Elezioni 2018: dov’è l’ambiente nei programmi politici dei partiti? | Trekking.it

Elezioni 2018: dov’è l’ambiente nei programmi politici dei partiti?

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Le elezioni politiche del 4 marzo sono ormai alle porte. Come vengono trattate le tematiche legate all’ambiente nei vari programmi politici?

Confrontando i programmi dei partiti in corsa per le elezioni politiche del 4 marzo 2018, sono numerose le differenze che si possono riscontrare, dalle misure sul lavoro a quelle giudiziarie, dalla sanità all’istruzione.

Courtesy of Termometro Politico

Diverso il discorso quando si parla di ambiente ed energia: sebbene non si possa parlare di uniformità, ci sono alcune parole chiave che ritornano – con le dovute proporzioni – in quasi tutti i programmi. Per citarne alcune: Energie rinnovabili, economia circolare, tutela del territorio e più in generale green economy.

Dietro a queste pratiche – che sembrano quasi universalmente accettate come buone ­– c’è però un forte rischio: quello dell’eccessiva indeterminatezza, di un utilizzo che in alcuni casi sfiora il rischio di fermarsi allo stato di slogan elettorale. Vediamo in che termini si parla di ambiente nei partiti che andremo a votare.

Coalizione di Centro destra

Secondo gli ultimi sondaggi IPSOS del 16 febbraio, la coalizione del Centro Destra che unisce Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia, dovrebbe ottenere la maggioranza dei voti. Nel programma in 10 punti redatto appositamente per le elezioni del 4 marzo, l’ambiente viene accennato all’ultimo posto, alla voce “Più tecnologie, cultura e turismo. Tutela dell’ambiente, efficientamento energetico”.

Il documento parla di una generica “Tutela dell’ambiente”, di un “Risparmio energetico ed efficientamento della rete” e un “Sostegno alle energie rinnovabili”, mischiandosi, nella stessa sezione, alla “digitalizzazione della Pubblica amministrazione” e al “Sostegno alle start-up innovative, anche attraverso la semplificazione del crowdfunding”.

Ben più dettagliata la sezione “Ambiente” del lungo programma di governo (72 pagine) della Lega, che contiene anche una sezione dedicata ai territori montani.

Nel programma di Matteo Salvini si parla di numerose questioni, dall’economia circolare ad una lunga sezione sulla gestione dei rifiuti, passando per la qualità dell’aria, le bonifiche urbane, il consumo del suolo, le compensazioni ambientali per gli impianti inquinanti e i trasporti elettrici, sia pubblici che privati.

Il “Programma in 15 punti” di Fratelli d’Italia parla di una “Tutela del territorio, della natura e dell’ambiente” al punto 13. Anche qui si toccano i temi più disparati, dalla valorizzazione del territorio alla riduzione dei rifiuti, dalle risorse rinnovabili a un piano straordinario per liberare le coste italiane dagli ecomostri edilizi.

Un cosiddetto “Ecomostro”

Forza Italia invece ripropone l’ambiente all’ultimo dei dieci punti della coalizione di centro destra sul suo sito ufficiale.

Coalizione di Centro Sinistra

Il PD nel suo parlare di ambiente punta i riflettori sulla riduzione delle plastiche nei rifiuti e del carbone nella produzione energetica, sul rinnovo del parco di mezzi pubblici e sull’installazione di colonnine per le auto elettriche, che andrebbero a sostituire anche tutte le famose “Auto blu”.

Anche la lista +Europa di Emma Bonino inserisce l’ambiente nel suo programma, puntando a una de-carbonizzazione da attuare entro il 2025 e una quota di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili che raggiunga il 55% entro il 2030. Per quanto riguarda le fonti fossili, si prevede l’introduzione di una tassa sul carbone e la cancellazione dei sussidi pubblici alle non-rinnovabili.

Per “Insieme” l’ambiente è punto nodale del proprio programma. La sigla che riunisce socialisti e Verdi appoggia sostanzialmente le tematiche del PD, ma auspica in particolare una riduzione del 40% delle emissioni di gas e un divieto di circolazione dei motori Diesel e benzina entro il 2035. In seguito, incentivi massicci per le rinnovabili e per il riuso dei rifiuti, una legge di tutela per le terre destinate all’agricoltura e alle foreste, incentivi sull’agricoltura biologica e biodinamica.

Movimento 5 Stelle

Propone un documento di 50 pagine dedicato all’ambiente. Al suo interno numerosi argomenti vengono toccati: le bonifiche, partendo dalla celebre Terra dei fuochi in Campania, i rifiuti e la raccolta differenziata. No secco agli impianti di recupero energetico dei rifiuti, blocco dei nuovi inceneritori e auspicata chiusura di tutti quelli esistenti. Per quanto riguarda le fonti fossili, si sottolinea di nuovo la volontà di fermare le trivellazioni offshore e bandire il fracking. I pentastellati si prefiggono come obiettivo l’indipendenza energetica nazionale, puntando anch’essi sulle rinnovabili e su una gestione energetica affidata alle comunità locali. Poi il tema della riqualificazione dell’edilizia esistente e l’abbattimento degli ecomostri, il miglioramento del verde pubblico, le detrazioni per i sistemi di recupero delle acque piovane. Torna anche la battaglia sull’acqua bene comune e si prevedono nuove norme per il dissesto idrogeologico.

Liberi e Uguali

Il partito di Pietro Grasso parla, sul proprio programma politico, di un “Grande Piano Verde” mirato a creare un’economia ecologica e puntare a un’Italia libera dal carbone. Anche qui si parla di economia circolare in visione di un futuro in cui l’energia dovrà essere totalmente rinnovabile – si parla del 2050 come obiettivo temporale. Anche il partito di Grasso prevede una carbon-tax e politiche per un efficientamento energetico di edifici e mezzi di trasporto. Altri punti: riconversione dell’industria pesante, potenziamento dei trasporti pubblici, soprattutto su ferro, incremento del turismo sostenibile e salvaguardia della biodiversità, agricoltura biologica.

Potere al Popolo

Nel suo programma politico si concentra sul contrasto ad alcune “Grandi Opere” ritenute dannose per l’Italia: TAV in Val di Susa, TAP in Salento, MOSE a Venezia, così come “l’eolico selvaggio”, sostituito da una pianificazione che tuteli il paesaggio e la fauna, e le trivellazioni. Anche PaP prevede la fine dei sussidi pubblici alle fonti fossili e l’uscita dal carbone entro il prossimo decennio. Ugualmente in risalto una legge per lo stop al consumo di suolo e un piano di investimenti per la mobilità sostenibile (soprattutto via ferro e mare) fondato sui bisogni della popolazione. Infine, uno sguardo sul potenziamento della ciclabilità e sull’acqua bene comune.

Casa Pound

Importante sarà la “sovranità energetica” dell’Italia, promuovendo un efficientamento energetico basato sulle aziende nazionali e promuovendo un ritorno all’energia termonucleare. Il partito della destra radicale propone un rifiuto del “tetro fondamentalismo verde” con sviluppo delle culture biologiche, il recupero della biodiversità italiana e le colture tipiche locali, il completamento di tutte le grandi opere che “contrariamente ai dogmi verdi, riducono l’inquinamento”. Parallelamente, un ripopolamento delle faune a rischio e fondi destinati allo sviluppo di attività fisiche svolte in simbiosi con la natura, come l’alpinismo, le attività subacquee e paracadutistiche.

In apertura: foto di Sebastiano Pitruzzello.

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