Incendi: come comportarsi in caso di SOS emergenza fuoco

Incendi: come comportarsi in caso di emergenza fuoco

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Le temperature torride dell’estate possono facilitare  gli inneschi degli incendi in natura. In questi casi come bisogna comportarsi?

Incendi. Soprattutto durante l’estate la piaga del fuoco diventa una delle criticità ambientali più urgenti. Gli incendi possono essere frutto della semplice incuria o disattenzione, e in questo caso invitiamo tutti al rispetto delle norme di comportamento civile al fine di salvaguardare il nostro grande patrimonio naturale, oppure essere provocati per mano e volontà dolosa dei piromani. Diciamoci la verità, gli incendi nelle macchie boschive per autocombustione dovuta alle alte temperature è un evento raro, rispetto alla superficialità delle persone o peggio ancora alla azione di criminali.

Incendi: come segnalarli

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In caso d’incendio dobbiamo allertare le istituzioni preposte alla vigilanza per mettere in salvo le persone, le cose e luoghi di eccezionale bellezza. Nel caso specifico, i corpi incaricati a spegnere gli incendi boschivi sono i  Vigili del Fuoco e dal 2017 l’Arma dei Carabinieri: a seguito della soppressione del Corpo Forestale dello Stato, sono loro a svolgere compiti di prevenzione, monitoraggi e supporto ai reparti di organizzazione territoriale.

In caso di avvistamento di un incendio bisogna chiamare il 115 (Vigili del Fuoco) oppure uno-uno-due (112) se vi trovate in una regione in cui è stato attivato il Numero Unico Europeo di Emergenza (stiamo parlando di un sistema voluto dalla Comunità Europea dal 1991…). Ad oggi, luglio 2019, le regioni  servite da tale sistema organizzativo sono: Friuli Venezia Giulia, Lazio (prefisso 06), Liguria, Lombardia, Piemonte, Sicilia Orientale, Valle d’Aosta e nelle Province Autonome di Trento e Bolzano. Successivi aggiornamenti si possono vedere al seguente link: http://112.gov.it/le-cur/

Chiamando l’uno-uno-due vi risponderà un operatore che si trova nella centrale unica di risposta, CUR, localizzata a livello regionale: in caso d’incendio la chiamata verrà trasferita all’Arma dei Carabinieri e Vigili del Fuoco. La chiamata è  gratuita.

L’accesso al servizio è agevolato anche dalla App Where are U per le persone sordomute o nel caso vi trovaste nelle condizioni di non poter comunicare via telefono; inoltre, grazie alla applicazione, venite geolocalizzati automaticamente. Si può caricare sullo smartphone dalla pagina https://112.gov.it/l-app/

Potete utilizzare l’App anche se non siete in condizione di parlare, semplicemente selezionando il tipo di soccorso di cui avete bisogno: l’operatore riceverà la “chiamata muta” con le indicazioni del soccorso richiesto. Where ARE U è disponibile per i sistemi operativi mobili iOS, Android e Windows.

Il primo livello di servizio al centralino, una volta composto uno-uno-due (o gli altri numeri di emergenza), è la localizzazione di chi telefona o attiva la chiamata tramite l’App Where are U. Il livello successivo è l’individuazione del tipo di emergenza per attivare l’istituzione di competenza e gestirla.

Comunicare all’operatore del Centralino quanto segue:

  • da dove si sta chiamando, provincia e comune;
  • dove ci troviamo o da dove stiamo osservando l’incendio;
  • segnalare l’eventuale presenza di altre persone, se coinvolte passivamente nell’incendio, oppure se si stanno prodigando per spegnerlo;
  • se possibile fornire un’idea del tipo d’incendio specificando se è fumo bianco oppure nero, se è una colonna isolata oppure un fronte, se sono presenti strade per intervenire con autobotti, la presenza di vegetazione arborea o arbustiva, quanta e quale, ecc
  • l’operatore vi comunicherà precauzioni da adottare e la procedura per mettervi in sicurezza: ad esempio, non stare vicino al fuoco, non sostare controvento, non allontanarsi dall’automobile parcheggiata possibilmente in una zona priva di vegetazione (mantenere le luci accese e finestrini e prese d’aria chiuse).

Possiamo anche fornire indicazioni per prevenire un incendio, a dirla tutta però sono quelle azioni ormai note a tutti, tipo non accendere fuochi quando il tempo è secco, farlo solo nelle aree attrezzate, non gettare mai mozziconi di sigaretta ancora accesi, non parcheggiare sopra a erba e foglie secche, ecc

Incendi: i consigli per mettersi in sicurezza

L’apporto dei Canadair CL 415 è certamente fondamentale, tuttavia i mezzi a disposizione sono sempre pochi e senza l’apporto degli elicotteri molti incendi sarebbero finiti in tragedia. Il Corpo Forestale, con le sue autobotti e grossi fuoristrada attrezzati, in coordinamento con gli aeromobili S-64 F, NH 500 e AB 412 è sempre in prima linea sia dal cielo sia da terra. C’è un semplice regolamento da seguire se degli escursionisti si trovassero circondati dalle fiamme, cosa che purtroppo spesso accade.

Cosa si deve fare dopo aver segnalato l’incendio all’uno-uno-due oppure al 115?

  • Cercare una via di fuga sicura, attraverso una strada o un corso d’acqua;
  • Attraversare il fronte del fuoco dove è meno intenso per passare sul terreno già bruciato;
  • Stendersi a terra dove non c’è vegetazione incendiabile cospargendosi di acqua o coprendosi di terra;
  • Difendersi dal fumo respirando con un panno bagnato sulla bocca;
  • Se ci si trova sulla spiaggia immergersi in acqua, rinunciando al tentativo di recuperare bagagli, auto, tenda o altro;
  • Se si è in casa sigillare porte e finestre con carta adesiva e panni bagnati, segnalare la propria presenza e non uscire se non si è certi che la via di fuga sia aperta;
  • In automobile non abbandonarla, ma chiudere i finestrini e il sistema di ventilazione, segnalando la propria presenza con il clacson e i fari.

Seguendo queste semplici regole, ma soprattutto collaborando attivamente con i soccorritori del Corpo Forestale evitando provvedimenti fai-da-te, molte vite potranno essere salvate. A tutti coloro che amano passeggiare tra splendidi boschi ricordiamo che la prevenzione è il primo gesto utile per evitare inutili tragedie: non accendere fuochi, non gettare mozziconi di sigarette, non abbandonare rifiuti poiché sono ottimi combustibili e infine non parcheggiare la propria auto su terreni dove l’erba è particolarmente secca.

La lotta contro il fuoco è spesso impari, mezzi e uomini sono sempre troppo pochi e i risultati si vedono spesso nel corso delle calde estati nostrane, che producono una vera ecatombe di aree verdi. Qui forse varrebbe la pena di citare una celebre frase detta da un grande statista come Winston Churchill riferendosi ai suoi piloti: mai così tanti, devono così tanto a così pochi

L’intervento: acqua contro fuoco

Veneto Italy – May 26 2016: Helicopter of Italian firefighters flying high during rescue operations

Una calda serata di agosto sulle coste di Sardegna, Liguria, Calabria vede il ripetersi tragico di un rituale ormai consueto. Una brezza leggera soffia sulle spiagge, e rinfresca piacevolmente l’aria. D’improvviso un bagliore schiarisce i profili delle colline, il cielo si colora di arancione e il vento si riempie dell’odore acre di erba bruciata. Non c’è spazio per alcuna interpretazione: è un incendio.

In poche ore le strade che circondano le ville e le abitazioni vengono punteggiate dai lampeggianti blu dei Vigili del Fuoco, delle ambulanze, e dei mezzi della Protezione Civile e dell’Arma dei Carabinieri. Si deve intervenire subito, l’avanzata del fuoco non si arresta facilmente poiché, con l’aiuto della brezza marina, la sua forza distruttiva aumenta.

I mezzi speciali dello Stato sono essenziali per affiancare i Canadair nelle azioni contro gli incendi

Uomini addestrati scendono dai loro automezzi imbracciando manichette collegate a cisterne: i potenti spruzzi d’acqua sono solo un leggero lenitivo e non possono arrestare l’inesorabile marcia della linea di fuoco. L’aria diventa irrespirabile e i primi soccorritori cominciano ad armeggiare con l’ossigeno per prestare le cure ai volontari e ai pompieri intossicati dal miasma di cenere. Tutti levano lo sguardo al cielo, aspettano con impazienza di riconoscere il rombo dei motori, l’arrivo della “cavalleria”: i mezzi che da soli possono domare la furia dei roghi, gli angeli gialli, i Canadair che, supportati dagli aeromobili dei Vigili del Fuoco e dell’Arma dei Carabinieri, tenteranno di combattere la devastazione causata molte volte da un gesto stupido. Piromani, spesso ignari che il loro atto d’incoscienza potrebbe distruggere loro stessi.

A filo delle fiamme: i Canadair

06th July 2017 – SPOLETO , PERUGIA, ITALY: Italian ” vigili del fuoco” on firemen canadair extinguisher fighting flames in forest on 6th July 2017

Quando le prime luci dell’alba illuminano lo scenario, i Vigili del Fuoco e gli uomini della Protezione Civile, stremati da una interminabile notte di battaglia contro le fiamme, tirano un sospiro di sollievo. Sanno che tra pochi minuti un telefono squillerà nel più vicino aeroporto dove sono parcheggiati i Canadair. Abili piloti, coadiuvati dai co-piloti, specialisti e osservatori, buona parte cresciuti in seno all’Aeronautica Militare, saliranno sui loro bimotore, un breve controllo ai flap e agli slat, rullaggio, colpo di manetta e si è in volo. 

Le operazioni di decollo, per un pilota di Canadair, sono molto delicate ma, tutto sommato, è nulla confronto quello che li aspetta. Il boato dei motori riempie l’aria, la linea d’orizzonte è segnata dal mare, tra poco il pilota comincerà a diminuire la velocità, a perdere quota per raccogliere l’acqua marina e, successivamente, bombardare l’incendio dando un po’ di sollievo ai poveri uomini che agiscono a terra.

Sembra un’operazione facile, ma l’ammaraggio è come toccare terra su di una pista in continuo movimento: una spia segna “probes down” (sonde giù) e due bocchette sporgono dalla chiglia del bimotore pronte a incamerare nella pancia dell’aereo un’immensa quantità di acqua. L’aereo sussulta, ogni metro percorso sullo specchio d’acqua appesantisce il mezzo che deve essere sempre tenuto in assetto. Quando la spia segna “serbatoio pieno” la punta comincia a sollevarsi, i due turboelica urlano nell’aria sforzandosi di sollevare questo bisonte giallo. Ma non è finita, ora comincia il vero duello. Il fuoco è imprevedibile, ti aspetta, per un momento sembra si ritiri e invece è sempre li, basta una folata di vento per rianimarlo e scatenare l’inferno.

Il Vesuvio dopo gli incendi del 2017. Foto di RealCarlo.

Governare un Canadair CL 415 (versione migliorata del 215) non è come volare con un Piper o un aereo di linea: si naviga alla vecchia maniera, carte dettagliate segnano esattamente le coordinate dove il pilota dovrà passare e sganciare il suo carico benefico. L’elettronica c’entra poco, tutto è affidato all’abilità sensoriale dell’equipaggio. Dove si trova il fuoco? Buona regola è quella di non lasciarsi ingannare dal fumo, è un indicatore inaffidabile giacché si trova sempre più avanti delle fiamme.

Che traiettoria seguirà l’acqua? L’importante è sapere in che direzione corre il vento, mettersi sulla rotta più logica e poi aprire i portelli e svuotare l’acqua sul focolaio maggiore. Il pilota ha mille occhi, il flusso di adrenalina è dominato grazie all’addestramento e capacità straordinarie: uomini che abbinano la passione per il volo a un lavoro difficile, ma che li avvince in modo viscerale. I passaggi sul fuoco si susseguono uno dopo l’altro: le manovre di ammaraggio e sganciamento si alternano in diversi momenti, mai uno uguale all’altro, l’insidia è sempre dietro l’angolo e una minima distrazione potrebbe costare la vita.

Dossier di Paolo Palumbo con immagini dell’Archivio del Corpo Forestale dello Stato

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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