Corno Stella e Argentera: il giardino segreto di Patrick Bérhault | Trekking.it

Corno Stella e Argentera: il giardino segreto di Patrick Bérhault

0

Alpi Occidentali, settembre 1998. Alessandro Grillo alza gli occhi verso il cielo, osserva quella linea di salita, elegante e difficile al tempo stesso, la osserva per carpire i punti deboli della bellissima vena di quarzo che taglia in diagonale la compatta parete sud del Corno Stella.

Osservando questo muro con pochi eguali sulle Alpi, il forte alpinista genovese non nasconde le sue perplessità, ma lo scetticismo dura l’attimo di un batter di ciglia: al suo fianco c’è il grande Patrick Bérhault. “Qual è il problema? Tu chioda che poi io fa!”. Queste parole segnano l’inizio dell’ennesimo progetto di chi ha fame di monti: si ripromettono di tornare ai piedi del Corno Stella e battezzare insieme “La via Esprit libre”. È solo un arrivederci il loro, però Patrick e Alessandro Grillo non sanno che il 28 aprile 2004, durante l’ascensione del Täschhorn, una maledetta cornice di neve spegnerà l’indimenticato sorriso del francese, lasciando un grande vuoto negli amici e di chi ha osservato da lontano le imprese del fortissimo alpinista.

Alessandro Grillo quella linea di quarzo l’ha salita comunque nel 2006, con Nando Dotti, per dedicarla a Patrick che tanto ha amato e frequentato queste montagne.

Camminare sui sentieri della Regina

Valle Gesso, Alpi Marittime, Rifugio Bozano – Ph Enrico Bottino

Caserme e chilometri di carrarecce militari consentivano lo spostamento di truppe e il trasporto di cannoni dal fondovalle ai valichi del Vallo Alpino Occidentale dove tenere in scacco il nemico. Oggi, il Parco delle Alpi Marittime eredita una rete estesissima di percorsi, molti selciati e altri intagliate nella roccia, che oltre a rappresentare un vero capolavoro di ingegneria militare, offre agli amanti del camminare un numero incalcolabile di itinerari.

L’escursionista si ritrova così a percorrere le strade lastricate dell’ultima guerra, ottenute rimettendo a nuovo le mulattiere percorse da re Vittorio Emanuele II durante le battute di caccia nell’antica Riserva reale, oppure le vie del sale e le antiche direttrici che consentivano ai mercanti di scavalcare a dorso di mulo l’impervia catena alpina cuneese.

Uno dei luoghi più severi e affascinanti delle Alpi Marittime: il rifugio Bozano sotto la parete sud del Corno Stella, conquistato da Victor de Cessole e le guide Jean Plent e Andrea Ghgo nel 22 agosto 1903 – Ph Enrico Bottino

Una delle escursioni più belle risale il vallone dell’Argentera, verso il grande parallelepipedo di granito del Corno Stella: qui si avvertire il calore dell’abbraccio del circo dell’Argentera. Lo sguardo spazia verso il tratto sommitale del massiccio, dove spiccano la cima nord (3286 m; la più impegnativa) e la cima sud (3297 m; la più visitata) della regina delle Marittime.

Le vette sono sorrette da imponenti pareti rocciose, segnate da colatoi e ripidissimi canaloni: alla base dei detriti staccatisi nel tempo per azione del disgelo si sono accumulati in immense pietraie. Sul versante nord-est del massiccio dell’Argentera s’insinua invece l’impressionante canalone del Lourosa e l’altro lato della muraglia verticale di gneiss del Corno Stella: li si può ammirare lungo il sentiero che sale al rifugio Morelli.

L’impressionante canale nel 1879 permise a Coolidge di guadagnare la cima sud dell’Argentera. All’epoca rappresentò una grande impresa, resa ancor più memorabile dalla decisione della cordata, composta dal reverendo americano e dalle guide alpine Christian e Ulrich Almer di Grindelwald, di ridiscendere per lo stesso itinerario di salita. Un exploit eccezionale si registrò più recentemente, nel 1973, con Heini Holzer che lo discese con gli sci ai piedi. Purtroppo ai piedi dell’imbuto del Lourosa, a rimarcare le tante salite finite in tragedia, sono le lapidi di alpinisti più sfortunati di altri.

Alpi de sole

Stambecco – Ph Enrico Bottino

Regina delle Marittime è l’Argentera (3297 m), con i suoi oltre cento anni di storia alpinistica. I suoi vassalli sono altri impervi “tremila” delle Alpi del Sole: il Matto e il Clapier che s’innalzano più a sud, al confine con la Francia. Più imponente e severo si erge invece a sud-est il vero principe consorte della Regina: il Gelas. La base di questi monti è solcata da curatissimi sentieri, che uniscono numerosi rifugi e consentono una visione ravvicinata delle cime più severe.

I rifugi Remondino, Genova, Bozano e Morelli si trovano al cospetto del massiccio dell’Argentera e possono rappresentare il traguardo finale di lunghe camminate, consentendo una visione ravvicinata delle cime più severe delle Alpi del Sole.

Gli itinerari

Testo di Enrico Bottino

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento