Speciale grotte: viaggio al centro della terra | Trekking.it

Speciale grotte: viaggio al centro della terra

Categorie: Italia, Reportage

Alla scoperta dell’universo sotterraneo

Il fruscio sottile dell’acqua che pazientemente modella le rocce, la luce che penetra con fatica nell’oscurità, l’architettura imprevedibile di stalattiti e stalagmiti: il mondo sotterraneo, quasi sospeso nel ventre della terra, risponde a leggi diverse da quelle della superficie.

Qui il silenzio la fa da padrone in paesaggi millenari che sembrano usciti da un romanzo di Jules Verne: altezze vertiginose, pareti a strapiombo, anfratti, macigni che incutono quasi timore, piccoli laghi di acqua cristallina.

L’Italia, paese dalla storia geologica antichissima, possiede moltissimi gioielli sotterranei, uniformemente distribuiti da nord a sud, dalle Alpi alla Sicilia.

Per visitare questo misterioso scenario che si dipana sotto i nostri piedi non occorre essere arditi speleologi o avventurosi esploratori.

Sono infatti molte le grotte che, dopo la loro scoperta e una prima fase di esplorazione speleologica, sono state attrezzate con percorsi che consentono a tutti di vivere l’emozione di un viaggio al centro della terra.

Calziamo il caschetto allora, e andiamo a visitare alcune di queste meraviglie nascoste.

I giochi d’acqua della Bossea

Esplorata completamente nell’era moderna a partire dal 1840, la grotta di Bossea testimonia la millenaria storia carsica dello spartiacque Maudagna – Corsaglia, tra la conca di Prato Nevoso ed il torrente Corsaglia, nel comune di Frabosa Soprana (provincia di Cuneo).

La varietà delle concrezioni, la grandiosità degli ambienti e la ricchezza di laghi sotterranei, la rendono un vero spettacolo tanto per i turisti quanto per gli appassionati speleologi.

Le concrezioni calcaree, con le loro colate, le stalagmiti e le poderose colonne, disegnano curve che sfidano letteralmente le leggi della gravità.

Ma è l’acqua la vera regina della grotta: un torrente sotterraneo dà vita a tumultuose cascate, a bacini racchiusi fra pittoresche sponde rocciose con giochi di spruzzi e fontanelle che si raccolgono in piccoli stagni.

Nel “salone del tempio”, inoltre, è oggi esposto lo scheletro completo di un orso delle caverne (Ursus spelaeus), che popolò le grotte del Cuneese fino a circa quindicimila anni fa.

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La grotta del vento, dove il tempo si è fermato

La grotta del vento è situata all’interno del Parco Naturale delle Alpi Apuane, nel massiccio delle Panie, una zona di grande interesse geomorfologico grazie alla presenza di importanti manifestazioni carsiche come archi naturali, doline, nevai sotterranei e numerosi crepacci che convogliano nel sottosuolo le acque di superficie.

Sono trascorsi 20 milioni di anni da quando la natura iniziò a disegnare, nella massa rocciosa, quella fitta rete di cunicoli, gallerie, pozzi che oggi possiamo visitare.

L’acqua piovana si trasformò a poco a poco in piccoli rivoli per poi creare corsi d’acqua sempre più ampi.

Il nome della grotta si deve al duplice accesso, uno a 627 metri e uno a 1400: nel periodo estivo l’aria entra dall’apertura superiore ed esce da quella inferiore, mentre d’inverno succede l’inverso, con una corrente d’aria che subito viene percepita dal visitatore in transito dall’ingresso principale.

Solo nel corso del Novecento, dopo diverse spedizioni di speleologi, la grotta venne valorizzata per fini turistici. I lavori per garantirne l’accesso ai visitatori durarono dal 1965 al 1982.

La grotta si divide in tre parti, ciascuna delle quali presenta diversi aspetti: la prima area, pianeggiante, è ricca di concrezioni calcaree; la seconda presenta un terrazzino dal quale si può ammirare un profondo baratro ed è percorsa per buona parte da un piccolo fiume sotterraneo; la terza infine, è costituita da ampie sale e da un profondo pozzo verticale.

Peculiarità molto interessanti di questo ambiente sono la presenza dei sifoni (specchi d’acqua collegati da cunicoli sotterranei) e di una particolare varietà di laghetti permanenti molto pittoreschi, all’interno dei quali si riflettono diverse tipologie di cristalli.

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Le grotte dell’Angelo

In ogni cavità sotterranea è l’acqua l’elemento protagonista, quello cioè che da millenni ne disegna le forme.

Nelle grotte di Pertosa (chiamate anche grotte dell’Angelo), il viaggio inizia addirittura a bordo di una piccola chiatta che consente di solcare il fiume Negro, posto nel primo tratto della cavità sotterranea.

Oltre l’approdo, di fronte al visitatore si spalanca un affascinante mondo di cunicoli, laghetti, stalattiti e stalagmiti che si snodano per circa 3000 metri sotto l’imponente mole del massiccio degli Alburni.

Le grotte rivestono notevole interesse da un punto di vista storico-archeologico, oltre che da quello naturalistico e speleologico.

Già le prime esplorazioni tra il 1897 e il 1907, ad opera di Paolo Carucci e Giovanni Patroni, misero in evidenza un’antica frequentazione umana dell’area: i primi scavi condotti nell’antro delle grotte riportarono alla luce reperti archeologici (tra cui residui di palafitte, resti umani ed armi in pietra) risalenti al II millennio a.C. e attualmente conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e al Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini di Roma.

L’apertura al pubblico risale al 1932.

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Etna: la grotta del Gelo, miracolo di ghiaccio

La grotta del Gelo deve il suo nome al ghiaccio perenne che la riveste per gran parte dell’anno.

Questo piccolo gioiello sotterraneo ha rischiato di essere seppellito dalla colata del 1981 e dall’enorme coltre di sabbia e lapilli, frutto dell’attività esplosiva, che si espansero nell’area circostante.

Questa grotta spettacolare è la cavità vulcanica etnea più conosciuta e ambita dagli speleologi e dai turisti.

La sua notorietà è dovuta all’esclusivo fenomeno di formazione di ghiaccio che da oltre trecento anni si accumula al suo interno e che le ha fatto guadagnare l’appellativo di “ghiacciaio più meridionale d’Europa”.

La cavità è inserita nella zona A della Riserva integrale del Parco dell’Etna, nel territorio del Comune di Randazzo. L’area è disseminata di altre grotte, generate dagli stessi flussi lavici: le grotte del Diavolo, del Lago, di Aci, dei Lamponi: un piccolo paradiso speleologico di ghiaccio nel cuore del Mediterraneo.

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Notizie utili

Grotta di Bossea

Fraz. Fontane, 12082 Frabosa Soprana (CN)
Tel. 0174.349240
www.grottadibossea.com
info@grottadibossea.com

Grotta del Vento

Loc. Grotta del Vento, 55020 Fornovolasco (LU)
Tel. 0583.722024
info@grottadelvento.com
www.grottadelvento.com

Grotta dell’Angelo

Tel. 0975.397037
www.grottedellangelo.sa.it

Grotta del Gelo

Per informazioni su escursioni alla grotta e sull’Etna, EtnaSci www.etnasci.it
Strada Mareneve, Località Sciara del Follone, 95036 Randazzo (CT)
Tel. 095.715.3515
www.etnatracking.com/grotta-del-gelo

Testo di Carlo Rocca, foto di EtnaSci

Si ringrazia per la collaborazione Tiziana Giustolisi.

Per approfondire:

Itinerario: i giochi d’acqua delle grotte di Bossea

Itinerario: la grotta del Vento, dove il tempo si è fermato

Itinerario: la grotta del Gelo, uno spettacolo sull’Etna

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