Il Cammino di Assisi: tra borghi, eremi e foreste millenarie | Trekking.it

Il Cammino di Assisi: tra borghi, eremi e foreste millenarie

Categorie: Italia, Reportage
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Il Cammino di Assisi ci svela il Medioevo di Francesco

Francesco fu prima di tutto un uomo in cammino. Per tutta la vita alla ricerca di se stesso e degli altri, disarmato di fronte alla bellezza della natura, viaggiò di città in città curioso del mondo, anzi, per lui, del creato.

Il Cammino di Assisi è un po’ il racconto di quel viaggio reale e spirituale che fu la vita di Francesco e offre la possibilità – unica, nel tempo in cui tutto va veloce  – di rallentare un poco, di camminare nello spazio che l’uomo ha saputo ritagliarsi nella natura, lungo strade lastricate da pietre medievali.

Il Cammino, lungo in totale circa 300 km, unisce l’Emilia Romagna con Assisi in 13 tappe e si articola in un insieme di itinerari ognuno dei quali è in qualche modo legato a quella che nella prima metà del Duecento fu la grande rivoluzione spirituale francescana.

Il tratto emiliano conta 4 tappe per una lunghezza totale di circa 80 chilometri tra pievi, santuari, antichi borghi abbandonati, fiumi e piscine naturali, castelli e resti di fortezze.

Le tappe emiliano-romagnole sono tra le più interessanti: le chiese medievali, le foreste silenziose, gli eremi, l’acqua impetuosa dei torrenti, i piccoli borghi antichi: tutto parla ancora di Francesco e del suo tempo.

Le indicazioni per seguire il Cammino di Assisi (©Shutterstock / robertonencini)

L’Eremo di Montepaolo, rifugio di santi

Il Cammino che conduce ad Assisi inizia a Dovadola, luogo caro al più noto discepolo di Francesco, Antonio da Padova. Quello che sarebbe stato proclamato Santo nel 1232 da Gregorio IX soggiornò infatti nel vicino Eremo di Montepaolo per un anno tra il 1221 e il 1222, di ritorno proprio da Assisi, dove aveva partecipato – lui che era francescano – al Capitolo Generale dei Frati, ascoltando per la prima volta di persona la voce di Francesco.

L’Eremo è tuttora ben conservato e custodisce una reliquia tradizionalmente attribuita a Sant’Antonio così come la grotta nella quale andava a pregare, raggiungibile attraverso un cammino noto come il Sentiero della Speranza.

A Dovadola è inoltre possibile visitare la Chiesa di S.Andrea fondata dai monaci cluniacensi, riadattata nel XVI e XVII secolo, che custodisce le spoglie di Benedetta Bianchi Porro, dichiarata venerabile dalla Chiesa per la fede mantenuta nonostante anni di sofferenze fisiche che non ne spensero la voglia di vivere e di impegnarsi nella comunità locale.

“Grotte Urlanti, Ponte Nuovo” River Rabbi near Premilcuore, waterfall without water
©Shutterstock / pugajl

Premilcuore, da Caracalla al Medioevo

Il cammino di Assisi è il cammino di Francesco e questo non può che essere un cammino dell’uomo nella natura.

Ogni paese appare lungo il cammino perfettamente inserito tra montagne e foreste, come un rifugio di civiltà carico di storia.

È il caso di Premilcuore, borgo di origini antichissime che appare alle pendici del Monte Arsiccio.

Secondo la tradizione venne fondato da un legionario romano, Marcello, in fuga dalle milizie di Caracalla in quanto accusato di aver congiurato contro l’imperatore.

Disgregatosi l’impero romano, all’epoca delle lotte tra le fazioni guelfe e ghibelline, Premilcuore fu sottoposta al controllo dei conti Guidi di Modigliana, ghibellini, per diventare libero comune nel 1379.

Oggi il paese custodisce ancora a memoria di quella stagione di battaglie un’antica Rocca, così come la Pieve di San Martino e l’Oratorio del Mogio, noto perché ogni anno il 24 maggio si celebra il ricordo delle preghiere esaudite durante la Grande Guerra per la salvezza dei soldati che dal paese partirono per il fronte.

Una vera meraviglia sono poi le piscine naturali del fiume Rabbi e la cosiddetta Grotta Urlante, scavata dall’acqua nella roccia.

Tiravento Mount, Premilcuore, Forli, forest agricultural heritage, riding mountain bike in the Casentin Forest in Romagna
©Shutterstock / robertonencini

Corniolo, le foreste del silenzio

Oltre Premilcuore si entra nelle Foreste Casentinesi.

Qui i vecchi mulini ad acqua, le antiche mulattiere lastricate per poter trasportare più agevolmente il legname, i resti di castelli, i ponti di pietra e le pievi, raccontano di come gli uomini riuscirono a trarre sostentamento dalla foresta e dalle montagne.

Corniolo attende i viaggiatori con il suo antico castello, edificato in età medievale da una nobile famiglia locale.

Della fortezza rimangono ormai ruderi, ma ciò non impedisce, anzi sottolinea ed alimenta il fascino del luogo.

Dell’edificio originale resta in piedi l‘antica porta ad arco e all’interno delle mura è ancora possibile vedere qua e là gli stemmi delle famiglie nobili che hanno governato sul borgo nel corso dei secoli. Dal Castello è possibile godere di una bellissima vista sul massiccio del Monte Falterona.

Poco distante dal paese si può visitare il Giardino di Valbonella, con il suo percorso profumato da infinite varietà di fiori.

© Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi

IL CAMMINO DI ASSISI: LE TAPPE

1° tappa: Dovadola – Capannina km 21

2° tappa: Capannina – Premilcuore km 21

3° tappa: Premilcuore – Corniolo km 18

4° tappa: Corniolo – Passo della Cisa – Camaldoli km 23

 

 

Autore Carlo Rocca

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