Alpi da guinness dei primati: le montagne più spettacolari | Trekking.it

Alpi da guinness dei primati: le montagne più spettacolari

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Alpi da guinness: in questo articolo corredato da bellissime foto, trovate le 14 montagne più belle del Nord Italia

Alpi e alta quota: un guinness dei primati “da vertigini”, dove abbiamo scelto le montagne più severe e compatte – come il Pizzo Badile, il Monviso e la Tofana di Rozes – ma anche le cime più eleganti e splendide nelle forme e nei colori del tramonto – come le Dolomiti che si tingono di rosso al momento dell’enrosadìra.

Sempre in classifica troviamo anche imponenti massicci avvolti dal bianco mantello dei ghiacciai – il Monte Bianco e il Monte Rosa ne sono un esempio – oppure le vette più vicine al cielo, bellissime per la forma slanciata e scenografica – un nome a caso, il Cervino.

Ci sono poi montagne che entrano in hit parade perché più di altre hanno da raccontare storie importanti, di epiche salite o terribili battaglie, e quelle che hanno un valore collettivo perché contraddistinte dall’insieme della loro armonia e grazia, come le Pale di San Martino e le celeberrime Cime di Lavaredo!

Un reportage fotografico dedicato alle cime e alle montagne che da sempre hanno affascinato l’uomo, che in vetta si sente più vicino a Dio ed è pervaso da un senso di conquista che caratterizza da sempre il genere umano.

Alla fine, quasi tutte sono accessibili a chiunque disponga di un buon allenamento! Anche per questo sotto ad ogni montagna abbiamo riportato un itinerario escursionistico e per gli amanti della fotografia qualche informazione per portare a casa belle immagini di belle montagne.

 

CIME DI LAVAREDO, tre è il numero perfetto!

Le Tre Cime di Lavaredo, con le loro pareti Nord, sono tra le vette più celebri delle Alpi. In tre puntano verso il cielo, Cima Grande, Cima Piccola e Cima Ovest,  una più bella dell’altra – Foto di Michele Dalla Palma

Montagne di dolomia entrate nel mito e nell’immaginario, le Tre Cime di Lavaredo si mostrano una di fianco all’altra, concedendo uno dei panorami più belli delle Alpi. È facile restare in contemplazione della maestosa Cima Grande, o delle eleganti Cima Piccola e Cima Ovest.

Lo spettacolo si fa vera magia quando le basse nubi del mattino indugiano a giocare tra i picchi più famosi delle Dolomiti di Sesto!

Linee perfette, colori caldi, una storia importante fatta d’imprese alpinistiche ma anche di tragiche battaglie, le Tre Cime di Lavaredo sono considerate tra le meraviglie naturali più note nel mondo dell’alpinismo.

Chi desidera camminare ha a disposizione l’escursione che gira attorno alle Tre Cime, oppure quella più impegnativa che sale sul Paterno, la vetta più contesa durante la Grande Guerra.

 

CERVINO, una lancia nel cielo

Alpi Pennine, in cui primeggiano il Cervino (nella foto) e il Monte Rosa – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.com

Il Cervino, maestoso e imponente, distinguibile nel suo disegno perfetto di lancia piantata nel cielo dell’orizzonte, si erge a sovrano sulle altre vette, belle e altrettanto spettacolari, ma oscurate dall’aura magica che “il più nobile scoglio d’Europa”, come lo definì John Ruskin, emana sin dai tempi delle prime esplorazioni.

 

MONVISO, il re dei re

Alpi Cozie, il Monviso. Il Re di Pietra., una montagna che non può passare inosservata, la si può osservare da molte località, di montagna, pianura e persino dal mare.

La piramide perfetta del Monviso. È il “Mons Vesulus”, il “monte visibile” di Virgilio e Dante, che i Romani ritenevano essere il “tetto del mondo”, la montagna più alta dell’universo conosciuto, forse per il suo isolamento che ne accentua la silhouette e lo spinge verso il cielo.

Montagna magnifica, questo titano di rocce metamorfiche da cui nasce il grande fiume d’Italia.

Il Re di Pietra, ritagliato dalla mano di un artista sublime e bambino come l’ideale rappresentazione di un monte, domina il Piemonte padano e nasconde tra le vallate che si arrampicano sulle sue pendici i segni e le tracce di uomini che l’hanno scelta come dimora. Fin dalla notte dei tempi.

PALE DI SAN MARTINO, icona delle Dolomiti

Dolomiti, Pale di San Martino: da sinistra, Cima della Rosetta, Pala di San Martino e Cima di Ball – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.com

Guglie aguzze, spigoli affilati come lame, superbe cattedrali di pietra e torri altissime le cui cime si perdono nel cielo: così si presentano le Pale di San Martino, magnifico gruppo dolomitico che ha visto nascere la storia dell’alpinismo. Già due secoli fa, dalla lontana Inghilterra, nobili e avventurieri affrontavano un lunghissimo viaggio per ammirare queste cime leggendarie…

La traversata delle Pale di San Martino, dalla Rosetta sino al Rifugio Pradidali e al Cant del Gal in Val Canali, catapulta l’escursionista in un mondo alieno, di roccia nuda, un altipiano panoramico con quinte naturali tra le più mutevoli delle Dolomiti, con un alternarsi frequente di sole e nubi, di bianco e ceruleo, che rende il paesaggio quasi camaleontico, sicuramente magico, balcone panoramico su vette come il Cimon de La Pala, la Pala di San Martino e molte altre cime, poco più lontane…

 

PIZZO BADILE, la più classica delle pareti Nord delle Alpi

Alpi Retiche, Pizzo Badile – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.com

La forma così particolare contribuisce a rendere il Pizzo Badile una delle cime esteticamente più belle delle Alpi e, senza dubbio, l’elemento paesaggistico peculiare, anche se non l’unico, della Val Bregaglia.

Zona ricca di contrasti, lo spartiacque di confine con l’Italia è ripido e scosceso, caratterizzato dalle rocce grigie, quello opposto invece, più docile ed erboso, venne così descritto da Cassin:” Il Pizzo Badile sprofonda verso la Val Bondasca con un salto di circa novecento metri. La parete Nord Est è un immane badile di granito che balza immediata dal Ghiacciaio del Cengalo……”.

 

MONTE BIANCO, sopra a tutto e a tutti

Alpi Graie, Monte Bianco – Foto di Enrico Bottino

Emerge, come un colosso Himalayano, nel suo vestito di ghiaccio candido, sopra le valli francesi già immerse nella notte. E’ al tramonto, mentre il sole accarezza le sue rotondità sommitali, che il Re delle Alpi svela in tutta la sua maestosità il versante occidentale affacciato sulla vallata di Chamonix. Ma è dal versante italiano che il Monte Bianco, severo e roccioso, incombente sulla Val Veny, mostra la vera avventura, in un ambiente spettacolare fra ripidi ghiacciai ed aeree creste nevose. Questa è la montagna delle montagne, il tetto d’Europa!

MONTE ROSA, la dimora delle nevi

Alpi Pennine, Monte Rosa, – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.it

Impressionante è la muraglia di neve e ghiaccio dei Breithorn, da Zermatt, e il contrasto delle docili e sinuose pareti della stessa montagna, ammirate dal Plateu Rosà; per non parlare della calotta glaciale che avvolge le rocce scure della Piramide Vincent e che come un elegante drappeggio discende dalle sue ripide pendici per confluire nel gigantesco ghiacciaio del Lys.

Ma la visione più grandiosa e spettacolare è probabilmente la parete Est di Macugnaga che – cone le sue quattro cime maggiori, la Punta Gnifetti, la Punta Zumstein, la Punta Dofour e la Nordend che svettano come fulgidi gioielli splendenti su tutte le altre – si erge nella sua incredibile altezza, la maggiore d’Europa.

GRUPPO SELLA, la roccia delle valli ladine

Dolomiti, Gruppo Sella – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.com

Visto dalle altre cime dolomitiche o dai passi che lo circondano, il gruppo del Sella ha un aspetto massiccio e compatto.

Le sue impervie pareti, grigio pallido, si innalzano ripide come bastioni, tanto da farlo sembrare una fortezza, baluardo che sorveglia l’accesso alle vallate ladine, per le quali rappresenta proprio una sorta di fulcro.

Il Sella, con i suoi versanti è la montagna della Val Gardena, della Val di Fassa, della Val Badia e di Livinallongo.

Forse, più di altre, può essere considerata la montagna dei ladini, etnia che mantiene, ancora oggi, una forte identità culturale e un senso di appartenenza, confermato anche dalla lingua, il ladino, che ancora oggi viene parlato nei loro paesi di montagna.

 

LA SERRA DELL’ARGENTERA, il giardino di Patrick

Alpi Marittime, Corno Stella – Foto di Enrico Bottino

Una delle escursioni più belle delle Alpi Marittime risale il vallone dell’Argentera, verso il grande parallelepipedo di granito del Corno Stella (nella foto): qui si avvertire il calore dell’abbraccio del circo dell’Argentera.

Lo sguardo spazia verso il tratto sommitale del massiccio, dove spiccano la cima nord (3286 m; la più impegnativa) e la cima sud (3297 m; la più visitata) della regina delle Marittime.

Le vette sono sorrette da imponenti pareti rocciose, segnate da colatoi e ripidissimi canaloni: alla base dei detriti staccatisi nel tempo per azione del disgelo si sono accumulati in immense pietraie.

 

TOFANA DI ROZES, storia di epiche battaglie

Dolomiti, Tofana di Rozes – Foto di Michele Dalla Palma

Qui, nel cuore delle Dolomiti, ci possiamo avvicinare alla natura in punta di piedi, per scoprire il silenzio, la pace e le atmosfere cariche di magia che solo la montagna sa donarci. Nei gruppi della Tofana, Fanis, Col Bechei, Croda Rossa d’Ampezzo e Cristallo non ci sono insediamenti abitativi e comprensori sciistici… Qui comanda solo il cuore e la natura.

SACCARELLO, il tetto della Liguria

Monte Saccarello, Alpi Liguri, Liguria – Foto di Enrico Bottino

Uno stupendo anfiteatro di roccia verso sud, aspro e severo, nasconde i pascoli d’alta quota sul lato nord, dolce e riposante. La statua bronzea del Redentore, che si eleva sulla sommità del monte più alto della Liguria, viene raggiunta attraverso l’intreccio di strade militari e di antichi nodi viari, creati pietra dopo pietra per mettere in comunicazione le valli Argentina, Nervia e Arroscia con il cuneese.

 

CAMPANILE DI VAL MONTANAIA, l’urlo di pietra

Dolomiti Friulane, il campanile di Valmontanaia

Sconosciute, impervie, selvagge, difficili da raggiungere, eppure maestose, affascinanti, misteriose: le Dolomiti Friulane sembrano essersi dimenticate dell’uomo.

Solitario e maestoso, il Campanile di Val Montanaia è il più celebre di queste bizzarre invenzioni della natura, create in milioni di anni di sollevamento ed erosione: un pinnacolo di roccia di antico fondale marino, modellato da acqua, vento e ghiaccio che si staglia maestoso e solitario al centro di una preistorica conca glaciale.

 

DOLOMITI DI BRENTA, pietra su pietra

Dolomiti di Brenta – Foto di Cesare Re www.fotopercorsi.it

Le Dolomiti di Brenta si presentano come una selva di torri, guglie e pinnacoli che sono la caratteristica principale di questa isola calcarea separata dalle altre formazioni dolomitiche del Trentino orientale. L’eccezionalità della più occidentale catena delle Dolomiti è rappresentata dalla grande varietà di specie animali che qui hanno trovato il loro habitat naturale, a testimonianza dell’integrità che il Parco Naturale Adamello Brenta tuttora mantiene.

 

MARMOLADA, la regina delle Dolomiti

Marmolada – Foto di Enrico Bottino

La Marmolada è la montagna dei contrasti. Ai suoi piedi forme dolci e sinuose sono coperte da un verde che non è soffocato dal regno di roccia che lo contorna da ogni dove. Prati e pascoli guardano con circospezione e, diciamoci la verità, un po’ di timore, la severità e potenza delle rocce calcaree che s’innalzano verso il cielo partendo dai ghiaioni della Val Ombretta. Il ghiacciaio a nord, come una dolce coperta sembra voler rassicurare tutto e tutti con un bianco armonioso che scende dolcemente lungo il pendio che si adagia alla fine sul lago di Fedaia. La regina delle Dolomiti è custode anche della storia, quella drammatica della Grande Guerra, qui teatro di combattimenti, sofferenza e morte, come testimonia lo splendido Museo Marmolada Grande Guerra 3000 metri.

 

a cura di Enrico Bottino

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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