, la cui spiaggia di sabbia scura è la prima ad essere baciata dal sole, riparata dai venti di maestrale e poco frequentata dai turisti.

Su questo naturale anfiteatro scorre via Vittorio Emanuele, caratterizzata dalla presenza di ben cinque chiese e di numerosi palazzi gentilizi attraverso splendidi giardini a picco sul mare e agrumeti recintati da pietre a secco.

Giunti a piazza Olmo si prosegue a sinistra lungo via Pizzaco fino alla “panoramica” posta al centro della baia di Carbonchio, chiusa all’orizzonte dalla penisola di Solchiaro, i cui fondali custodiscono preziosi coralli, gorgonie e spugne.

Proseguendo in discesa per via Schiano si giunge al porticciolo di Chiaiolella dove ormeggiano le barche dei turisti: la baia è molto riparata e inserita nella suggestiva cornice di un cratere vulcanico sommerso.

Siamo nella parte meridionale dell’isola: superato il porticciolo di Chiaiolella, a destra, si raggiunge in breve il lato opposto dell’isola, dove si apre una delle spiagge sabbiose più lunghe, quella di Ciracciello. Siamo nelle vicinanze di uno dei punti migliori di Procida: l’isolotto di Vivara, dalla tipica forma a mezzaluna, collegato all’isola principale da un ponte.

Dal 2006 la zona è chiusa al pubblico poichè questo collegamento con Procida è rischioso: il suo attraversamento va effettuato con la massima cautela.

L’accesso è raggiungibile dal ponte che unisce Vivara alla collina di Santa Margherita. L’isola lascia ben individuare la sua natura vulcanica; la parte orientale altro non è che la caldera di un antico cratere semi-sommerso, originariamente legato a Procida da una falesia.

Una copiosa vegetazione ne ricopre la superficie preservando un gioiello naturalistico, meta privilegiata di ambientalisti e archeologi. Antico avamposto militare borbonico (presenza dei ruderi di un fortino), Vivara accoglie una casina di caccia con panorami bellissimi su tutto il litorale campano.

Dichiarata dal 1974 oasi di protezione naturale, diviene successivamente Riserva Naturale dello Stato; oggi l’isola è un privilegiato punto d’osservazione dell’avifauna migratoria europea. Ritornati alla Chiaiolella, si cammina sulla spiaggia di Ciracciello (o Lido di Procida), il cui apice termina presso il promontorio di Punta Serra.

Da qui un sentiero risale le falesie che cingono e doppiano la punta fino a raggiungere il singolare cimitero di Procida, disposto ad anfiteatro nell’antico cratere di Pozzo Vecchio. Dal cimitero, superata la Torre, si prosegue per via Battisti a sinistra e dopo circa 300 metri si volge a destra su via Cavour.

Arrivati alla chiesa della SS. Annunziata, si scende per via Marconi, che volge prima a destra e, successivamente, a sinistra su via Libertà che raggiunge direttamente il porto, dove termina il giro dell’isola.

 

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AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Andrea Perciato, Maria Rita Liliano

Procida: tra crateri e scogliere

Procida NA, Italia


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