Kerala, un paradiso d'acqua

INDIA: Kerala, un paradiso d’acqua

Categorie: Estero, Reportage
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Sulla costa tropicale indiana di Malabar, Kerala,chiamato Keralam dai suoi abitanti, è famoso per le spiagge delimitate da palme e per le acque interne che scorrono in una rete di canali: qui si trovano piantagioni di tè, caffè e spezie, oltre ad aree protette che ospitano elefanti, scimmie e tigri.

Qui, quando il sole va a dormire, dei, demoni ed eroi si preparano a combattere la lunga lotta che, alle prime luci dell’alba, vedrà il bene trionfare sul male.

È, ovviamente, una rappresentazione teatrale, il Kathakali, diffusa in tutto lo stato di questo piccolo paradiso del sud, e per assistervi, solcheremo per giorni i canali delle lagune a bordo di una imbarcazione tradizionale trasformata in House Boat, una vera e propria casa galleggiante.

Lasciata la città di Cochin, partiamo per un lungo viaggio navigando in un mondo incantato, senza tempo; un dedalo di lagune, canali, ruscelli percorsi solo da anatre selvatiche, uccelli acquatici e piccole barche di pescatori.

Questo luogo magnifico si estende nell’entroterra tra il Mare Arabico e la catena delle Cardamom Hills dove, fra verdi risaie e l’ondeggiare delle palme, sonnecchiano piccoli villaggi.

Qui la gente vive di pesca, della produzione agricola e della lavorazione della fibra del cocco, l’incredibile frutto che offre ai keraliti svariati doni: il latte, un rinfrescante ricco di vitamine, la polpa, una vera delizia, il guscio, dal quale si ricava l’olio di cocco che viene utilizzato in cucina, per fare massaggi e per la produzione della birra; infine la fibra dalla cui lavorazione si possono ricavare corde, tappeti ed altri oggetti esportati in tutto il mondo.

Nei campi lunghe file di persone, a braccia, trasportano il raccolto che si ripropone tre volte all’anno.

In India il lavoro manuale è ancora di gran lunga predominante su quello delle macchine.

Nei campi non ci sono trattori in funzione e la raccolta si avvale dell’abbondante disponibilità di mano d’opera. Dall’House Boat abbiamo modo di osservare la vita di tutti i giorni che si svolge sulla riva.

Centinaia di anatre corrono veloci al richiamo del loro padrone; c’è chi si affanna a ritirare le enormi reti da pesca a bilanciere, un sistema introdotto dai mercanti provenienti dalla corte del Kublai Khan all’epoca di Marco Polo, alla fine del XIII secolo.

C’è chi si lava, chi fa bucato, chi passeggia, mentre i bimbi vanno a scuola, gli uomini giocano a domino e si spostano a piedi o in bicicletta.

Atmosfere indiane

Tutti ci salutano e ci sorridono con quell’incredibile cortesia indiana che ti trasmette quella loro invidiabile e imperturbabile serenità. Parcheggiato il nostro lento ma insostituibile mezzo, ci troviamo avvolti da una nuvola di bambini che, con grande felicità, ci prendono per mano e attraverso le fangose stradine in terrabattuta, ci conducono alla scoperta del loro strano mondo sospeso sull’acqua.

La vita in questi villaggi trascorre tranquilla, serena, come il lento muoversi dell’acqua, un luogo ideale per entrare in contatto con quell’India dove, nonostante le difficoltà, i rapporti tra gli individui si basano ancora su valori autentici, quei valori che può avere solo un popolo che porta dentro di sé una grande ricchezza d’animo.

Questa gente è gentile, curiosa e spesso ci invitano nelle loro case per chiacchierare.

Vogliono sapere da dove veniamo, cosa facciamo, dove andiamo e ci viene offerto il tè, denso e scuro, senza dimenticare quello che qui è conosciuto come il nettare degli dei, contenuto in quel delizioso frutto che è il cocco.

Approfittiamo della sosta per acquistare il pesce che viene supervisionato da Rajiv e Sonar, i conducenti dell’House Boat che sono anche ottimi cuochi. Il risultato è ottimo! Su una foglia di banano vengono sistemate cucchiaiate di riso, verdure e salsine, mentre nel centro troneggia il capitain, il pesce di fiume che viene cucinato con le spezie, un’autentico piatto keralita.

Continua a leggere il racconto di viaggio di Odetta Carpi e Oreste Ferretti, non perdere il reportage “INDIA, LUNGO LE COSTE DEL KERALA

Coste del Kerala, India

Coste del Kerala, India

Testo e foto di Odetta Carpi e Oreste Ferretti

 

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