Campeggio libero! Si può fare? SI, NO, forse… | Trekking.it

Campeggio libero! Si può fare? SI, NO, forse…

Categorie: Focus, News

In Italia esiste una norma generale che disciplini il campeggio libero e stabilisca se e dove ci si può accampare in tenda?

Non è semplice dare una risposta univoca a questa domanda. Infatti, la gestione del settore turismo è stata trasferita alle Regioni (D. Lgs. 31/3/1998 n. 112) e non tutte hanno stabilito delle norme al riguardo per il campeggio libero.

Campeggio, che passione! Guazzare nell’acqua del torrente, ascoltare il fruscio delle foglie mosse dal vento, udire lo scoppiettare delle braci del fuoco attorno al quale assecondare la voglia di bistecche, braciole, salsicce e costolette da gustare al chiaro di luna, dormire sotto le stelle ascoltando il gracidio delle rane e il canto della civetta che irrompe nel silenzio della notte.

La vita all’aria aperta porta a queste sensazioni uniche. In Italia però non è semplice “ascoltare” i silenzi incontrastati della natura e osservare l’immensità e l’armonia degli spazi aperti. Sono rari i luoghi privi di fonti luminose e di opere che riconducono a qualsiasi tipo d’intervento umano, aree naturali che rispondono al principio della conservazione e al vero significato della parola wilderness, non sinonimo di “natura selvaggia” ma più semplicemente di “luogo naturale”.

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Una delle mie passioni è il campeggio: è l’unico momento in cui riesco davvero a rilassarmi. Non ci sono cellulari, non c’è connessione wi-fi, vado a letto alle nove di sera e mi alzo alle cinque della mattina (David Gandy)

Wilderness significa “conservazione” degli spazi naturali attraverso formali impegni di salvaguardia che siano i più duraturi possibile (codificati negli Stati Uniti d’America dalla legge The Wilderness Act del 1964), affinché venga mantenuto lo stato d’integrità paesaggistica e non venga modificato dall’uomo, né in positivo né in negativo, rinunciando pertanto a qualsiasi scelta di sviluppo di tale area che deve restare intatta, intonsa.

Nel nostro Paese questi spazi liberi e solitari, designati in Italia sotto l’egida dell’Associazione Italiana Wilderness, sono davvero pochi: 66 Aree Wilderness per un totale di 51.114,2 ettari, distribuite in 10 Regioni e 20 Province.

Ma la natura “selvaggia” non è solo una condizione geografica, è anche uno stato d’animo. E allora alimentiamo questa indole per la vita all’aria aperta, calziamo gli scarponi, indossiamo la giacca, zaino in spalla e via, alla ricerca della nostra area wilderness, dove montare la tenda e campeggiare. La bellezza del luogo è assicurata: siamo in Italia. Dalle quote importanti delle Alpi alle morbide colline della Toscana, fino ai sentieri verdazzurri della costa, la scelta è buona e ampia.

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Cosa ne pensate. A guardare queste immagini non viene voglia di mettersi in movimento? Andiamo alla conquista di questi paesaggi… rispettosamente.

Non sono però tutte rose e fiori, gli aspetti positivi del campeggio libero non devono far dimenticare che esistono anche i lati negativi: chi si accampa lo fa a proprio rischio e pericolo per l’eventuale presenza di persone poco perbene. Inoltre, per provare quella solitudine e quelle sensazioni tipiche delle aree wilderness, si potrebbe incorrere nella rigidità delle amministrazioni comunali e della legislazione regionale.

La vita all’aria aperta, il contatto con la natura, il senso di libertà che si prova grazie alle escursioni itineranti non è più una esclusiva dei veri appassionati di trekking e mountain bike, è una tendenza che sta prendendo sempre più piede in tutta Europa e in particolare in Italia, quindi è necessario disciplinare la forma di campeggio libero, comunque possibile quando la permanenza nello stesso posto è limitata alle ore notturne.

Anzi, a essere precisi il termine “campeggio” è inappropriato, quando la tenda è montata solo dal tramonto all’alba è più corretto parlare di bivacco notturno. Questo dovrebbe salvaguardarci da multe salate.

Invece, i controlli della forestale non sono così condiscendenti nel momento che si lascia la tenda montata anche di giorno per più di 24 / 48 ore (non è sempre uguale, le regioni che discipliano il campeggio libero lo fanno contestualmente alla loro realtà sociale e naturale). Se proprio volete infrangere le regole, siate molto rispettosi dell’ambiente circostante, non lasciate tracce del vostro passaggio, portando sempre via rifiuti e quant’altro.

valle stura di demonte

E’ buona regola non lasciare alcuna traccia del nostro passaggio. Solo così possiamo sperare di trovare, sempre, ambienti integri e incontaminati durante le nostre escursioni.

Il problema non si presenterebbe in Norvegia, Svezia, Finlandia, Scozia e Islanda, dove il campeggio libero è legale, al contrario di nazioni come Germania e Olanda dove le guardie sono severe e intransigenti, oppure paesi come Galles e Inghilterra dove invece il campeggio “selvaggio” seppure illegale è generalmente tollerato. Restando alla nostra penisola, la domanda si fa sempre più incalzante… “è possibile e dove fare campeggio libero”? “Cosa posso fare e soprattutto cosa non devo fare?”.

Iniziamo col dire, come sottolineato all’inizio dell’articolo, che non esiste una regolamentazione a livello nazionale per la gestione del campeggio libero, quindi c’è una dispersione ampia su questo aspetto della nostra attività outdoor. Questa competenza che rientra nella sfera del settore turistico è stata trasferita alle Regioni e non tutte hanno stabilito normative e divieti sul campeggio libero.

Procediamo per esclusione: dove non è approvata una esplicita normativa degli Enti locali, resa nota da cartellonistica, il campeggio libero è ancora possibile (in alcune regioni è fatto obbligo ai Comuni di emettere tutti gli anni apposite ordinanze con l’indicazione delle aree di divieto di sosta campeggistica e di quelle autorizzate).

Non fatevi però illusioni: la maggior parte dei Comuni, nel loro regolamento specificano che il campeggio è possibile previa richiesta o semplice notifica all’Ufficio del Sindaco, mentre molti Enti Parchi naturali chiariscono che è possibile il bivacco all’aperto, ad esclusione delle zone di tutela speciale, sottoposte a restrizioni di accesso.

In tutti i terreni privati, inoltre, ottenuta ovviamente l’autorizzazione dal proprietario, la sistemazione di tende e simili strutture è lecita, per tutto il tempo che si desidera. Ci sono regioni, come la Calabria, dove è disciplinato solo il campeggio mobile organizzato da associazioni senza scopo di lucro (Legge Regionale n. 28 del 1986 all’Art. 15), nulla di specifico viene invece detto sul campeggio libero e isolato; probabilmente, inoltrando la richiesta al Sindaco dove si vuol montare la tenda dovremmo essere quasi certi di non sbagliare.

Val di Fiemme 4129 Latemar vista tra il Rif Passo Feudo e il Rif Torre di Pisa 0000

Bivaccare all’aperto è una esperienza che si prova soprattutto durante le escursioni di più giorni.

Insomma, grazie a tutte queste variabili vige la più assoluta confusione, e non solo per i campeggiatori liberi di camminare e pedalare, ma anche per i camperisti. Solo in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Sardegna non possono nascere equivoci: la Legge Regionale n. 40 del 1984 all’art. 12 prevede il divieto assoluto di campeggio al di fuori delle aree attrezzate appositamente previste. Anche in Emilia Romagna, a seguito della recente legge Regionale n. 16 del 2014, articolo 41, è vietato il campeggio libero al di fuori delle aree attrezzate, salvo quando il Comune lo autorizzi per una durata massima di 15 giorni ad associazioni senza fine di lucro e organizzazioni culturali.

Quindi alle  organizzazioni operanti per scopi ricreativi, sociali, culturali e sportivi, si rilascia l’autorizzazione per una durata massima che dipende dalle Regioni (60 giorni in Piemonte, 30 in Abruzzo e Campania, 15 nel Lazio come anche in Emilia Romagna, 20 in Puglia) e solo in aree pubbliche o private dove siano predisposti i servizi generali indispensabili per il rispetto delle norme igienico-sanitarie, per la salvaguardia della pubblica salute e della pubblica incolumità

In Piemonte e nelle Marche si può campeggiare non oltre le 48 ore nella stessa località e dove non siano già presenti aree di campeggio autorizzato. Ricordatevi d’inviare una comunicazione al Sindaco del Comune interessato 24 ore prima della sosta, specificando il periodo, il numero di partecipanti, la zona, il tipo di allestimento (ad esempio, tende) e la zona dove s’intende bivaccare.

Rispetto al Piemonte, in Umbria caravan, autocaravan e camper possono campeggiare in aree attrezzate di sosta temporanea (gestite dai Comuni), anche se in zona sono già presenti strutture ricettive all’aria aperta, ma solo se la sosta non si prolunga oltre le 24 ore (i Comuni che istituiscono direttamente le aree di sosta, possono provvedere alla loro gestione anche mediante apposite convenzioni con terzi soggetti).

Anche in Sicilia non devono trascorrere più di 24 ore. Sempre in Umbria, all’interno delle aree protette la gestione del campeggio libero è disciplinata direttamente dagli Enti parco: bisogna pertanto rivolgersi a loro per l’autorizzazione alla sosta temporanea e non ai Comuni.

In Puglia il Comune può consentire ai singoli turisti in transito il campeggio libero e isolato su apposite aree demaniali con i requisiti igienico-sanitari necessari.

In alcune regioni, ad esempio l’Abruzzo, si può campeggiare solo nei Comuni che hanno individuato e attrezzato apposite aree di sosta, al di fuori delle quali non deve essere consentita alcuna forma di sosta campeggistica. In Abruzzo, nelle aree attrezzate le piazzole non devono superare le 25 unità e non vi si può sostare per più di 5 giorni.

Se prendiamo in esame la Valle d’Aosta le variabili aumentano, in questo caso è la quota a tirare le fila: il campeggio libero è consentito solo al di sopra dei 2.500 metri di altitudine, dal tramonto all’alba. Proprio così! Dobbiamo naturalmente considerare che questa regione alpina è interamente montuosa e l’altitudine media è di oltre 2100 metri; anche per questo nell’Art. 19 della Legge Regionale n. 8 del 2002 è specificato che il bivacco in tenda è sempre vietato vicino ai rifugi e in tutta l’area protetta del Parco nazionale Gran Paradiso.

Anche in Trentino è vietato  sostare con tende, camper o roulotte,  vicino ad agriturismi, alberghi e strutture ricettive che ospitano i turisti. In questa regione dell’arco alpino orientale il campeggio libero è ammesso solo in due casi: il bivacco che non supera le 24 ore (solo in zone dove non esistono espliciti divieti da parte delle competenti autorità), o nel caso di insediamenti destinati ad ospitalità occasionale e gratuita concessa dal proprietario o dal possessore dell’area posta in stretta vicinanza alla sua casa.

Alcune regione, come Lombardia, Toscana e Liguria, non hanno statuito nulla sul campeggio libero, né nel senso di autorizzare né in senso opposto. Purtroppo la mancanza di certezze lascia spazio a eccessiva discrezionalità, soprattutto nella gestione di logiche sempre più complesse. Fortunatamente per noi escursionisti la medicina è una sola: camminare. Eh già!

Perché dovremmo campeggiare nello stesso posto quando la nostra motivazione più grande è nutrirci di nuovi orizzonti, essere sempre in movimento per soddisfare quella nostra innata curiosità che ci accompagna verso panorami sempre diversi, da godere giorno dopo giorno. Lo diceva anche un “certo” Leonardo Da Vinci… Che ti move, o omo, ad abbandonare le proprie tue città, a lasciare li parenti e amici, ed andare in lochi campestri per monti e valli, se non la naturale bellezza del mondo?….

Testo di Enrico Bottino

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Alcuni parchi nazionali hanno lunghe liste d’attesa per le prenotazioni di campeggio. Quando si deve aspettare un anno per dormire accanto a un albero, qualcosa non va. (George Carlin)

Per il campeggio è fondamentale la tenda…

Dopo aver cercato di spiegare e chiarire la complessa giungla delle normative sul campeggio libero, vi salutiamo con qualche consiglio un po più pratico. Infatti dopo aver scelto la destinazione, per un campeggio confortevole sarà necessaria una tenda adatta.

Vi segnaliamo alcune tende per i vostri campeggi liberi, tenendo conto delle caratteristiche essenziali che una buona tenda dovrebbe avere e che andrebbero sempre verificate prima dell’acquisto,  oltre alle particolarità e differenze tra quelle a 4 stagioni e a 3 stagioni, per ciascuna tipologia vi segnaliamo i migliori prodotti che si possono trovare sul mercato e acquistare direttamente online su Amazon:

 

_ Per le tende a 3 stagioni abbiamo scelto i prodotti di tre aziende importanti Salewa, Ferrino e Vaude, tutti di ottima qualità e che svolgono bene il loro compito:

 

_ Per le tende a 4 stagioni invece oltre ai prodotti di Salewa e Ferrino vi segnaliamo anche le tende della Coleman. Si tratta di tende di ottima qualità che rientrano nella stessa fascia di prezzo, il modello della Salewa è un più cara delle altre due.

 

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

13 comments

  1. aRCo_aRCo 14 luglio, 2016 at 23:24 Rispondi

    “…udire lo scoppiettare delle braci del fuoco attorno al quale assecondare la voglia di bistecche, braciole, salsicce e costolette da gustare al chiaro di luna…”. L’associazione d’idee “campeggio libero = barbecue” mi sembra molto superficiale, oltre che inopportuna. E’ inoltre molto lontana dallo spirito che dovrebbe accompagnare il campeggiatore libero: entrare in armonia con la natura.

    • Redazione Web TREKKING.IT 4 agosto, 2016 at 13:51 Rispondi

      Buongiorno, non è questo il punto fondamentale del servizio, l’essere molto rispettosi dell’ambiente circostante è quello che realmente importa, con l’invito di abbandonare il bivacco la mattina successiva senza lasciare tracce del nostro passaggio, portando sempre via rifiuti e quant’altro. Inoltre, è fondamentale non infrangere le regole come descritto nel mio articolo. Lo legga, ogni sua osservazione legata ed eventuali aggiornamenti sulle norme regionali per la regolamentazione del campeggio libero saranno apprezzate da noi e dai nostri lettori. Grazie e buona escursione.

      Enrico Bottino

  2. ee24 22 aprile, 2017 at 12:07 Rispondi

    Incredibile. Volevo provarci. Ma preferisco spararmi su un piede. In pratica non si può fare nulla, senza addirittura chiedere il permesso al Sindaco (in alcune zone, mentre in Veneto ad esempio non puoi piantare un picchetto per terra mai). Sì certo, contatto con la natura. C’è da mettersi a piangere.

    • ilo 28 maggio, 2017 at 08:51 Rispondi

      L’Italia è un paese densamente popolato, le aree davvero selvagge sono pochissime. Da qui la regolamentazione. Considerando che anni fa conoscevo alcuni luoghi dove era tollerato e purtroppo l’inciviltà delle persone ha portato a divieti massicci e controlli stringenti.

  3. Nicolae Rosu 15 giugno, 2017 at 18:40 Rispondi

    Buongiorno
    dopo aver letto mi e rimasta una domanda aproposito alla Sardegna… Ma se la tenda viene montata al tramonto e smontata al alba, e sempre vietato anche questo?
    Lo chiedo perche stavo pianificando un giro della sardegna in tenda pero dopo aver letto tanti forum ci sto ripensando….

    • Stefania Salis 30 giugno, 2017 at 12:48 Rispondi

      Ciao, sono sarda e sinceramente te lo sconsiglio perchè fanno i controlli anche la mattina prestissimo, noi siamo stati multati la mattina presto alle ore 5.00!

        • Stefania Salis 30 giugno, 2017 at 17:54 Rispondi

          spiaggia frequentata, ma era agli inizi del mese di Giugno ed eravamo un pochino nascosti…ma ci hanno scoperti lo stesso perchè comunque conoscono i posti.
          Sicuramente se dovete fare questa avventura sconsiglio vivamente zone super turistiche tipo nord Sardegna, Villassimius, Pula, ma comunque come vi ho accennato prima in generale ci sono molti controlli soprattutto nei mesi estivi.

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          • Stefania Salis 1 luglio, 2017 at 10:34

            nel 2013 mi sembra sui 160 euro, ma le sanzioni variano da comune a comune e aumentano nel caso fuochi (in alcuni comuni si parte da 300 euro ), si prendono pietre dall’arenile (multe super salate) e poi non mi ricordo….

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            Il giorno 30 giugno 2017 21:03, Disqus ha scritto:

  4. sein rock 6 luglio, 2017 at 19:19 Rispondi

    La cosa che non capisco: l´italia (non solo) e pieno di migliaia di camperstop.
    perché e proibito ai cicloturisti, pellegrini e altri non motorizzati di pernottare su queste aree anche se sono dotate di docce e wc?

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