Saturnismo e intossicazione da piombo, un problema reale | Trekking.it

Saturnismo e intossicazione da piombo, un problema reale

Categorie: Focus, News, Slider Home
0

L’intossicazione acuta causata dal piombo si definisce saturnismo e subentra al contatto, inalazione e assorbimento del piombo attraverso le mucose, la cute e l’apparato gastrico-intestinale. Nonostante tutto le munizioni da caccia, continuano ad essere prodotte con il piombo, con gravi conseguenze per la fauna e per l’equilibrio dell’ecosistema…

Da molto tempo è risaputo che il piombo è un metallo tossico che può portare ad una grave forma di avvelenamento conosciuta con il nome di saturnismo. Persone frequentemente in contatto con ingenti quantità di questo metallo vanno incontro a gravi patologie cardiovascolari, renali, dell’apparato digerente e del sistema nervoso, sino a rischiare il coma e la morte. Non per nulla, casi di intossicazione acuta erano noti soprattutto tra gli operai impiegati nelle miniere o nelle fonderie dove questo elemento veniva estratto o lavorato.

I fenicotteri sembrerebbero essere la specie più a rischio di intossicazione per la loro propensione ad alimentarsi di particelle sospese nell’acqua e sollevate dl fondo con il loro caratteristico movimento ritmico delle zampe e poi filtrate dal loro becco lamellare, in questo modo è assai facile che ingurgitino accidentalmente i pallini depositati sul fondo – Foto di Massimo Piacentino

 

Si era osservato tuttavia che il saturnismo colpiva anche particolari categorie professionali come quella dei tipografi; questi ultimi risultavano esposti per il frequente contatto con gli inchiostri a base di piombo e i caratteri di stampa, anch’essi tipicamente costituiti di piombo.

Solo da pochi decenni si è acquisita la consapevolezza che il piombo può avere affetti negativi sulla salute anche nel caso di esposizioni limitate; a seguito di ciò le autorità sanitarie hanno progressivamente abbassato i limiti della soglia di rischio e oggi addirittura si suggerisce di evitare ogni possibile contatto.

La circostanza per cui gli effetti delle basse esposizioni sono stati compresi solo di recente risiede nel fatto che queste forme di intossicazione risultano asintomatiche. Come hanno fatto allora i ricercatori a prendere consapevolezza del problema? La svolta si è avuta quando sono cominciati gli studi epidemiologici, condotti confrontando tra loro popolazioni umane caratterizzate da diversi gradi di esposizione al piombo.

Queste indagini su vasta scala hanno consentito di evidenziare come a livelli crescenti di piombo nel sangue dei bambini e dei ragazzi si verifica una riduzione permanente del quoziente intellettivo. In altre parole, si è scoperto che anche con bassi livelli di piombo nel sangue si hanno effetti negativi sullo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Questa scoperta ha portato ad introdurre una serie limitazioni all’impiego del piombo ed in primo luogo si sono vietate le vernici e le benzine al piombo, responsabili della diffusione di polveri tossiche all’interno delle abitazioni e delle aree urbane. Ma il processo di eliminazione di questo metallo non si è fermato a questi due prodotti ed è tuttora in corso. Si sono introdotti divieti all’utilizzo nelle tubazioni, negli inchiostri, nei giocattoli, nei gioielli, nelle leghe utilizzate per la saldatura, nei cosmetici.

Di recente si è scoperto che anche l’uso del piombo per le munizioni da caccia può determinare conseguenze negative non solo per la salute, ma anche per gli uccelli selvatici e l’ambiente. Per illustrare questa problematica l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato di recente un rapporto che può essere scaricato in formato pdf dal sito www.isprambiente.it o che può essere richiesto in forma cartacea alla sede dell’Istituto.

Il quadro che viene delineato dall’ISPRA sintetizzando i risultati di numerose ricerche condotte in diverse parti del mondo non lascia molti spazi ai dubbi: l’impatto del piombo nelle cartucce da caccia è molto peggiore rispetto a quanto si potrebbe pensare a prima vista.

Close up of a California condor. Photo taken in Big Sur California.

Ma procediamo con ordine: dobbiamo al condor della California la scoperta degli effetti del piombo delle munizioni da caccia sulla salute umana. Il condor della California è un grande avvoltoio che vive nel sud ovest degli Stati Uniti, a cavallo tra Texas, California e Colorado. Negli anni ’70 del secolo scorso questa specie era giunta sulla soglia dell’estinzione e il governo federale americano profuse molte risorse per salvarla.

Malgrado le misure di tutela messe in atto i condor continuavano a morire e avevano drasticamente ridotto la loro capacità di riprodursi; sembrava che non ci fosse più nulla da fare e che il condor avesse perso spontaneamente la propria vitalità. La svolta avvenne quando alcuni ricercatori scoprirono la causa reale di questa situazione: i condor perdevano la fertilità e morivano perché erano intossicati dal piombo delle munizioni che ingerivano nutrendosi dei visceri degli ungulati che i cacciatori abbandonano sul terreno.

 

Grifoni in alimentazione su una carcassa di ungulato – Foto di Massimo Piacentino

Si scoprì così che il condor risulta particolarmente esposto all’intossicazione da piombo sia per le abitudini alimentari, sia per la particolarità della sua biologia: infatti è un animale molto longevo che inizia riprodursi solo dopo il settimo anno di vita. Prima di raggiungere la maturità sessuale, un individuo ha molte probabilità di ingerire una quantitativo di piombo tale da determinare un calo della fertilità o addirittura la morte.

Questa scoperta indusse ad indagare se le carni di animali cacciate con tradizionali munizioni al piombo possono determinare effetti negativi anche per altre specie di rapaci o per l’uomo. Da allora sono stati condotti numerosi studi che hanno dimostrato come effettivamente molti uccelli da preda, non solo condor e avvoltoi, sono esposti al saturnismo.

Le specie predatrici si intossicano se si nutrono di animali feriti dai cacciatori e non recuperati; ricerche effettuate su alcune popolazioni di uccelli sottoposti a prelievo venatorio hanno mostrato come un numero sorprendentemente alto di individui sani abbia nel proprio corpo pallini da caccia derivanti da antiche ferite successivamente guarite.

 

In Italia le specie più a rischio sono senza dubbio gli avvoltoi

Il Gipeto è una tra le specie appartenenti alla fauna selvatica italiana più esposte agli effetti del saturnismo. Questo grande avvoltoio ha elevate probabilità di ingerire frammenti di piombo nel corso della vita, sia perché si nutre di ossa (schegge di munizioni possono rimanere aderenti al tessuto osseo), sia per la sua longevità – Foto di Massimo Piacentino

Emblematico è il caso del gipeto, che recentemente è tornato a nidificare sulle Alpi grazie ad un complesso progetto di reintroduzione avviato alla fine degli ’70 e tuttora in corso. Questi avvoltoi si nutrono delle ossa degli ungulati morti; spesso con il cibo ingeriscono anche frammenti di piombo, rimanendone intossicati. Si è accertato che il saturnismo è tra le principali cause di decesso dei gipeti alpini, al punto che si teme che possa mettere a rischio la riuscita del progetto di reintroduzione.

Persino per l’uomo il consumo di carni di selvaggina può avere conseguenze sanitarie non trascurabili. Se si mangiassero carni crude si assorbirebbe una frazione minima del piombo presente nei tessuti, in quanto il piombo in forma metallica risulta poco assimilabile dal nostro apparato digerente.

In realtà la preparazione dei cibi (soprattutto la cotture e l’aggiunta di condimenti che, come l’aceto, abbassano il pH) determina la formazione di composti che possono essere assorbiti più facilmente. Di conseguenza, un pasto a base di selvaggina comporta l’assunzione di un quantitativo di piombo non trascurabile.

In effetti, studi condotti su popolazioni umane nell’estremo nord del mondo, dove non è possibile l’agricoltura e dove tradizionalmente gli uomini vivono di caccia e di pesca, confermano l’esistenza di una correlazione positiva tra consumo di selvaggina e livelli di piombo nel sangue.

Sulla base di queste evidenze le autorità sanitari di alcuni paesi hanno iniziato a segnalare il rischio per i consumatori, per informare soprattutto le categorie maggiormente esposte (bambini, ragazzi, donne in stato interessante). E pensare che fino a ieri veniva incoraggiato il consumo di selvaggina, in quanto considerata carne di qualità superiore!

 

Inquinamento da piombo dei terreni

Per attirare le anatre, spesso in prossimità degli appostamenti vengono collocate sagome che richiamano la forma delle diverse specie (i cosiddetti “stampi”) e viene sparso cibo in abbondanza. Per questa ragione per tutta la durata della stagione venatoria molti uccelli acquatici si avvicinano alle poste di caccia, alimentandosi proprio nelle zone dove si riscontrano le maggiori densità di pallini nei sedimenti.

 

Un altro aspetto affrontato nel rapporto ISPRA riguarda la contaminazione dei terreni

Si stima che attualmente con la caccia vengano diffusi nell’ambiente quantitativi di piombo dell’ordine di alcune migliaia di tonnellate all’anno. Questa cifra appare molto elevata, soprattutto se si considera che il piombo tende a persiste nei suoli per lunghissimi periodi e che in passato i quantitativi dispersi erano senz’altro più elevati per via del maggior numero di cacciatori e della maggiore lunghezza della stagione venatoria.

In taluni casi il livello di inquinamento può essere tale da superare i limiti di legge, ad esempio laddove la caccia è stata praticata per anni in modo intensivo, come in molte zone umide e sui valichi dove transitano gli uccelli migratori.

Valli di Comacchio. Attualmente le zone umide inserite all’interno delle ZPS sono gli unici ambiti in cui è vietato l’impiego delle munizioni da caccia contenti piombo – Foto di Massimo Piacentino

Di fronte a questa dati diventa legittimo richiedere che si ponga al più presto un rimedio nei confronti di questa situazione. Le soluzioni per continuare a cacciare senza disperdere il piombo ci sono, come dimostrano i paesi che hanno provveduto a bandire l’uso del piombo per tutte le forme di caccia. Esistono sul mercato cartucce atossiche, che possono essere utilizzate senza gli inconvenienti legati all’uso del piombo.

Ma in Italia cosa si sta facendo? L’unica l’imitazione introdotta riguarda le zone umide più importanti per gli uccelli acquatici, ma per il restante territorio il piombo è ancora utilizzabile. Un bando completo del piombo preceduta da una rapida fase di transizione per permettere l’adeguamento alle nuove munizioni appare auspicabile su tutto il territorio nazionale, nell’interesse di tutti, compresi gli stessi cacciatori.

 

Testo e foto di Massimo Piacentino

Fotografia di Viaggio – Nature photography

ardeas@virgilio.it

 

Germano reale (Anas platyrhynchos). E’ consuetudine, nei valloni di caccia del Delta, pasturare regolarmente con granturco e altre granaglie le acque delle zone di caccia per attirare gli anatidi, che insieme al granturco possono ingerire i pallini depositati sul fondo – Foto di Massimo Piacentino

 

 

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento