Val Formazza: dalle cascate del Toce alla diga Vannino | Trekking.it

Val Formazza: dalle cascate del Toce alla diga Vannino

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REGIONE
Piemonte
COME ARRIVARE
In auto: autostrada A8 o A26 uscita Gravellona Toce. Segue la superstrada 33 del Sempione, uscendo sulla SS 659 Valle Antigorio-Formazza fino a Baceno. Seguire poi le indicazioni per la Val Formazza.
LOCALITÀ DI PARTENZA
Cascate del Toce (m 1681)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+ 800 – 300 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Diga Vannino (m 2177)
TEMPO DI PERCORRENZA
4 ore
DIFFICOLTÀ
E

Un percorso non troppo impegnativo che permette di godere della bellezza del secondo salto d’acqua più alto d’Europa (143 metri), e della tranquilla forza del lago del Vannino.

Visibile in tutta la sua imponenza solo in certi periodi dell’anno e in giorni e orari prefissati (consultabili sul sito della Pro Loco) per venire incontro alle necessità della centrale idroelettrica, la cascata del Toce è anche il nostro punto di partenza.

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Ci portiamo verso la sinistra della cascata, a ovest, risalendo il pendio dove sono visibili alcune baite ormai abbandonate, segno della passata popolosità di queste zone. Seguendo i segnavia bianchi e rossi si imbocca il sentiero che si inoltra nel vallone di Freghera procedendo con alcuni saliscendi, fino ad impegnarci con una bella salita che termina alla Bocchetta del Gallo, accesso poco conosciuto ma molto panoramico per il Vannino.

A questo punto si può raggiungere il sentiero che proviene da Ponte e va verso il bacino oppure, per i più avventurosi, procedere a mezza costa senza scendere, seguendo le tracce che portano alla diga mantenendosi pianeggianti.

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Per il ritorno, in alternativa a ripercorrere i nostri passi, si può scegliere il sentiero che va a Ponte, frazione di Formazza; l’interesse di visita, in questo caso, non sarebbe soltanto paesaggistico e naturalistico ma anche etno-antropologico, poiché Formazza è un comune di lingua e cultura Walser, etnia appartenente al ceppo degli alemanni e che si concentra in varie località dell’arco alpino fra Italia, Svizzera, Austria e Liechtenstein.

 

Approfondimento: Le centrali, archeologia industriale

Molte delle escursioni che coinvolgono i laghi artificiali, ma anche i fiumi maggiori d’Italia, possono trasformarsi in un’occasione per scoprire qualcosa di più sulle centrali idroelettriche: l’Enel, in collaborazione con i diversi enti locali attivi sul territorio, da Parchi a Comuni, ha voluto impegnarsi per inserire i suoi impianti in un percorso di valorizzazione didattica e culturale.

Inserite in un ambiente naturale di innegabile pregio e interesse, o progettate da famosi architetti, o ancora fondamentali per lo sviluppo della zona in cui sono sorte, le centrali diventano così il filo rosso per la scoperta di un territorio, in un’ottica non di abbandono bensì di recupero e rivalutazione.

Il reportage: Opere d’acqua, specchi del cielo: i laghi artificiali

Informazioni utili:

Pro Loco Formazza
Tel. 0324.63059

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Testo di Elisa Patrone, foto di Cesare Re e Archivio Pro Loco Val Formazza

Val Formazza: dalle cascate del Toce alla diga Vannino

28863 Formazza VB, Italy


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La Redazione

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