Alla scoperta del Sapere: Maratea, la valle del Noce e il Lagonegrese | Trekking.it

Alla scoperta del Sapere: Maratea, la valle del Noce e il Lagonegrese

Categorie: Italia, Reportage
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Una straordinaria biodiversità che regala al territorio del Gal Cittadella del Sapere una grande varietà di elementi riguardanti tipicità, terra, prodotti e sapori.

Nulla è immune da ciò e anche la stessa agricoltura presenta caratteri diversi in relazione alla conformazione orografica e alla fascia altimetrica in cui viene praticata: da quella silvo-pastorale del Pollino ad una orticoltura “di qualità” delle aree di fondovalle passando a quella di tipo estensivo dei comuni montani. Sono molte le specialità che rappresentano questa terra e che da anni, anche grazie al coinvolgimento attivo di operatori agricoli, consorzi e strutture ricettive, sono al centro di progetti di miglioramento qualitativo e valorizzazione di alcune produzioni locali, come la melanzana, i prodotti da forno e la carne podolica.

Ogni zona si distingue per le sue produzioni ma tutte conservano il carattere della tradizione e della genuinità delle antiche ricette: la Valle del Sinni si identifica con la produzione del peperone di Senise, un prodotto di qualità che ha ricevuto da circa dieci anni il riconoscimento IGP, mentre nel Serrapotamo l’indiscussa regina della tavola è la farina di Mischiglio PAT prodotta tra gli altri nei comuni di Castronuovo, Tena, Calvera e Carbone, da cui ne deriva l’omonima pasta fresca e secca.

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Nei comuni della Valle del Noce (soprattutto Lagonegro, Rivello e Trecchina), particolarmente significativa è l’attività di allevamento ovi-caprino, mentre nella vicina costa Tirrenica è ovviamente il pesce a farla da padrona. Ricche varietà che accompagnano ogni giorno le tavole lucane regalando sensazioni al palato davvero forti e assolutamente non comuni ad altri luoghi.

Per questo non sarà difficile mangiare del pesce fresco di Maratea condito con dell’olio prodotto a Terranova di Pollino o una zuppa di pescato fresco accompagnata da pomodori di Rotonda. Ogni buongustaio, anche quello più esigente, troverà risposta ai suoi gusti e desideri. D’altronde dove se non in quella che è considerata la regione dei Parchi, la terra poteva regalare tutte queste specialità?

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La costa tirrenica e la Valle del Noce

Un clima assai piacevole mitigato dal mare, il paesaggio tipico della costa mediterranea e le imponenti dorsali montuose che si elevano subito dietro il litorale lucano. Inizia da qui il nostro viaggio alla scoperta della zona occidentale del comprensorio del GAL Cittadella del Sapere che comprende la costa tirrenica del comune di Maratea e la Valle del Noce che corrisponde in buona parte alla conosciuta area del Lagonegrese.

È proprio questo il punto di partenza del nostro tour alla scoperta delle bellezze della Valle del Noce. Entrando nell’abitato di Lagonegro saremo travolti immediatamente dal fascino della storia che questo paese porta con sé, nella sua parte vecchia, arroccata intorno ai ruderi del castello feudale e nella sua parte più moderna caratterizzata dalla grande piazza alberata chiamata il “Piano”.

Lagonegro è terra del lago Sirino, uno specchio d’acqua dalla forma di un grande girino ricco di trote, anguille, tinche, persici e alborelle e ambita meta del turismo lacuale che trova nell’amena località, oltre alle bellezze naturali, anche strutture ricettive e attività per il tempo libero e lo shopping. Spostandoci verso sud il territorio si fa sempre più ricco di colture irrigue e di insediamenti rurali, in poco tempo si giunge a Nemoli, cittadina dalle origini antiche che ha visto la sua economia svilupparsi soprattutto attorno all’artigianato del ferro battuto, del rame e del legno.

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La cattedrale di Santa Maria delle Grazie a Nemoli

Entrati nel paese verrete subito colpiti dalla presenza delle tante fontane che caratterizzano il centro storico e dalla cattedrale dal forte pregio artistico di Santa Maria delle Grazie, protettrice del paese, nella quale sono conservati la statua lignea della Madonna risalente al XIV secolo e un’acquasantiera del 1512. Se si alzano gli occhi al cielo, lo sguardo sarà catturato dalle imponenti e ripidissime pareti occidentali del Monte Alpi: la Valle del Noce pare una “terrazza” a difesa delle sue città che si estende ora verso ovest nel territorio di Lauria, la nostra prossima tappa.

Non appena arrivati nella cittadina, si distinguerà da subito la particolare “divisione” territoriale del centro abitato, Superiore e Inferiore, distanti tra loro appena un chilometro. Lauria, famosa per il suo artigianato della pietra, del ferro battuto e della lavorazione del vimine (soprattutto cesti e setacci), è terra del famoso massiccio del Sirino che ricade per buona parte nei confini territoriali del paese. La sua cima è punto ideale per escursionisti e amanti della montagna e in estate, presso il comune di Conserva di Lauria, offre rifugio ai tanti turisti desiderosi di campeggiare per godersi appieno le meraviglie naturali della zona, a 1400 metri di altitudine.

La chiesa di San Giacomo a Lauria

La chiesa di San Giacomo a Lauria

Ci spostiamo ora verso la costa e il profumo della salsedine inizia a farsi sentire e accompagna questo nostro viaggio di avvicinamento al più noto territorio di Maratea, precisamente verso il comune di Rivello. Il paese, noto per la lavorazione del rame, grazie alla sua posizione strategica fu per molto tempo un punto di accesso assai conteso tra Longobardi e Bizantini. Il suo antico centro è un perfetto binomio tra tradizione e religione che regala fortissime suggestioni a chi lo visita: il Convento di S. Antonio da Padova, la chiesa di Santa Barbara, la chiesa di San Michele dei Greci e l’ex Convento dei Frati Minori Osservanti (XV sec.), edificio di grande interesse artistico al cui interno sono conservati intagli che rappresentano scene di vita e mestieri locali.

Nonostante gran parte del territorio si trovi a quote anche elevate, il clima risulta ancora mitigato dalla presenza del mare e le frequenti precipitazioni non ne rovinano la piacevole sensazione. Da Rivello la SS585 ci conduce in breve a Trecchina, paese dalle antichissime origini. Sembra infatti che risalga al periodo della seconda guerra sannitica, quando nel 317 a. C., sul luogo in cui oggi sorge, si stanziò una guarnigione romana impegnata nella conquista della città di Nerulum.

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Rivello

Fulcro del paese è la bellissima “Piazza del Popolo”, circondata da giardini e antiche botteghe di artigianato locale, particolarmente sviluppata è la lavorazione del ferro battuto, della ceramica e dei cesti in vimini. Il territorio circostante è molto suggestivo, boschi di castagni irrompono nei dintorni del paese e sono mete di passeggiate estive presso il “Passo la Colla”, dove è situato il belvedere che offre una vista incantevole del golfo di Policastro.

Autentica isola linguistica, Trecchina è uno dei centri lucani, con Potenza, Picerno, Pignola e Tito, dove si parla il galloitalico, probabile frutto di migrazioni di popolazioni provenienti dal settentrione d’Italia (Monferrato) che si fusero con le comunità locali (G. Rohlfs). Da Trecchina ci spostiamo verso l’ultima tappa di questo primo viaggio alla scoperta dei comuni del GAL Cittadella del Sapere, spostandoci attraverso la SP 3 in direzione della costa e di Maratea, affascinate paese situato alle pendici del Monte San Biagio, dominante il golfo di Policastro, dove si affacciano le sue bellissime e famose spiagge.

Il castello di Trecchina

Il castello di Trecchina

La costa sembra “protetta” dalle numerose torri di avvistamento realizzate nel XVI secolo, sembrano vere e proprie vedette sul mare che fanno da spartiacque alle spettacolari grotte di Maratea. L’economia della zona è concentrata quasi tutta sul turismo estivo, grazie alle bellissime strutture ricettive che accolgono ogni anno turisti da tutto il mondo, attratti dai molti eventi estivi, come Marajazz, Marateatro, Maratea Musica Festival e, da non perdere, il “Premio Caseus”.

Un territorio non solo marino, infatti, il comune di Maratea è caratterizzato anche dalla presenza di alte cime come il gruppo del Monte Coccovello, il Monte Crivo e Serra Pollino, che s’innalzano ripide a ridosso della costa, regalando in inverno alle sommità delle montagne scenari di cime imbiancate, vere e proprie cartoline d’autore!

[Continua…]

NOTIZIE UTILI

GAL Cittadella del Sapere
C.da Calda 8, 85043 Latronico (PZ)
Tel. 0973 858200
info@lacittadelladelsapere.it

Testo di Fabio Guglielmi, foto di Alessandro Franza

Leggi anche le tappe successive:

Alla scoperta del Sapere: la valle del Sinni e del Serrapotamo

Alla scoperta del Sapere: il Pollino e la valle del Sarmento

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