Borghi toscani: passeggiando nella storia | Trekking.it

Borghi toscani: passeggiando nella storia

Categorie: Italia, Reportage
0

Sono tanti i piccoli borghi toscani celebrati dai grandi personaggi del mondo dell’arte, del cinema, della letteratura, della musica. Tutti da visitare camminando.

Alcuni piccoli comuni hanno avuto la fortuna di essere riprodotti da famosi pittori: è il caso di Leonardo Da Vinci, che in Palazzo Vecchio ha affrescato la famosa battaglia di Anghiari, svoltasi nel meraviglioso scenario dell’Alta Valle del Teverei il 29 giugno 1440. La vittoria delle truppe fiorentine sui milanesi fu raccontata anche da Niccolò Machiavelli: “Ed in tanta rotta e in si lunga zuffa che durò dalle venti alle ventiquattro ore, non vi morì che un uomo, il quale non di ferite ne d’altro virtuoso colpo, ma caduto da cavallo e calpesto spirò”.

Da allora, il borgo fortificato di Anghiari (AR) ha conservato le mura del XII – XIII secolo, sulle quali s’innestano l’abside della Chiesa di Sant’Agostino e il Bastione del Vicario. Passeggiando negli antichi fondi del centro storico, raccolto lungo la ripida ruga, tra sobrie case medioevali ed eleganti palazzi rinascimentali, si è inevitabilmente attratti dalle botteghe antiquarie, dove si può assistere al delicato e paziente lavoro dei restauratori.

Altra battaglia decisiva per l’assetto politico della Toscana fu quella di Altopascio, 23 settembre 1325, vinta dai fiorentini sui cavalieri di Castruccio Castracani che mossero da Montecarlo Lucca. Sul colle isolato, circondata dai vigneti, si conservano testimonianze architettoniche della plurisecolare storia di Montecarlo: l’antichissima Pieve romanica di San Piero in Campo (sec. XII), la trecentesca Chiesa della Collegiata di S. Andrea e il Teatro Comunale dei Rassicurati, del 1700, animato da una notevole attività culturale.

La poesia del paesaggio toscano

Barga (ph APT Lucca)

Ma i borghi toscani sono anche fonte di ispirazione per famosi poeti, come Castagneto Carducci, celebre località immersa nella Maremma livornese, oppure Castelvecchio Pascoli, piccolo paese che ispirò il poeta per la bellezza del paesaggio circostante. Vicino alla casa dove visse Giovanni Pascoli, il borgo antico di Barga (LU) racchiude un dedalo di viuzze irregolari che si aprono tra case e palazzi rinascimentali dal nobile aspetto, inerpicandosi sulla sommità del colle, dominato dall’imponente mole del Duomo romanico da dove lo sguardo corre ai tetti del centro storico, alla verde media Valle del Serchio, alla corona di monti delle Apuane.

Toscana, patria di grandi pontefici e scienziati

Pitigliano, città del tufo – Foto di Enrico Bottino

La Toscana diede i natali anche ad uno dei più grandi pontefici della storia, il fiero Gregorio VII. Sovana (GR), qui venne al mondo colui che umiliò l’imperatore Arrigo IV di Canossa, è adagiata tra due gole e conserva le maestose rovine della Rocca Aldobarndesca, il Palazzo Pretorio, la Loggia del Capitano, la chiesetta romanica di Santa Maria e il Duomo millenario.

Da non perdere la vicina Pitigliano (GR), con le case adagiate sul ciglio di uno strapiombante masso tufaceo. Nella terra del Rinascimento patria di grandi artisti, Vinci (FI) rende omaggio a Leonardo guidando il turista lungo un itinerario che conduce al Museo Leonardiano del Castello dei Conti Guidi – dove sono conservate originali macchine e modelli dell’inventore – e alla Casa Natale, ad appena tre chilometri dal borgo, dove sono riprodotti disegni raffiguranti vedute della campagna toscana e una mappa del Valdarno tracciata da Leonardo.

Arti e mestieri nei borghi toscani

L’alabastro rappresenta una delle massime espressioni dell’artigianato artistico italiano e trova negli artigiani di Volterra un motivo di speranza per la sua conservazione e la sua rinascita. Questi uomini che esercitano la loro professione nella propria bottega e con i propri strumenti, perpetuano una tradizione antica di due millenni, difendendo il proprio ruolo, la propria identità e dimostrando da sempre vitalità e capacità di crescita. All’interno dei loro laboratori, dove la candida polvere di alabastro si posa ovunque, è ancora oggi garantita la lavorazione a mano con il prevalere della prestazione personale, e quindi artigiana, a quella moderna della produzione in serie. Questa pietra, calda e luminosa, richiede infatti una notevole perizia tecnica e una predisposizione estetica insita solo in quegli artigiani che fanno della sensibilità artistica e dell’abilità tecnica il proprio lavoro – Foto di Enrico Bottino

Sono tanti i borghi che portano alto il nome dell’artigianato toscano in tutto il mondo: il cotto di San Giovanni alla Vena, la ceramica d’arte di Montelupo Fiorentino e Sesto Fiorentino, il marmo delle Apuane, il vetro e il cristallo di Colle di Val d’Elsa, il ferro battuto della Lucchesia e della Garfagnana, il “panno lana” del Casentino, i coltelli di Scarperia, il ricamo a Greve in Chianti.

Sono tutti smaglianti esempi della manualità e creatività artistica dell’uomo, che fanno bella mostra di sé nelle botteghe dove è possibile acquistare non oggetti ripetitivi, privi di valenza artistica, ma simboli del prevalere della prestazione personale su quella moderna della produzione in serie.

Volterra (PI) vanta una tradizione pressoché unica nella lavorazione dell’alabastro: all’interno dei laboratori, dove la candida polvere si posa ovunque, è garantita la lavorazione di questa pietra calda e luminosa. Quest’arte richiede una notevole perizia tecnica e risale a più di duemila anni, come testimonia il Museo Etrusco Guarnacci, dove è conservata una ricchissima raccolta di reperti dell’età etrusca.

Ricercando le botteghe artigiane, il turista passeggia nel centro storico scandito da case-torri e palazzi, impreziosito dal Duomo, dal Battistero e da Piazza dei Priori, uno degli spazi medioevali più armoniosi d’Italia.

Ma insieme a Volterra sono tante le cittadine che portano alto il nome della tradizione toscana, interessando anche il campo della moda. È il caso del “Panno Casentino”, tessuto di lana che garantisce impermeabilità, isolamento termico e traspirazione, utilizzato da grandi stilisti ed esportato in Europa, Giappone e Stati Uniti.

La stoffa, apprezzata per l’alta resistenza all’usura, è originaria di Stia, ma con tessitura artigianale e un punto vendita a Poppi (AR), bellissima città murata alla cui sommità signoreggia il Castello dei Conti Guidi, prototipo di Palazzo Vecchio in Firenze. La cinta di mura medioevali custodisce bellissimi portici e preziosi gioielli architettonici, come la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo, l’Oratorio della Madonna del Morbo e la Badia di S. Fedele (sec. XI).

L’itinerario: la storica ferrovia Saline – Volterra

Vista di Volterra, a pochi chilometri da San Gimignano.

Questo percorso permette di scoprire la bellezza delle dolci colline dell’alta Val di Cecina e ripercorrere, passo dopo passo, la storia della linea ferroviaria che da Saline saliva a Volterra. Descrizione: arrivati a Saline di Volterra, famosa per le ricche cave di sale presenti in tutto il territorio circostante, l’itinerario comincia dalla vecchia stazione ferroviaria oramai ricoperta dall’edera.

Nella prima parte del tragitto sono ancora presenti i binari della storica linea, definitivamente chiusa e smantellata nel 1958. Prestando attenzione, su alcune traversine si nota l’anno di messa in posa delle rotaie, il 1907. Dopo poche centinaia di metri, gli antichi binari consumati dal tempo, lasciano il posto a una sterrata bianca che inizialmente prosegue pianeggiante nella bella valle del Botro dei Canonici, ripercorrendo l’antica massicciata.

Liberi dagli ostacoli che limitano la vista, non si può fare a meno di volgere lo sguardo sul lontano e dominante centro storico di Volterra. Il suo profilo si erge tra balze e calanchi, circa 500 metri più in alto: sembra impossibile che agli inizi del ’900 i convogli potessero risalire lungo la ripida collina.

La soluzione venne trovata in un sistema meccanico all’avanguardia per quei tempi: la cremagliera, una specie di terzo binario centrale dentato sul quale faceva presa una ruota, dentata anch’essa, presente sul locomotore. Durante gli anni di attività della ferrovia, moltissimi furono i suoi passeggeri, ma anche le merci trasportate, quali legname, carbone e alabastro.

Oggi il rumore dei passi ha sostituito lo sferragliare ansioso della locomotiva e le tre case cantoniere immerse nel verde che si incontrano risalendo verso Volterra ricordano la sua “romantica” e lenta salita. Superata la terza casa, il tracciato compie un largo semicerchio e in prossimità di San Lazzaro il percorso, ristrettosi a sentiero, conduce all’ex stazione di Volterra.

Dirigendosi verso il centro storico si arriva sulla statale e si prende a destra. Una volta passata la ferrovia si incontra una piccola stradella, con segnavia bianco e rossi, che fiancheggiando campi arati e bellissimi poderi ridiscende verso Saline.

Località di partenza Saline di Volterra (m 80) / Località di arrivo Volterra (m 540) / Difficoltà T / Dislivello + 450 metri / Tempo di percorrenza 3 ore / Segnaletica strada bianca facilmente riconoscibile.

 

Borghi toscani: finestre aperte sul passato

Lucignano

Dall’alto di una collina, Casale Marittimo (PI) rappresenta un angolo di medioevo intatto, rinato grazie al recupero del tessuto urbano composto da vicoli, scalinate, portici e anfratti. Percorrendo i lastricati in pietra arenaria locale, s’intravedono antiche mura, massi provenienti dagli scavi di ville romane, resti dell’originario castello.

Sempre in terra etrusca, su un colle della Val d’Era si eleva il Castello Mediceo di Lari (PI), conteso nodo strategico commerciale per le carovane di merci che da Volterra salivano a nord, verso Valdarno Inferiore. Le case del borgo larigiano sembrano cercare protezione e sicurezza, addossate alle mura della fortezza che accoglie una pluralità di iniziative, dalle rappresentazioni teatrali ai concerti.

Anche Lucignano (AR), perla della Valdichiana, conserva un bellissimo nucleo medioevale di forma ovoidale, ad anelli viari concentrici, abbellito da palazzi rinascimentali, la Collegiata, il Palazzo Comunale, la Chiesa di San Francesco.

I manieri più belli sono forse quelli della Lunigiana, alcuni snelli e superbi – come la Verrucola Bosi a Fivizzano o il castello di Fosdinovo – altri severi e compatti, come la Brunella di Aulla o gli incantevoli maschi di Pontremoli e Malgrate. E dove non si eleva la pietra turrita dei signori Malaspina, nella valle della Luna diventano protagonisti i borghi fortificati, rifugi dell’esule Dante.

Testo di Enrico Bottino

L’itinerario: l’anello di Radda in Chianti

Questo percorso semplice permette al trekker e al biker di apprezzare colori e sapori del Chianti senese.

Descrizione: da Radda in Chianti, bellissimo balcone sulle colline ammantate di viti ed ulivi, si prosegue seguendo la statale verso Montevarchi. Dopo un chilometro, passato sulla destra un distributore, si arriva all’abitato di Villa.

Tra le case è facile individuare una sterrata che scende addentrandosi tra i vigneti. Il tragitto è segnato dal sentiero CAI n. 68 e conduce al podere di Canvalle. Ad una carrareccia si prende a destra una viuzza costeggiata da basse querce.

Raggiunta la vetta di un poggio la vista può spaziare sui bellissimi campi coltivati e filari di viti che con i loro colori rendono meno faticoso il cammino. Dall’altra parte della vallata il paesino di Radda domina la valle dalla cima del colle su cui è adagiato. Dal poggio comincia la discesa che porta alla azienda agricola Valimaggio.

Superato il Fosso dei Frati si risale lungo la strada asfaltata che riporta a Radda. Volendo è possibile continuare il fuoripista girando dopo 200 metri sulla destra, lungo uno sterrato che ridiscende in un boschetto. Arrivati a un bivio, ci teniamo sulla sinistra, si passa davanti a casa Il Duro e al successivo bivio si va dritti. Si sale con una ripida curva a sinistra e passando davanti ad un podere coltivato a ulivi ritroviamo l’asfalto. Basta compiere ancora 2 chilometri per giungere al convento di Santa Maria, prima di rientrare nel bel paese di Radda.

Se le forze non sono esaurite visitate la bella piazza del piccolo borgo e rilassatevi bevendo un buon bicchiere di Chianti: ve lo siete meritato.

Località di partenza Radda in Chianti (m 503) / Località di arrivo Valimaggio (m 307) / Difficoltà E / Dislivello + 190 metri / Tempo di percorrenza 2.30 ore / Segnaletica CAI n.68

Potrebbe interessarti anche:

  • Il Cammino del Volto SantoÈ chiamato da molti la "Via Francigena di Montagna". Nasce dalla città di Pontremoli salutato dalle Statue Stele, rappresentanti misteriosi e […]
  • La via Francigena in Toscana: Dagli Appennini al mareDai valichi dell’Appennino settentrionale ai confini con il Lazio, l’antico cammino dei pellegrini, descritto nel celebre racconto di viaggio del […]
  • LUNIGIANA: la cultura della PIETRAMagnifica terra, ricca di storia e tradizioni, che prende il nome dalla luna; qui il sacro e il profano, leggenda e realtà, fanno rivivere […]
  • Alpi: Paesi senza stradeAlpi: Paesi senza stradeStorie sensazionali di piccoli borghi che ce l'hanno fatta Non conoscono le automobili e la frenesia del traffico, ma sono riusciti a stabilire un […]

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento