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La Grande Traversata della Valsesia

Categorie: Reportage
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La Valsesia inizia dove terminano le risaie del vercellese e del novarese e si estende sino ai piedi del versante sud del Monte Rosa.

Sulle tracce dei walser

Percorrere la Grande Traversata della Valsesia vuol dire esplorare gli antichi sentieri tracciati dai walser nel 1200, attraverso i valichi alle pendici del monte rosa. alla ricerca della valle perduta perché la storia racconta che
i walser, in cerca di terre più fertili, si spinsero sui ghiacciai del monte rosa, sino alla roccia, pensando di trovare dalla parte opposta un territorio più fertile.

Da queste esplorazioni, alla ricerca di nuove terre da coltivare, iniziò la conquista delle vette del monte rosa, segnando l’inizio dell’alpinismo.

Dai suoi ghiacciai nasce il Sesia che scendendo a valle è alimentato dai torrenti che solcano le numerose valli laterali, molto suggestive sia per la loro natura selvaggia sia per i fiabeschi anfiteatri in cui l’ecosistema è salvaguardato dalle aree protette.

Un paradiso selvaggio

Considerata la valle più verde d’Italia, la Valsesia ha importanza geologica per i processi di formazione delle Alpi, che hanno deformato la crosta terrestre tanto da farne emergere le parti più profonde: qui si trova una delle più spettacolari sezioni della crosta terrestre, all’interno della quale è addirittura possibile vedere il sistema di alimentazione di un supervulcano fossile, dalle rocce più superficiali della caldera fino a 25 chilometri di profondità.

Nel 2013 è stata riconosciuta dall’UNESCO “Geoparco” e dal 2015 è “UNESCO Global Geoparks”, il nuovo programma prioritario, al pari del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, delle Riserve della Biosfera e del Patrimonio Immateriale.

Il trekking lungo gli antichi sentieri dei Walser offre la possibilità di attraversare tutta la Valsesia sul lato sinistro orografico del fiume Sesia, percorrendo antichi sentieri in un susseguirsi di vallate, creste, valichi e vette.
Man mano che si procede è come immergersi progressivamente nel passato, respirando la cultura di un tempo andato e vivere ritmi che non ci appartengono.


Lungo il percorso con più di 11000 metri di dislivello in salita è difficile incontrare escursionisti e questo favorisce la comunione con gli elementi.

Avvolti da panorami straordinari, è facile proiettarsi in voli pindarici. Altra peculiarità di questo trekking che si differenzia da quelli più conosciuti come il Tour del Monte Rosa o del Monte Bianco è lo sviluppo
del percorso.

Partendo dal fondo valle, poco oltre le risaie, ci si avvicina alla grande montagna progressivamente e salendo di quota si ha la possibilità di osservare il variare della flora e della fauna.

Alle quote inferiori, boschi di latifoglio con il castagno, la betulla e il rovere che predominano.

Nella fascia intermedia magnifici pendii di faggio e a quote superiori l’abete bianco e rosso anticipano i lariceti che
lambiscono i magri pascoli e gli scoscesi macereti dove è facile scorgere marmotte, camosci e stambecchi.

Infine, giunti alle pendici della grande montagna, vi è la possibilità di vivere l’ebbrezza dell’aria sottile salendo sino ai 4554 metri della Capanna Margherita, la più alta d’Europa, sulla cima di Punta Gnifetti, ammirata dal basso durante tutto il percorso.


ritratto: GIUSEPPE LAMPUGNANI

L’alpinista, giunto nel villaggio Walser di Otro, scrisse:

Chiudo gli occhi un po’, perché mi sorrida ancora la limpidità
dell’aria ebbra per l’aurea pioggia dei raggi obliqui.

Invadono la vallea così luminosa che il verde tenerissimo par fiammeggiare.

Tutti i colori sembrano accesi in tono di gioia; la chiesetta abbaglia col suo vivace intonaco; le decorazioni frescate
brillano; i fiori trasfondono chiarori come lucide perle o fiammei rubini: pioggia di frantumi celesti, qualche chiazza di genzianelle così cupe che danno un languore a mirarle e che tu non osi calpestare perché pensi ad un manto
di madonna o a preziose fragilissime coppe minuscole che sarebbe empietà scompigliare o frangere.

Come è radioso il ricordo di Otro! Pace e luce!

E cordialità nelle casette sorrise da giardini cosparsi di fiammei papaveri, di purpurei garofani e di gerani profusi da per tutto: sulle finestre, sulle soglie, sulle balconate dei fienili in una precoce lussureggiante fioritura

 

TREKKING: LA GRANDE TRAVERSATA DELLA VALSESIA

La Grande Traversata della Valsesia, parte della GTA (Grande Traversata Alpina) si articola in 7 tappe, con partenza da Camasco e arrivo ad Alagna. Lontano dai percorsi più turistici e famosi, la Traversata dal fondo valle sale verso la grande montagna, attraverso sentieri storici, creste e valichi, fino ai 4554 metri di Punta Gnifetti, dove si erge la Capanna Margherita, la più alta d’Europa.

Per chi giunge da lontano, si consiglia di scegliere Varallo Sesia come base e pernottare allo storico albergo Italia, dove si può lasciare l’auto e farsi accompagnare il giorno dopo a Camasco, inizio del trekking di sei/sette giorni, evitando così 7 chilometri di strada.

Le strette vie del borgo antico, le case affrescate a nuovo e i tetti in pietra introducono in un’atmosfera a misura d’uomo, impreziosita dalla storia e dalla cultura,

Ferrari nella Chiesa S. Maria delle Grazie (1486), che si trova proprio all’inizio della scalinata che conduce
al famoso Sacro Monte.

Le chiavi del punto d’appoggio GTA (vedi tappa nr 4) sono recuperabili presso l’hotel Laida Weg. La salita alla Capanna Margherita (tappa nr 7) comporta esperienza alpinistica per cui si consiglia
di farsi accompagnare da guida alpina. Informatevi sugli orari autolinee per rientro a Varallo Sesia, tratta Alagna Valsesia – Varallo.

DESCRIZIONE GENERALE

LOCALITÀ DI PARTENZA
Camasco (757 m), fraz. di Varallo Sesia
LOCALITÀ DI ARRIVO
Alagna Valsesia (1278 m)

SEGNALETICA
CAI con segnali rettangolari a
strisce color bianco – rosso

PERIODO CONSIGLIATO
Da luglio a metà settembre

COME ARRIVARE
Uscita Romagnano Sesia – Ghemme (A26 del Sempione), svoltare a sinistra, direzione Valsesia e continuare per circa 30 chilometri sino alla località di Varallo Sesia.

LE TAPPE

 

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