Valsavarenche: vette e rifugi | Trekking.it

Valsavarenche: vette e rifugi

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REGIONE
Valle d'Aosta
COME ARRIVARE
In auto. Si percorre l'autostrada A5, uscendo al casello di St Pierre e seguendo le indicazioni per la Valsavarenchee, fino al parcheggio di Eau Rousse
LOCALITÀ DI PARTENZA
Eau Rousse, parcheggio
TIPOLOGIA ITINERARIO
ciaspole
DISLIVELLO
500 metri
LOCALITÀ DI ARRIVO
Casa di Caccia di Orvieille (m 2159)
TEMPO DI PERCORRENZA
2.30 ore
DIFFICOLTÀ
E

La Valsavarenche, la più stretta e selvaggia delle valli valdostane, prende inizio dal massiccio del Gran Paradiso ed è posta nel bacino idrografico destro della Dora Baltea, tra la Val di Rhêmes e la Val di Cogne.

Sono tanti gli itinerari che si possono percorrere, come quelli ai rifugi Chabod, Vittorio Emanuele II e Savoia o al colle del Nivolet.

Descrizione: l’itinerario parte dal ridente paese di Eau Rousse, in francese “acqua rossa” per la tipica acqua ferruginosa che scorre in zona.

Dal parcheggio di Eau Rousse si raggiunge il piazzale dell’albergo Hostellerie du Paradis dove si trova un cartello che indica un sentiero natura. Il percorso si snoda tra muretti a secco, che ricordano la fatica dei valligiani che coltivavano fazzoletti di terra anche lontani dai villaggi.

Nel bosco si alternano zone più chiuse di abeti rossi e ontani a radure di larici. Un traverso porta ai prati a monte di La Rujaz e di qui al casotto dei guardaparco.

Testo redazione / Foto Cesare Re

AUTORE TESTO e FOTOGRAFIE
Testo redazione / Foto Cesare Re

Valsavarenche: vette e rifugi

11010 Valsavarenche AO, Italy

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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