Sicilia: l'isola di Mozia | Trekking.it

Sicilia: l’isola di Mozia

2
REGIONE
Sicilia
COME ARRIVARE
In auto. A29, direzione Birgi, seguire la segnaletica per Mozia. In treno. Linea Palermo-Trapani via Castelvetrano, stazione Mozia-Birgi. L’isola si raggiunge con un servizio turistico di barche.
PERIODO CONSIGLIATO
tutto l’anno
LOCALITÀ DI PARTENZA
Museo Whitaker (m 2)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
assente
LOCALITÀ DI ARRIVO
Museo Whitaker (m 2)
TEMPO DI PERCORRENZA
3 ore
DIFFICOLTÀ
T

Mozia, al centro dello Stagnone di Marsala, ha costituito per quattro secoli un avamposto commerciale strategico fondato da coloni fenici. Oggi un sentiero fa il periplo dell’isola, consentendo una visita improntata alla natura e all’archeologia.

Percorrere a piedi un tratto dell’Isola consente al visitatore di fare un viaggio nel passato che qui è ancora presente in ogni muta testimonianza. Furono i Fenici, sul finire dell’VIII secolo a.C., a utilizzare l’area come loro primo e principale mercato della Sicilia, stanziandosi al centro della laguna.

La piccola Isola di Mozia venne fondata nell’VIII secolo a.C. da coloni fenici provenienti dalla costa siro-palestinese. Lungo il sentiero che segue il periplo dell’isola, l’escursionista può scoprirne i siti archeologici, il museo, i suoi mosaici, i suoi ruderi, alla ricerca dei resti di una delle più importanti colonie fenicie del bacino del Mediterraneo.

La Fondazione Whitaker è l’attuale proprietaria di Mozia e deve il suo nome allo studioso anglo-siciliano Giuseppe Whitaker, che l’acquistò nei primi del Novecento e che diede il primo grande impulso all’esplorazione archeologica dell’isola.

Mozia, estesa per circa 45 ettari, conserva le vestigia delle fortificazioni, di alcuni settori dell’abitato, di santuari e del bacino del kothon, elemento caratteristico dell’architettura religiosa dei Fenici, dove le acque dolci e salmastre, ancora si fondono, memoria perenne della nascita mitica del mondo.

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Antonio Filippi / Enrico Bottino

Sicilia: l’isola di Mozia

Unnamed Road, Italia


A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

2 comments

Lascia un tuo commento