Valpelline: rifugio Nacamuli e Col Collon | Trekking.it

Valpelline: rifugio Nacamuli e Col Collon

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REGIONE
Valle d'Aosta
COME ARRIVARE
da Aosta si seguono le indicazioni per il Colle del Gran San Bernardo e per il comune di Valpelline, dove si devia per Oyace, continuando per Bionaz e seguendo le indicazioni per Place Moulin.
PERIODO CONSIGLIATO
da luglio a settembre
LOCALITÀ DI PARTENZA
Place Moulin (m 1950)
TIPOLOGIA ITINERARIO
a piedi
DISLIVELLO
+878 metri primo giorno
+286 metri secondo giorno
LOCALITÀ DI ARRIVO
Col Collon (m 3114)
TEMPO DI PERCORRENZA
3.30 ore primo giorno 1 ora secondo giorno
DIFFICOLTÀ
EE

Un angolo selvaggio di una valle selvaggia. La Valpelline, dopo i 2500 metri, diviene un mondo a parte, uno scrigno di “wilderness”, luoghi ameni e valloni solitari.

Gli avvicinamenti per le ascensioni sono lunghi e impegnativi, così come molte vie di salita. Numerose anche le escursioni semplici ed alla portata di tutti, nei boschi, verso i laghi, o lungo morene e ghiacciai.

Il rifugio Nacamuli sorge su uno sperone roccioso in fianco al vecchio Bivacco Collon, proprio al centro di un anfiteatro di roccia e ghiaccio. Situato in uno degli angoli più remoti e selvaggi dell’intera regione offre servizio di mezza pensione e ristoro.

Caratteristico scorcio in cui ci si imbatte salendo verso il rifugio Nacamuli, in Valpelline – Foto Cesare Re – www.fotopercorsi.com

Dalla diga di Place Moulin si cammina lungo la mulattiera per il rifugio Prarayer per pochi minuti. Sulla sinistra, una deviazione (nr. 8) indica il sentiero per il Nacamuli. Si sale lungo il comodo sentierino, tra larici e con bella vista sulle verdi acque del lago di Place Moulin.

Dopo un tratto in falsopiano ed alcuni saliscendi, si guadagna un pianoro che prosegue verso il fondovalle (indicazioni Col Collon) sino all’Alpe di Arpeyssaou (m 2125) ove si prosegue lungo un sentierino tra larici e, dopo una breve salita ed una discesa, si giunge al bivio per il Prarayer.

Foto Cesare Re – www.fotopercorsi.com

Si continua sulla sinistra sino all’Alpe d’Oren (m 2161). Si prosegue nel vallone sino ad un tratto pietroso che si supera con ripidi tornanti su comodo sentiero, sino a trovarsi sulla sinistra orografica. Si cammina per alcuni minuti sino alla conca del Pian du Gan. Il sentiero si inerpica ora ripidamente: in alcuni tratti sono state apposte catene in ferro di protezione, anche se non ci sono particolari difficoltà.

Superato l’ultimo risalto, ormai in vista del rifugio, si attraversa il torrente e, con un ultimo sforzo, si raggiunge il rifugio Nacamuli e il bivacco Collon.

Il secondo giorno, dal rifugio, si seguono le tracce di sentiero verso l’evidente intaglio del Col Collon.

Tra pietraie e nevai, a secondo della stagione, si giunge all’ampio Col Collon (m 3114), tra La Vierge (m 3232) e L’Eveque (m 3716), nel gruppo del monte Collon, e con bella vista sulla punta Kurz (m 3498), sulle punte d’Oren, e sul ghiacciaio d’Arolla, in territorio svizzero.

 

Rifugio Nacamuli / CAI torino
Col Collon, Valpelline / m 2818 tel. 0165.730047
Cell. 393.282128835
www.rifugionacamuli.it / 60 posti letto

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Cesare Re

Valpelline: rifugio Nacamuli e Col Collon

Unnamed Road, 11010 Bionaz AO, Italia


A proposito dell'autore

Cesare Re

Cesare Re è fotografo e autore di guide e libri di montagna. Dal 2000, collabora con la Rivista TREKKING&Outdoor. E’ specializzato in fotografia di natura e montagna nei suoi diversi aspetti. Ha pubblicato fotografie su Meridiani, Bell’Italia, National Geographic, Meridiani Montagne, Alp, Viaggi e Sapori e molti altri periodici di viaggio e fotografia.

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