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Raccogliere castagne: consigli per l’uso

Categorie: Italia, Reportage
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In autunno, nei nostri boschi, si aggirano strane presenze tra gli alberi che, brandendo cestini e zaini, vanno alla ricerca di funghi e castagne. Oggi vi diamo qualche consiglio sui luoghi più indicati per cercare i preziosi frutti marroni.

Innanzitutto cos’è la castagna? Spesso si rischia di fare confusione e si pensa sia un grosso seme. In realtà è il frutto del castagno, che viene racchiuso in una cupola protettiva che chiamiamo comunemente riccio.

Oltre alla componente “avventurosa”, divertente e soddisfacente della ricerca di castagne nei boschi, questi preziosi frutti costituiscono un alimento di ottima qualità, sano e molto nutriente. Sono infatti ricchi di carboidrati zuccherini e hanno un buon contenuto di fibra, proteine, potassio e altri sali minerali come magnesio, calcio e fosforo. Unitamente, la quantità di grassi ricopre percentuali ridotte.

Questo frutto ha ricoperto un ruolo importante per la nutrizione e la stessa economia di alcune realtà territoriali, tanto da condizionare la cultura e gli usi dei luoghi. Oltre a costituire una fonte insostituibile per l’alimentazione dei locali, la castagna divenne un bene intensamente esportato – già dal medioevo – per compensare le carenze di cereali in tempi di carestia.

Un castagno in autunno, foto di Bass 'nRoll.

Un castagno in autunno, foto di Bass ‘nRoll.

Nelle zone di media montagna, dove si diffuse la coltura dei castagni, il frutto marrone divenne una componente fondamentale dell’economia locale, e ancora oggi si possono trovare – ad esempio – gli essiccatoi costruiti per conservare nel tempo le castagne.

COME, QUANDO E DOVE CERCARE CASTAGNE

Il paesaggio italiano, costellato da fitti boschi, si presta perfettamente alla raccolta di castagne da nord a sud. Che siano Prealpi o Appennini, i castagni si trovano in grande quantità nella fascia che va dai 500 agli 800 metri d’altezza.

Nonostante le condizioni climatiche influenzino la maturazione del frutto, uno dei periodi più indicati per la raccolta è la seconda metà di ottobre. Evitate di appendervi ai rami e tirare giù i ricci ancora attaccati all’albero. Oltre a rischiare di pungervi e ruzzolare, prendereste i frutti ancora acerbi: le castagne mature si trovano infatti già per terra, pronte per essere raccolte.

Occhio anche alla forma e al colore: le castagne migliori sono quelle sode, intatte. I frutti troppo morbidi, rinsecchiti o opachi potrebbero essere bacati. Stesso discorso se vedete dei forellini sospetti sulla superfice, significa che qualcuno – il famoso vermicello “Gianin” – ha deciso di impossessarsene prima di voi.

La raccolta di castagne di per sé non è proibita dalla legge, è vietato al contrario appropriarsi dei frutti che cadono su terreni di proprietà privata. È necessario quindi fare molta attenzione al luogo in cui si stanno cercando castagne, onde evitare spiacevoli discussioni: se non avete avuto espressamente l’autorizzazione del proprietario del fondo, vi consigliamo di seguire le mille e più stradine tracciate sul suolo pubblico.

Castagne essiccate, foto di Dplastino.

Castagne essiccate, foto di Dplastino.

Occhio anche a non esagerare con il peso: in alcune regioni d’Italia non si possono superare i 2 kg di raccolto al giorno. Una volta a casa, le castagne crude possono rimanere fresche per circa due settimane, o anche di più se le conserverete in frigorifero.

DOVE TROVARE I FRUTTI “D’ECCELLENZA”

L’Italia può vantare diversi riconoscimenti IGP o DOP per i preziosi frutti dell’autunno, dal Marrone del Mugello alla Castagna di Montella, nell’Appennino avellinese.

Nel nord Italia particolarmente pregiate sono le castagne di Cuneo e della Val di Susa, che crescono tra le Alpi occidentali. Altre zone ottimali per la raccolta sono i boschi del veronese e del trevigiano in Veneto, o le valli delle Prealpi varesine e bergamasche in Lombardia.

Scendendo in Appennino, tutta la fascia montana che corre dalla Garfagnana alla provincia di Arezzo è luogo ideale. Stesso discorso per l’area del Monte Amiata, per l’Alto Lazio e per gli Appennini di Campania e Basilicata.

Se invece non avete voglia di inoltrarvi tra i boschi muniti di cestino e tanta voglia di camminare, vi basterà prender parte a una delle tante “Sagre del marrone” che da ottobre in poi sono organizzate nei weekend in moltissimi comuni d’Italia.

In apertura, foto di NegliOcchidiFrida.

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