Cammino di DANTE: sulle orme del poeta | Trekking.it

Cammino di DANTE: sulle orme del poeta

Categorie: Italia, Reportage
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In Emilia Romagna, ai tempi di Dante, una fitta rete di cammini e percorsi consentivano i collegamenti tra i borghi del territorio.

Un vero e proprio reticolo che permetteva  a persone e merci di spostarsi tra le colline romagnole.

Il Cammino di Dante è nato per valorizzare questa parte di Romagna testimone di una storia secolare, fatto di percorsi che collegavano Ravenna e Firenze sui quali camminò, in cerca di quiete e ispirazione, anche il sommo poeta. Una via di pellegrinaggio densa di rimandi alle vicende politiche, religiose, e storiche che hanno caratterizzato queste terre.

Queste colline, con i loro scorci, i panorami e i borghi nascosti nella vallate hanno ispirato alcuni passaggi della Divina Commedia, che il Dante viaggiatore ha colto durante i suoi itinerari tra la natura di questo spicchio di Emilia Romagna.

I percorsi e sentieri del Cammino di Dante seguono “le creste” dell’Appennino che venivano utilizzate, sin dal basso medioevo, per spostarsi evitando le più pericolose strade del fondovalle, spesso battute da briganti e piccoli criminali.

La tomba di Dante
(©Shutterstock / giuseppe carbone)

È un percorso ad anello, di circa 380 chilometri, che collega Ravenna e Firenze, due luoghi molto significativi nella vita di Dante. Infatti a Ravenna è custodita la Tomba di Dante e Firenze, non occorre dirlo, è la città di Dante che lo omaggia con il Museo Casa di Dante .

È un cammino culturale, artistico e filosofico che percorre un tratto di terra tra Emilia Romagna e Toscana che è stato la culla dell’Italia rinascimentale, in cui si sono sviluppate le fondamenta della cultura italiana.

Proprio in questo contesto storico, territoriale e culturale è nata La Divina Commedia un’opera intrisa dei personaggi, dei borghi, dei castelli e dei paesaggi che Dante ha incontrato muovendosi per queste terre.

Il Cammino di Dante ci fa ripercorrere i meravigliosi  paesaggi della Romagna. I punti di sosta che si incontrano lungo il cammino sono semplici e accoglienti, e ci fanno  ancora assaporare un’atmosfera figlia di tempi antichi, che rivivono nelle culture degli uomini che vivono questi luoghi.

L’ospitalità e l’accoglienza delle genti di Romagna, gli ambienti in parte incontaminati e in parte sapientemente modellati dalla mano dell’uomo e le tracce della cultura del passato sono gli ingredienti che hanno dato vita al Cammino di Dante.

Ravenna – I Mosaici nella parete destra della navata della Basilica of Sant Apollinare Nuovo in Ravenna, Emilia-Romagna. Italy.
©Shutterstock / Alvaro German Vilela

San Benedetto in Alpe

Sono molte le tracce di Dante in Romagna e il cammino che porta il suo nome attraversa molti di questi luoghi, per ripercorrerne gli spostamenti

Si parte da San Benedetto in Alpe, dove inizia il percorso di risalita a piedi fino alla Cascata dell’Acquacheta, due ore di passeggiata rigenerante in mezzo alla natura, verso lo spettacolo di acqua e di salti che Dante, per il fragore e la violenza della caduta delle acque, parogonò alla rimbombante cascata del fiume infernale Flegetonte.

Dopo aver visitato la cascata non si può perdere un passaggio davanti all’antica Abbazia di San Benedetto in Alpe, che ha risale addirittura al X secolo.

Mountain bike nella foresta Casentinese in Romagna, eredità agricola forestale, presso Tiravento Monte (Comune di Premilcuore)
(©Shutterstock / robertonencini)

Premilcuore, piccolo borgo romano

Iniziando a camminare in direzione Ravenna il primo borgo che si incontra sul cammino è Premilcuore, fondato nel 215 d.C dal centurione Romano Marcelliano, che si nascose nella vallata dei Rabbi per sfuggire alla vendetta dell’imperatore Caracalla.

Le tracce di questo borgo sono antiche e incerte, un primo segno della fondazione di Premilcuore lo si può trovare nel Castello dell’Ontaneta, costruito dalla Famiglia Guidi di Modigliana dopo aver ricevuto queste terre dall’Imperatore Federico II. Qui abitò anche, nel 1499, Caterina Sforza quando fu costretta a fuggire dalle aggressioni di Cesare Borgia.

Oltre alla rocca, testimonianza delle sue origini medievali, il centro storico di Premilcuore custodisce l’oratorio del Mogio del 1754 e la Pieve di San Martino in Alpe, in cui è custodita una croce d’arte toscana del Quattrocento. Proprio nel centro del paese sorge la Rocca di Premilcuore, tappa fissa per ogni viaggiatore che voglia immergersi nella storia del borgo.

Portico di Romagna e le sue Torrette

Il cammino può riprendere in direzione Portico di Romagna, località fondamentale nella storia di Dante. La tradizione narra che qui, a Palazzo Portinari, abbia conosciuto Beatrice.

Un antico borgo Romagnolo dalla struttura unica, grazie alle Torrette da Vigna, che circondano la città e sono visibili dalla parte più alta del centro, alla Chiesa della Compagnia, che domina il centro storico del paese. Per uscire dalla città consigliamo di passare sul Ponte della Maestà, con la sua tipica forma a schiena d’asino, costruito nel XIV secolo.

Dovadola, l’antico borgo 

Il cammino prosegue seguendo il profilo delle colline Romagnole fino ad arrivare a Dovadola piccolo borgo che dell’entroterra forlivese, a solo 18 Km dalla città, immerso nella verde e boscosa Val Montone.

Una cittadina molto antica che conserva le tracce della colonizzazione gallica e del dominio romano, come testimoniano le tombe e le monete di epoca imperiale.

All’epoca di Dante invece Dovadola era in mano ai conti Guidi di Modigliana che esercitarono la loro signoria fino al 1405, quando subentrarono i Fiorentini.

La cittadina è un’ottimo motivo per una sosta. Meritano una visita la Rocca dei Conti Guidi, ancora oggi conservata in buone condizioni, e la Torre che domina la piazza del paese costruita nei primi del XIII secolo per volontà dei Guidi.

Per chi non può fare a meno di camminare, ad un paio d’ore dal paese, c’è Palazzo Montaguto in cui trovarono rifugio, nell’estate del 1849, Giuseppe Garibaldi e il Capitano Leggero, in fuga dopo la caduta della Repubblica Romana.

L’antica Porta Schiavonia segna l’entrata nel centro storico cittadino di Forlì.
(©Shutterstock / ermess)

Forlì, uno dei comuni più antichi

Proseguiamo il nostro cammino verso levante, ad ormai una manciata di chilometri dalla nostra meta finale. Prima però è d’obbligo una sosta a Forlì, città situata in un punto strategico lungo la via Emilia e diventata comune già nel XII secolo. Nel 1241 Federico II concesse alla città di fregiarsi dell’aquila sveva, divenendo il centro del ghibellinismo romagnolo.

Sul finire del Duecento entrò a far parte dello Stato della Chiesa, ma continuò a rappresentare un ricovero sicuro sia per gli esuli ghibellini sia per quelli che appartenevano alla fazione dei Guelfi moderati. Da un antico documento del Comune di Forlì risulta che nel febbraio-marzo del 1303 Dante soggiornò in città nei primi giorni del suo esilio, trovando rifugio presso Scarpetta Ordelaffi.

Sono tanti i luoghi di questa città che meriterebbero una visita, come il palazzo nobiliare Paolucci de Calboli che sorge non lontano dall’Abbazia di san Mercuriale.  E’ una struttura maestosa ed ampia, a pianta rettangolare e in stile barocco, risalente al ‘700. Il Palazzo Paulucci, situato in Piazza Oderlaffi, un tempo dimora di marchesi oggi sede della prefettura non può mancare nel diario di viaggio.

Non si può dimenticare la Pinacoteca civica, uno dei musei Civici di Forlì che si trova nel palazzo di San Domenico, che a sua volta contiene anche altre collezioni di alto valore.

Ravenna, la fine del cammino

Dopo tanti chilometri tra le colline, i borghi e la natura romagnola arriviamo finalmente al termine del nostro Cammino di Dante: Ravenna.

Maestosa, colta ed elegante, città ricca di storia e contraddizioni. La seconda città più grande d’Italia per estensione, distante pochi chilometri dall’Adriatico, può vantare ben otto monumenti Patrimonio dell’Umanità Unesco. Come la Basilica di San Vitale, capolavoro dell’arte bizantina del VI secolo.

Chiunque metta piede a Ravenna non potrà perdersi i stupendi mosaici del Mausoleo di Galla Placidia, del Mausoleo di Teodorico e del Battistero Neoniano, soprannominato  degli Ortodossi, proprio per al magnifica cupola di mosaici policromi.

Anche l’abside e la Cappella Arcivescovile della celebre Basilica di San Vitale sono ornati da mosaici unici che rendono questi luoghi magici, si narra infatti che la bellezza di queste composizioni ispirò Dante per la stesura definitiva del paradiso della Divina Commedia.

Ecco perché il cammino si conclude qui. Questa città non solo ispirò Dante per alcuni passaggi fondamentali della sue celebre opera ma lo ospitò nel suo ultimo viaggio. Nella Basilica di San Francesco furono celebrati i funerali del sommo poeta e ne è custodita la tomba, considerata monumento nazionale oggi protetta da una zona di rispetto e di silenzio chiamata “zona dantesca“.

Ravenna con i suoi con i suoi antichissimi gioielli d’arte è una delle più affascinanti città italiane

Il Cammino di Dante: le tappe

Tappe direzione Firenze

Ravenna – Ponte Vico 19km

Ponte Vico – Oriolo dei Fichi 18.7 km

Oriolo dei Fichi – Brisighella 17.2 km

Brisighella – Gamberaldi 23.3 km

Gamberaldi – Marradi 10 km

Marradi – San Benedetto in Alpe 23 km

Tappe direzione Ravenna

Premilcuore – Portico di Romagna 9.7 km

Portico – Dovadola 26.7km

Dovadola – Forli 22.5 km

Forli – Ponte Vico 18 km

Ponte Vico – Ravenna 19 Km

Autore Massimo Clementi

 

A proposito dell'autore

Massimo Clementi

Web Content Manager di Trekking.it. Social media, scrittura e contenuti sono il mio pane quotidiano. Appassionato di montagna, trekking e attività outdoor. Mi prendo cura ogni giorno dei contenuti di trekking.it, mi assicuro che siano di qualità e utili per chi li legge. Cerchiamo di prendere i migliori ingredienti dalla grande giungla di internet per "cucinare" articoli e approfondimenti che sappiano dare valore ai nostri lettori.

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