Nella natura si vive più a lungo: a dimostrarlo è l’Università di Harvard | Trekking.it

Nella natura si vive più a lungo: a dimostrarlo è l’Università di Harvard

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Una ricerca dell’Università di Harvard pubblicata da pochi giorni, ha dimostrato che le persone residenti in un ambiente circondato dalla vegetazione, riportano una diminuzione del tasso di mortalità pari al 12% rispetto a chi vive in città.

Le donne statunitensi che abitano in mezzo alla natura sembrano beneficiare di un minore tasso di mortalità rispetto a quelle che vivono in aree densamente urbanizzate. Non è una boutade dell’ultimo ambientalista improvvisato, ma il risultato di una lunga ricerca di otto anni condotta dalla prestigiosa università statunitense Harvard T.H. Chan School of Public Health.

Una casa circondata dal verde in Canada, foto di Shawn Harquall

Una casa circondata dal verde in Canada, foto di Shawn Harquall.

Lo studio, condotto su persone di sesso femminile in cooperazione con il centro di ricerca medico del Brigham and Women’s Hospital, ha dimostrato che il tasso di mortalità delle donne che vivono in aree verdi e circondate dalla vegetazione, diminuisce di ben 12 punti percentuali rispetto a chi vive circondato da strade, cemento e palazzi.

Le motivazioni sono di diversa natura: in primis il verde contribuisce a migliorare la salute mentale delle persone, che spesso nelle aree verdi sono soggette a livelli inferiori di disturbi depressivi e riescono così a trarre notevoli benefici dal luogo in cui vivono (l’incidenza è di circa il 30% rispetto alle donne “cittadine”).

In secondo luogo chi vive in aree a minor densità di cemento, automobili e traffico è maggiormente invogliato a svolgere attività fisica durante la giornata: uno stile di vita sano e attivo è difatti un altro tassello fondamentale per mantenersi in forma nel corso degli anni.

Infine, ultimo ma non meno importante, i vantaggi sono netti dal punto di vista dell’inquinamento ambientale e della qualità dell’aria respirata.

Un grattacielo di Hong Kong. Foto di rc!

Un grattacielo di Hong Kong. Foto di rc!

Gli studi si sono basati su circa 108.000 donne sparse sul territorio degli USA nel periodo di tempo 2000-2008. I ricercatori si sono basati sul tasso di mortalità correlato con le immagini satellitari che mostrano la posizione delle abitazioni e la quantità di vegetazione che le circonda. Gli eventuali cambiamenti nel livello di vegetazione sono stati monitorati grazie alle rilevazioni effettuate nei diversi anni, sempre con le tecnologie satellitari. I ricercatori hanno poi incrociato i dati con altri fattori di rischio come l’età, il livello socio-economico, la provenienza e le abitudini (ad esempio considerando i pazienti fumatori e non).

Tra i dati più incisivi, quelli riguardanti le malattie dell’apparato respiratorio e in particolare le forme tumorali: la ricerca ha dimostrato come la mortalità per queste patologie diminuisca circa del 34% rispetto alle donne che vivono in città. Lo stesso indice di mortalità del cancro ai polmoni diminuisce del 13% per chi è circondato dalla vegetazione.

Scorcio di una città cinese, uno dei luoghi dove l'urbanizzazione selvaggia ha maggiormente modificato il paesaggio. Foto di Jaume Escoffet.

Scorcio di una città cinese, uno dei luoghi dove l’urbanizzazione selvaggia ha maggiormente modificato il paesaggio. Foto di Jaume Escoffet.

Il ricercatore Peter James, del dipartimento di salute ambientale dell’università, ha commentato con grande soddisfazione i risultati della ricerca, sottolineando con stupore la stretta correlazione tra ambiente e tasso di mortalità. In particolar modo, sostiene James:

sono sorprendenti i benefici della vegetazione sul benessere mentale.

In passato erano stati condotti studi simili, che avevano però riportato risultati contraddittori. Con quest’ultimo, condotto in un periodo di tempo più lungo e in un’area molto estesa, si ha una visione d’insieme più completa e soddisfacente.

In apertura: una casa circondata dalla natura rigogliosa del Kashmir, in India settentrionale. Foto di SandeepaChetan.com 

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