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Abruzzo, terra di confino

Categorie: Focus, News
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Cagnano Amiterno, 30 /01/2017

Mi ritrovo ancora, dopo qualche anno sempre qui, di fronte ad una pagina bianca a fare il resoconto della mia vita, gran parte di essa vissuta da sognatrice, ma senza sconti.

Ho lottato con il coltello fra i denti ogni giorno per ottenere ciò che più desideravo al mondo e qualche obiettivo che mi ero prefissata sono riuscita a raggiungerlo. Purtroppo non avevo fatto i conti con la dura realtà che ci circonda, soprattutto se hai a che fare con l’ Abruzzo, “terra di confino”.

Ho impiegato diversi anni per capire il motivo di questa accezione che un anziano romano di origine abruzzese un giorno mi disse. No, in pochi sanno che essa è stata nominata Regione verde d’Europa, chi la conosce bene purtroppo la vede come terra di “confinati”.

Il perché? beh non mi è mai stato chiaro finché non ho deciso di ritornare alle origini, alla mia terra, dalla capitale. Tornata in Abruzzo, a Cagnano Amiterno (L’Aquila) ho deciso di realizzare qui i miei sogni, il mio “castello”. Volevo realizzare una meravigliosa casa per i miei cavalli, con tantissimi sforzi ci sono riuscita, ma assolutamente senza l’aiuto di nessuna istituzione.

Ho pensato che in fondo l’Abruzzo quello che ci può regalare sono le sue meravigliose montagne, paesaggi incantevoli, storia, natura, animali selvatici, una meta perfetta per chi ama passeggiare in territori incontaminati, dove il tempo sembra essersi fermato. L’errore nella mia valutazione sta nel fatto che forse solo io e pochi altri credono nelle potenzialità di questi luoghi.

E’ una regione abbandonata a se stessa, principalmente nell’entroterra, i pochi che come me hanno creduto di poter investire in queste terre si ritrovano oggi a pentirsene amaramente. Il ministero delle politiche agricole stanzia dei fondi per i giovani che vogliono tornare a lavorare in agricoltura. Peccato che la realtà sia diversa. L’Abruzzo non è una regione molto produttiva dal punto di vista agricolo purtroppo, vuoi per il clima, vuoi per la penuria di terreni fertili, essendo in maggior parte boschi e montagne, sostenere l’Abruzzo dovrebbe voler dire renderlo autonomo cercando di sfruttare le potenzialità di questo territorio.

Da vegetariana forse sono di parte, ma quello che vedo qui maggiormente sono allevamenti di animali da macello e non credo sia la giusta direzione, certo non possiamo contare su piantagioni di chissà quante specialità di ortaggi, frutta e verdura, ma c’è anche altro. A questa conclusione sono giunta qualche giorno fa, dopo le nevicate abbondanti che sono cadute nella mia provincia, osservando gli allevatori che mi circondano i quali si sono trovati in grosse difficoltà a causa dell’impraticabilità dei loro terreni.

Quest’anno ci ha colpito una nevicata eccezionale ma da noi ogni inverno è duro e gli animali vivono confinati nelle stalle fino alla bella stagione, il che vuol dire che l’allevatore dovrà procurare il fieno per il suo bestiame per gran parte dell’anno, questo ad un costo rilevante.

Negli stessi giorni in cui vedevo queste poveri animali segregati, passando per le campagne romane notavo mucche e pecore pascolare già l’erbetta verde appena ricresciuta, deduco che i loro allevatori hanno bisogno di foraggiarli con il fieno forse solo uno o due mesi l’anno.

Come può un allevatore abruzzese essere competitivo con lo stesso nel Lazio? I fondi Europei dovranno per sempre “foraggiare” l’Abruzzo per sostenerlo, o vogliamo avviare delle attività che, in modo diverso, possano rendere autonoma questa regione dal punto di vista economico? Sì, è una regione svantaggiata ma dipende da quale punto la si osserva. Per chi ama il trekking, lo sci, l’alpinismo, il turismo equestre ecc., l’Abruzzo offre molte opportunità. Con questo chiaramente non voglio colpire gli allevatori, voglio solo prendere le difese di chi sta cercando di investire nel turismo in questa remota regione.

Io ho aperto un maneggio in montagna con tutte le difficoltà che questo comporta e vorrei allevare cavalli da sella. Dal punto di vista prettamente sportivo siamo lontani dai grandi circuiti sportivi dell’equitazione, anche se Roma dista solo circa 100km, purtroppo qui questo genere di attività non è molto sviluppata e non vengono direzionati fondi a questo scopo da nessuna istituzione e chiaramente da nessun grosso investitore, non essendosi ancora sviluppata questa mentalità (un cane che si morde la coda!).

Riguardo il turismo equestre mi sono scontrata più e più volte con il mondo dell’allevamento dei cavalli da carne, maggiormente sovvenzionato rispetto all’allevamento dei cavalli da sella destinati non al consumo umano ma all’equitazione di campagna.

Quindi pur possedendo un’azienda agricola, avendo un numero esiguo di cavalli e pochi terreni (non è necessario possedere molti terreni per avviare un’attività che si occupa di turismo equestre) non riesco mai ad arrivare ad un punteggio tale che mi permetta di usufruire dei fondi che la regione mette a disposizione per l’attività agricola. Quindi la mia “innovativa” attività di allevamento di cavalli da sella qui non può che soccombere.

A questo punto forse in Abruzzo deviare la maggior parte delle sovvenzioni regionali verso le imprese agrituristiche o diversificate potrebbe essere una buona soluzione, purtroppo i fondi dedicati ad esse sono ridicoli rispetto ad i fondi stanziati per l’attività agricola.

In questi giorni stiamo cercando di superare le difficoltà legate alle forti nevicate, l’ennesimo terremoto che ci ha colpito, in un territorio già in ginocchio dal terremoto del 2009 e le amministrazioni comunali che non tengono conto dell’economia morente dei nostri paesi e del nostro capoluogo; zone svantaggiate? certo, ma anche per la cattiva amministrazione di questo territorio.

Il nostro Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, in un noto programma televisivo in questi giorni ha dichiarato che le zone abruzzesi colpite dall’ultimo terremoto riceveranno dei fondi speciali, le sue testuali parole sono state “Stiamo aiutando i nostri allevatori delle zone terremotate a coprire il loro mancato reddito di questi mesi (…) Martina ha poi specificato che “ogni animale, vivo o morto in base ai dati dell’anagrafe bovina nazionale, avrà un premio a capo per il mancato reddito da produzione” (cit). Bovini ed ovini va benissimo, ma il mancato reddito delle altre attività agricole o agrituristiche?

Secondo i dati Istat esistono oggi in Italia numerose attività complementari a quella agricola in senso stretto, si tratta di attività ormai tradizionalmente entrate a far parte del quadro della diversificazione dei ricavi agricoli. La diversificazione dell’azienda agricola nasce proprio per cercare di far reagire questo settore al declino dei redditi agricoli, su territorio nazionale ovviamente. Credo fermamente che tutto ciò in Abruzzo sia un punto fondamentale da tenere presente, ma purtroppo i fatti dicono il contrario.

Io ho 39 anni e come me incredibilmente sono molti i giovani che hanno investito in questo territorio, anche con attività diversificate, proprio oggi parlavo con uno di loro; entrambi eravamo concordi sul fatto che forse abbiamo sbagliato ad investire qui i nostri soldi, vorremmo tornare indietro e fuggire da questa terra, invece ci troviamo qui a pagare debiti per aver sognato un posto migliore in grado di accogliere coloro che amano la natura, la montagna, i posti meravigliosi che l’entroterra della nostra regione può offrire e che invece vengono scoperti solo dopo le grandi calamità che ci stanno colpendo.

Ma inesorabilmente dovremo accettare il nostro destino, senza un aiuto che ci permetta di rimetterci in piedi e ci faccia tornare a camminare con le nostre gambe non potremo continuare a far vivere il nostro sogno. Quindi per favore non parlate più di stimolare i giovani a tornare alla terra ci abbiamo provato ma non ci avete permesso di trasformare questo territorio da “terra di confino” alla Regione verde d’Europa, ricca di bellezze, gioielli della natura, mare e montagna, che ogni turista, alpinista o escursionista si aspetterebbe di trovare in un posto degno di questo nome.

Di Lucia Di Donato*

 *Azienda Agricola Lareina

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