Alpi Carniche e Prealpi Giulie: magia bianca | Trekking.it

Alpi Carniche e Prealpi Giulie: magia bianca

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Al sopraggiungere dell’inverno le Dolomiti Friulane e le Prealpi Giule brillano di luce particolare e il paesaggio diventa fiabesco: l’invito è quello di passeggiare con le racchette da neve in luoghi silenziosi e pieni di magia.

Le Dolomiti Friulane si estendono in un comprensorio che va dalla provincia di Pordenone sino a quella di Udine, rappresentando una delle più ricercate aree wilderness presenti nel nostro Paese. Nel Parco Regionale delle Dolomiti Friulane, soprastante l’alta pianura friulano-veneta, territorio capace di esaltare le sue peculiarità anche nell’intensità dei sapori, gli appassionati di escursionismo possono prendere contatto con i magici paesaggi innevati e una grande varietà di animali selvatici – cervi, galli forcelli e cedroni, camosci, caprioli, marmotte, l’aquila reale unica vera regina di ogni valle – che rendono ancora più appaganti le passeggiate negli splendidi paesaggi della Valcellina, dall’alta valle del Tagliamento e dalle zone che insistono verso il limite della Val Tramontina.

Trecentosessanta chilometri di sentieri permettono di apprezzare l’ambiente scegliendo escursioni mirate e pianificate in tutti i mesi dell’anno, prediligendo nella stagione fredda i percorsi tracciati nel fondovalle, dove con le racchette da neve ai piedi chiunque può vivere l’atmosfera coinvolgente di questi luoghi incredibili.

Nel Parco naturale Regionale delle Dolomiti Friulane con le ciaspole si può apprezzare uno dei paesaggi più immacolati di tutto l’arco alpino, dove un’orografia particolarmente severa ha reso difficile la pressione antropica e scoraggiato il turismo di massa. Un ambiente di eccezionale pregio e quindi riconosciuto come Patrimonio naturale dell’UNESCO.

I luoghi interessanti e suggestivi sono molteplici, a cominciare dalla faglia Periadriatica, un’importante dislocazione tettonica che attraversa in latitudine tutto il Friuli e che mette a contatto rocce appartenenti ad età e livelli diversi, per proseguire con il museo Etnografico dell’Arte e della Civiltà Contadina di Andreis e alla vicina area avifaunistica dove, all’interno di voliere, sono ospitati falchi, gheppi, poiane, allocchi, sparvieri, un astore e un’aquila reale.

Sorprendenti sono le impronte fossili di dinosauro Teropode impresse su di un masso di dolomia di 200 milioni di anni, presso Casera Casavento; da non perdere nemmeno la salita sul Monte Borgà per ammirare il curioso fenomeno erosivo dei libri di San Daniele, oppure le guglie dei Monfalconi che si stagliano verso il cielo come anche il famoso campanile di Val Montanaia, simbolo e cuore del Parco.

Altri itinerari particolarmente ricercati dai turisti sono il sentiero dei Bambini, quello della teleferica della Val Poschiadea, i canali di Meduna, il sentiero del Carbone, il sentiero del Lago del Ciul, come anche la strada degli Alpini e del Truoi dai Sclops.

Agli escursionisti è consigliato seguire la sentieristica primaria del Parco, richiedendo preventivamente informazioni e materiale specifico presso i Centri Visite, gli Uffici informazioni e la Sede del Parco

Gli itinerari con le ciaspole suggeriti:

Foto di Marco Di Lenardo

Prealpi Giulie: magia bianca

Le aspre cime delle Prealpi Giulie si stagliano in alto, nel cielo, belle e impossibili, quasi a voler scoraggiare ogni velleità di conquista. Ai loro piedi un paesaggio sempre diverso: distensivo nelle verdi vallate, dolci alpeggi e accoglienti malghe, duro e deciso nelle gole impervie e grotte carsiche impenetrabili.

Le vette del massiccio del Plauris, del monte Canin e della catena dei Musi segnano l’estremo confine orientale del nostro arco alpino, oltre il quale iniziano le suggestioni fiabesche dei paesi slavi. Il Plauris è il massiccio più alto delle prealpi, percorso da valli selvagge e torrenti impetuosi che ne scavano le rocce taglienti. L’acqua scorre sottoterra costruendo chilometri di grotte e gallerie carsiche attorno alla catena dei monti Musi.

L’imponente massiccio del monte Canin nasconde abissi carsici, meta di speleologi da ogni parte del mondo. Tutt’attorno, elemento di unione e coesione, il verde anfiteatro della val Resia: un mondo fatto di verdi pascoli e rigogliosi boschi, dove risuona il canto della rara coturnice, animale simbolo del Parco Regionale Prealpi Giulie. Nella stagione fredda la sorprendente varietà floristica – determinata dal contatto di tre aree biogeografiche diverse, mediterranea, illirica e alpina – lascia il posto a paesaggi innevati dove le racchette da neve permettono a tutti di potersi avvicinare alla natura invernale, stupefacente per la ricchezza di animali selvatici.

Qui come altrove, l’avvistamento della fauna è sempre difficile, ma la neve modifica le regole, trasforma il suolo in un libro aperto dove leggere le orme degli abitanti dei boschi e delle vette alpine, testimoniando, seppure indirettamente, la presenza di esemplari rari, fuggevoli, in perenne lotta per la sopravvivenza nei freddi mesi invernali.

Per camminare nella neve non è necessaria alcuna capacità particolare, basta buonsenso e un po’ di fiato; coloro che sono alle prime armi possono comunque appoggiarsi alle guide naturalistiche del Parco Regionale delle Prealpi Giulie

Gli itinerari con le ciaspole suggeriti:

Testi di Enrico Bottino e Massimo Candolini / Foto Parco Dolomiti Friulane  e Parco naturale Regionale Prealpi Giulie – Marco Di Lenardo

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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