Argentera: tre itinerari al cospetto della regina delle Alpi Marittime | Trekking.it

Argentera: tre itinerari al cospetto della regina delle Alpi Marittime

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Ai piedi della regina delle Alpi Marittime, c’è scelta per tutti, per le famiglie con bambini e per gli escursionisti più esigenti.

I rifugi che si trovano al cospetto di sua maestà l’Argentera possono rappresentare il traguardo finale di queste lunghe camminate, autentici interpreti della montagna più vera, fatti per dare riparo dal freddo, dai venti, dalla neve, per essere rassicuranti e nulla più, senza snaturarsi alla ricerca di quegli eccessi che altrove li fanno assomigliare a dei veri e propri alberghi.

Qui, l’amicizia con chi ha eletto queste montagne a loro dimora, i gestori dei rifugi, diventa un valore aggiunto al grande patrimonio ambientale e paesaggistico del massiccio dell’Argentera.

Camminare sui sentieri della Regina

Camminare, osservare, seguire il flusso dell’acqua che percola dall’alto, dai nevai perenni; emozionarsi al fischio della marmotta, goffa ma agile, oppure alla vista del superbo stambecco o del camoscio timoroso che fugge tra i detriti e gli sfasciumi che si depositano sotto alle impressionanti pareti delle Alpi del Sole, roccaforti di roccia invalicabili e punto fermo del Vallo Alpino Occidentale.

Di questa immane opera difensiva, che tra le due guerre trasformò le Alpi in un “cantiere aperto”, rimangono oggi fatiscenti fortini, bunker, caserme e chilometri di carrarecce militari che consentivano lo spostamento di truppe e il trasporto di cannoni dal fondovalle ai valichi dove tenere in scacco il nemico.

Oggi, il Parco Nazionale delle Alpi Marittime eredita una rete estesissima di percorsi, molti selciati e altri intagliate nella roccia, che oltre a rappresentare un vero capolavoro di ingegneria militare, offre agli amanti del camminare un numero incalcolabile di itinerari.

L’escursionista si ritrova così a percorrere le strade lastricate dell’ultima guerra, ottenute rimettendo a nuovo le mulattiere percorse da re Vittorio Emanuele II durante le battute di caccia nella antica Riserva reale, oppure le vie del sale e le antiche direttrici che consentivano ai mercanti di scavalcare a dorso di mulo l’impervia catena alpina cuneese.

Gli itinerari descritti si addentrano in solitari valloni, mostrano splendidi specchi d’acqua, scavalcano valichi, fino a raggiungere i rifugi, tutti sopra i 2000 metri, dove conoscere i loro gestori che hanno eletto queste splendide montagne a loro dimora.

Testo e foto di Enrico Bottino

 

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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