Emozioni di carta: i protagonisti del verticale | Trekking.it

Emozioni di carta: i protagonisti del verticale

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Emozioni di carta è dedicata anche alle pagine di protagonisti di grandi imprese in montagna, loro che l’hanno toccata e percorsa in lungo e in largo, soprattutto dal basso verso l’alto. Uomini che hanno saputo trasformare la loro esperienza sul verticale in narrazione.

La montagna da sempre svela i limiti dell’uomo, però il tempo ci ha insegnato che nulla è irrealizzabile, consegnando la ragione agli alpinisti che mirano alla conquista dell’impossibile e ci riescono. L’ostacolo può essere aggirato oppure affrontato, aggredito. Grazie ai chiodi a espansione nessuna difficoltà inattesa può arrestare l’alpinista, qualsiasi incertezza è stata uccisa dalle direttissime, ogni limite è svanito, cancellato. Questa vittoria sulle difficoltà inattese diventa uno spunto per raccontare un alpinismo che ha attraversato le dinamiche della società evolvendosi con essa. Reinhold Messner lo fa nel libro “L’assassinio dell’impossibile”.

“Manolo – eravamo immortali”, dopo 5 anni dalla firma del contratto con l’editore, Maurizio Zanolla ha terminato la sua ultima salita, quella di pubblicare un libro diverso da tutti gli altri.

Il terzo che presentiamo è “Everest, la montagna di una vita”, il prezioso documento di un’epoca che sembra a noi lontanissima, arricchito da un saggio introduttivo di Marco Albino Ferrari. È la raccolta degli “appunti di viaggio” di quello che potrebbe essere, tra storia e leggenda, il primo salitore della cima più alta della Terra: George Mallory.

Un altro libro che mantiene vivo un passato ricco d’insegnamenti positivi è “Alpi&Alps”. Ada Brunazzi rivaluta le imprese storiche de “Il Duca degli Abruzzi” e Sir Edmund Hillary, uomini che occupano un posto importante nella storia dell’alpinismo e della esplorazione.

 

L’ASSASSINIO DELL’IMPOSSIBILE

 Grandi scalatori di tutto il mondo discutono sui confini dell’alpinismo 

 Reinhold Messner 

 a cura di Luca Calvi e Sandro Filippini 

 IL LIBRO DEL MESE 

 Rizzoli Illustrati 

 256 pagine 

 Euro 24,90 

Esattamente 50 anni fa, nel 1968, sulla rivista del CAI apparve un articolo a firma di Rheinold Messner, “L’Assassinio dell’impossibile”, che rappresenta ancora oggi una vera rivoluzione nell’approccio all’alpinismo e all’arrampicata su roccia. In quell’articolo, riprodotto all’inizio del volume, Rheinold si scaglia contro quelli che chiamava i “profeti della direttissima”, gli scalatori che “un chiodo dietro l’altro vogliono imporre alla parete la propria via e in questo modo uccidono l’impossibile”, senza rendersi conto di uccidere in questo modo anche l’alpinismo e il suo più profondo significato.

Messner non vuole farsi complice di questo assassinio, quello per cui “le pareti non vengono più vinte in arrampicata, ma umiliate con un lavoro manuale e metodico, una lunghezza di corda dopo l’altra” o quello per cui “il ripiegare diventa disonorevole, perché con i chiodi si viene a capo di tutto, anche della più repulsiva direttissima”. Il rischio però è quello di cancellare il limite del possibile, per dirla con Messner, di “uccidere il drago”. E se non c’è limite al possibile, che senso ha scalare?

Il volume, curato da Luca Calvi e Sandro Filippini, parte da quel celebre articolo e prosegue con una raccolta di scritti nei quali lo stesso scalatore altoatesino approfondisce il tema, presentando poi il contributo di 42 grandi alpinisti, da Honnold a Koller, da Pritchard a Trommsdorf che dicono la loro sul dilemma arrampicata artificiale-arrampicata naturale. La conclusione è lasciata ancora Messner che a 50 anni di distanza risponde in qualche modo a se stesso raccontandoci cosa secondo lui resta oggi dell’impossibile.

 


 

MANOLO – ERAVAMO IMMORTALI

 Manolo alias Maurizio Zanolla 

 Fabbri Editori 

 415 pagine 

 Euro 20,00 

Scritto con il massimo dell’autenticità, senza iperboli, è un libro che si legge in un fiato: racconta non solo della sua vita, ma di un contesto, di un pezzo di storia che Manolo attraversa partendo dalla povertà che fa rima con dignità. Alcuni passaggi più coinvolgenti riguardano la sua giovinezza: tra un destino certo e probabilmente infelice in fabbrica Manolo ha scelto il rischio, la libertà, l’inventarsi una strada, un modo di scalare, un modo di vivere randagio e allergico ai regolamenti, alle costrizioni, alle comodità fine a se stesse.

Dietro di lui e dei suoi amici un po’ folli aleggiavano gli anni ’70, la cultura on the road, la piazza, ma anche il disprezzo del pericolo, la velocità, il perdersi nell’alcool, la sfida, la protesta a prescindere per un mondo migliore. Non si parla di gradazioni di vie (che noia), né della genialità autocompiaciuta dello scalare in modo totalmente diverso dai rocciatori della sua epoca, non c’è cenno al suo stile elegante – e impossibile ai più – di salire una placca in solitaria e senza protezioni.

La lettura del libro coinvolge perché è universale, ognuno ci trova un pezzo di sé. Parla della vita di un uomo e dei suoi sogni, dei suoi rovesci e del suo essere ostinatamente visionario e decisamente fuori dal coro. In nessuna pagina del libro c’è l’esaltazione, o l’indicare di seguire quelle ambizioni; si capisce che l’arrampicata gli ha salvato la vita. Tanti gli aspetti trattati: l’ambiente montano, l’amicizia, il gusto di capire fino in fondo la montagna conoscendola. Si parla del rispetto della paura, del vuoto e della parete: chiodare significava tradire la roccia, ma quanto conforto avrebbe potuto dare una protezione anche se uno decide di non usarla.

 


 

EVEREST, LA MONTAGNA DI UNA VITA

 George Mallory 

 Hoepli Editore, Milano 

 190 pagine 

 Euro 22,00 

“L’uomo riemerso dai ghiacci”, dopo quasi un secolo dalla sua scomparsa sulla cresta terminale dell’Everest, dove fu visto l’ultima volta nel 1924, era un alpinista “sui generis”, intriso delle filosofie futuristiche, anarchiche, rivoluzionarie della generazione uscita dalla Prima Guerra Mondiale, «destinato a diventare l’archetipo dell’eroe dei giovani del suo tempo» come molti storici hanno scritto.

Nel 1921 ha trentacinque anni, è forte, coraggioso, e l’ambito invito da parte dell’Everest Committee a partecipare alla prima spedizione arriva senza che lui avanzi neppure richiesta. Darà prova di grande determinazione, e al ritorno a Londra sarà osannato come un eroe. Al termine di una delle sue gremitissime conferenze, un giornalista gli chiede perché voglia scalare la montagna più alta della Terra: «Because it’s there» è la sua ambigua risposta divenuta leggendaria. In questa raccolta di memorie Mallory descrive le esplorazioni e i tentativi di scalata al colosso himalayano, che piano piano gli svela i suoi segreti di ghiaccio e roccia.

Articoli e testi sparsi mai pubblicati in Italia formano un corpo unitario, con i racconti dell’impresa del 1921, di quella del ’22 e in parte della tragica ascensione del ’24, oltre ad alcune pagine di compendio più speculative sul “senso dell’alpinismo”. Racconti che riferiscono con oggettività l’esperienza del viaggio, ma permettono di immergersi nel punto di vista dell’autore, nel suo rigore icastico, nei suoi slanci di volontà intrisi della più inflessibile cultura anglosassone. Un prezioso documento di un’epoca che sembra a noi lontanissima.

 


 

ALPI&ALPS

 Ada Brunazzi 

 Touring Club Italiano 

 244 pagine 

 Euro 24,90 

Imprese alpinistiche dall’Italia alla Nuova Zelanda. In particolare quella del Duca degli Abruzzi e della Guida alpina di Courmayeur Giuseppe Petigax e quella di Sir Edmund Hillary e dello sherpa Tenzing, due cordate storiche che in tempi diversi sono state un esempio per il mondo! In questo libro c’è la storia della conquista da parte di esploratori e alpinisti che, nel corso degli anni, le hanno sfidate e vinte grazie a professionalità, affiatamento e amicizia.

Scritto dalla storica dell’alpinismo, fotografa e giornalista Ada Brunazzi, il volume, pur nel rigore dell’analisi storica, pone in risalto quegli aspetti quali professionalità, amicizia, stima e solidarietà che sono stati il motore e la forza di questi eroici “uomini comuni”. L’opera è illustrata da fotografie originali, realizzate dall’autrice, e una ricca selezione di immagini d’epoca provenienti dagli archivi della Fondazione Sella e da quelli del Museo della Montagna. Illustrazioni tratte dai giornali dell’epoca, selezionate negli archivi dei principali quotidiani europei, nordamericani e neozelandesi, e una ricca bibliografia completeranno il volume. L’edizione è bilingue in italiano ed inglese.

 

 

 

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