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Green mobility e la Giornata mondiale della Bicicletta

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Le Nazioni Unite, ricordando la longevità e la versatilità della bici, utilizzata come mezzo di trasporto da oltre due secoli, hanno riconosciuto il 3 giugno Giornata Internazionale Mondiale della Bicicletta.

La bicicletta rende più agevole e approfondito un percorso di conoscenza dell’identità di un territorio, delle sue genti e delle sue tradizioni. Per gli appassionati del “buon turismo” le due ruote ecologiche offrono la possibilità di essere a contatto diretto con la natura, di rilassarsi, di ritrovarsi, di visitare ed osservare i luoghi del nostro Bel Paese. Infatti, esistono situazioni nelle quali l’uso della bicicletta diventa il modo ideale per esplorare un territorio: il mezzo a pedali consente infatti di percorrere distanze relativamente elevate, avanzando senza turbare la quiete dell’ambiente circostante e permettendo al tempo stesso di coglierne appieno l’essenza.

Pensate ad esempio ad una pedalata lungo gli argini o lo sponde di un fiume: si tratta di un’occasione unica per vivere la sensazione di perdersi tra le golene, per conoscere borgate note a pochi e spesso custodi di incredibili testimonianze storiche, per incontrare a distanza ravvicinata aironi e garzette, per percepire gli eccitanti profumi del salice e del sambuco o l’inconfondibile odore del fiume, per raccogliere quindi in una giornata tutte le sensazioni sparse su aree tanto grandi da essere difficilmente vivibili camminando per un sol giorno.

Inoltre, come specificato nella risoluzione delle Nazioni Unite legata alla Giornata Mondiale della Bicicletta, tra le virtù riconosciute alle “due ruote ecologiche” salta all’occhio come la bici venga definita un simbolo di trasporto sostenibile che trasmette un messaggio positivo per incoraggiare il consumo e la produzione sostenibile, ripercuotendosi beneficiosamente sul clima“.

Green mobility: natura e mobilità dolce

Esistono diversi modi di vivere il proprio rapporto con le due ruote: c’è chi ama percorrere strade carrozzabili e coprire distanze attorno al centinaio di chilometri, c’è chi preferisce cimentarsi con carrarecce o sentieri cavalcando robuste mountain-bikes, c’è infine chi sceglie un’opzione intermedia, cioè facili percorsi su stradine poderali a basso flusso di traffico o, meglio, su piste ciclabili riservate.

Possiamo in questo caso parlare di cicloturismo per tutti, un’attività che consente di vivere pienamente la natura circostante, pedalando in tutta tranquillità su percorsi ideali per le due ruote, in pianura o con pendenze moderate e limitate in lunghezza. Le piste ciclabili rappresentano in questo senso un territorio ottimale per i cicloamatori, perfette anche per progettare una giornata con bimbi al seguito: l’assenza di autoveicoli garantisce sicurezza e ambiente più salubre, i servizi pensati per i ciclisti (bici-grill) consentono soste confortevoli e assistenza tecnica in caso di necessità, gli itinerari sono spesso pensati per portare il ciclista in ambienti naturali o agresti di pregio, toccando magari suggestive borgate.

Negli ultimi anni, specialmente in alcune regioni italiane, si è ben compreso il valore dei percorsi riservati ai cicloamatori per valorizzare le risorse ambientali e storiche del territorio: sono così nate diverse piste ed altre sono in progetto, non ultima quella che da Treviso dovrebbe scendere fino a Santa Maria di Leuca, un progetto ambizioso che porterebbe alla creazione del più lungo itinerario ciclabile d’Europa. Nelle righe a seguire sono in questo senso proposti alcuni itinerari su ciclabile in diverse regioni, ideali per stagioni diverse.

Testo di Claudio Trova

GLI ITINERARI

Bike to Coast ha l’obiettivo di avere un unico percorso ciclopedonale lungo tutta la costa abruzzese. La pista ciclabile qui descritta attraversa il litorale della provincia di Pescara e consente di visitare importanti borghi, siti storici e aree protette costiere.

Nella Riserva Naturale di Nazzano, Tevere-Farfa è possibile praticare attività capaci di unire l’aspetto ludico a quello educativo.

Nel Parco Regionale della Grigna Settentrionale, istituito nel 2005, la relazione tra l’uomo e la natura si avverte risalendo a piedi e in bicicletta dal fondovalle alle malghe e ai pascoli più alti. Questo itinerario mostra il legame di forte dipendenza che le società agropastorali intrattenevano con il territorio.

Scenari montani d’incomparabile bellezza in una natura forte e aspra, non ancora domata dai grandi flussi turistici. E all’orizzonte il mare.

L’itinerario escursionistico si svolge su strade bianche, asfaltate, sentiero, lungo crinali e all’interno del bosco (porre attenzione all’orientamento)

Una cinquantina di chilometri di acque lente e rasserenanti che scorrono da Tornavento a Milano, ove si riflettono, sul Naviglio Grande, le immagini di antiche ville e splendidi filari di robinia, pioppi e sambuchi.

I prati di Logarghena si adagiano sui più alti versanti del Monte Braiola, elargendo ampi panorami sulla Lunigiana, la Valle del Magra, le Alpi Apuane e le cime dell’Appennino dominate dal Monte Marmagna.

L’itinerario proposto non presenta particolare difficoltà tecnica e si sviluppa lungo il confine del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. La zona di nostro interesse, circondata dal sistema appeninico, si chiama Valle di Comino, area di produzione del cabernet D.O.C. di Atina.

L’itinerario si snoda su strade asfaltate ed è particolarmente consigliato in bicicletta. Consente di raggiungere le pendici dei monti Simbruini pedalando lungo la suggestiva valle dell’Aniene.

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