ISOLE FALKLAND: pionieri del trekking in un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura | Trekking.it

ISOLE FALKLAND: pionieri del trekking in un vero e proprio paradiso per gli amanti della natura

0

Nel mezzo dell’Oceano Atlantico del Sud, a circa 400 chilometri dalla Terra del Fuoco, centinaia di isole offrono rifugio a foche, pinguini e albatri.

Anche l’uomo è riuscito a ritagliarsi il suo spazio vitale in questo ambiente ostile, ed è qui che gli abitanti delle isole Falkland allevano da sempre pecore dalla pregiata lana.

Le Falklands comprendono due isole maggiori, East e West Falkland, una decina di isole medio-grandi e 700 piccole isole disabitate. Uno dei territori al mondo meno densamente popolati è guidato da un governatore e da un piccolo parlamento composto da soli sei membri.

Colonizzate prima dai francesi, poi dagli spagnoli, infine dagli inglesi, le Falkland appartengono alla Gran Bretagna ma presentano una comunità multietnica: oltre alla maggioranza di cittadini britannici, troviamo diverse etnie, provenienti soprattutto dall’isola di Sant’Elena, dal Cile, dalle Filippine, dal Perù e dallo Zimbabwe.

A viverci sono circa 3300 persone, insediate soprattutto a Stanley, la capitale, nella parte più orientale della East Falkland; solamente 380 anime risiedono in quello che è localmente chiamato “camp”, termine di origine spagnola usato per indicare “i campi”.

I veri abitanti dell’arcipelago sono pertanto i dieci milioni di pinguini, albatros e anatre selvatiche che vivono in queste terre al largo della costa argentina, insieme ovviamente alle pecore (se ne contano 180 per ogni singolo abitante, un singolare primato!).

L’impressione che ebbe il giovane naturalista Charles Darwin quando approdò su queste isole nel suo celebre viaggio con la Beagle (era l’anno 1833), non fu molto positiva: le descrisse come un insieme desolante, definendolo uno dei luoghi più tranquilli da lui visitati.

Una natura incontaminata

Qui, l’escursione termica stagionale si presenta limitata e seppure le Falkland si trovino alla stessa latitudine di Londra (52 gradi di latitudine sud), non godono dello stesso clima: data la mancanza di terra fra le Falkland e l’Antartide, le isole sono costantemente investite da forti venti provenienti da ovest e sud-ovest, che rendono il clima rigido e ventoso allo stesso tempo, di tipo subantartico e oceanico.

Il paesaggio risulta quindi piuttosto spoglio e la vegetazione dominante è di tipo erbaceo-arbustivo; le specie arboree, importate e trapiantate, crescono solamente in prossimità degli insediamenti umani, in città e in qualche fattoria.

La ricchezza più grande di queste isole è rappresentata dalla loro smisurata biodiversità e dalla presenza di spettacolari colonie di uccelli e mammiferi marini (foche, balene ed orche sono facilmente osservabili in questa regione).

In particolare, spiccano i pinguini: anche se nel passato l’uomo ha sfruttato queste specie sottraendo le loro uova a scopo alimentare e utilizzando il grasso corporeo per la produzione di olio, attualmente questa ricchezza di avifauna è riconosciuta e protetta a livello internazionale.

Ogni anno, circa un milione di pinguini di ben cinque specie, su un totale di diciassette esistenti al mondo, nidificano su queste isole e sono il pinguino reale, il pinguino Papua, il pinguino saltarocce, il pinguino di Magellano ed il pinguino fronte dorata. Oltretutto, le Falklands da sole, ospitano la più grande concentrazione al mondo di pinguino Papua.

Falkland da esplorare

Il turismo a queste latitudini si è sviluppato in concomitanza con i viaggi da crociera che portano allo sbarco di centinaia di migliaia di turisti che, periodicamente, si riversano nelle strade della tranquilla capitale e in alcune piccole isole note per essere dei veri santuari per la fauna selvatica; ne è un esempio l’isola di New Island ().

Questo modo di viaggiare è molto dispendioso e sebbene molti viaggiatori raggiungano le isole direttamente con voli provenienti dal Cile (compagnia LAN), le infrastrutture presenti (strade e alloggi) sono comunque limitate, obbligando al noleggio di taxi e fuoristrada e a pianificare la durata del soggiorno.

Via terra ci si sposta unicamente su 4×4, per raggiungere le isole più remote o le West Falkland bisogna affidarsi a piccoli aeroplani (BN-2 Islanders) a quattro-cinque posti.

Per queste ragioni la maggioranza dei turisti che visitano le Falkland viaggia in modo organizzato, vincolandosi a compagnie e guide turistiche che semplificano loro la logistica del viaggio, pianificando tempi e modi di spostamento, oltre alle visite alle varie attrazioni.

Viaggiare in modo indipendente su queste isole non è cosa da poco ed economicamente non è alla portata di tutti. Ad oggi sono ancora pochi coloro che possono vantare il privilegio di aver raggiunto i luoghi più remoti di questo mosaico di isole.

Non ci sono percorsi segnati e l’assenza di una rete sentieristica con punti di ristoro e bivacchi ha lasciato il paesaggio selvaggio e incontaminato.

Anche se l’escursionismo di fine settimana è praticato da qualche gruppo di amici che decide di trascorrere il week-end fuori dalla città, i veri campeggiatori sono pochi, molto meno numerosi sono coloro che si cimentano in un trekking di più giorni, trasportando tenda, sacco a pelo e scorte di acqua e cibo.

Tuttavia l’escursionismo ci da l’opportunità di ammirare paesaggi mozzafiato, vivere a contatto con la natura e con gli animali selvatici, ossia l’attrazione principale per ogni turista che atterra da queste parti.

Appunti dalle Isole Falkland

Sino ad oggi ho praticato il trekking su queste isole in modo continuativo e posso ritenermi una sorta di pioniera dell’escursionismo in questo territorio.

Più volte mi è capitato di essere contattata da locali o turisti di passaggio per dispensare consigli e suggerimenti sugli itinerari più belli da percorrere.

Una delle poche compagne di trekking che ho avuto alle Falkland è Letizia Campioni, atterrata su queste isole per svolgere la sua attività di ricerca sugli albatri dal sopracciglio nero: un uccello marino anche lui emblema di queste isole.

Grazie al suo interesse per la natura e la mia curiosità da geografa ci siamo subito sintonizzate dando inizio alla pianificazione di diversi itinerari a piedi che ci hanno permesso di esplorare zone isolate, popolate dalla fauna selvatica locale, facilmente osservabile perché priva di ogni timore nei confronti dell’uomo.

Dall’esperienza acquisita durante le numerose escursioni il nostro taccuino di viaggio si è arricchito di osservazioni ed utili consigli per esplorare queste isole in piena sicurezza.

Il 95% delle Falkland sono proprietà privata e l’accesso a piedi non è libero, per accedervi è necessario richiedere un permesso ai proprietari terrieri. In alcuni casi è necessario il pagamento di una tassa d’accesso o di soggiorno-campeggio, altre volte il bivacco può non essere consentito, come ad esempio l’isola di Carcass, una delle mete preferite dagli ornitologi.

La maggior parte delle isole e settlements offrono comunque un servizio di case con vitto escluso (self-catering Accommodation) che può rappresentare un’ alternativa al campeggio.

Prima di mettersi in viaggio è fondamentale pianificare con anticipo il proprio itinerario: il riferimento principale per informarsi e presentare richieste di tipo logistico è l’ufficio del turismo.

Il miglior modo per viaggiare informati è quello di richiedere una copia della mappa della zona che si desidera visitare al “senior surveyor” del Public Works Department in Stanley, il quale provvederà alla sua consegna per spedizione o ritiro presso l’ufficio a Stanley (al momento non è ancora possibile acquistare mappe sull’isola).

I mezzi di trasporto son limitati a fuoristrada e piccoli aeroplani (voli interni).

Nella capitale è possibile noleggiare veicoli 4×4 (informazioni presso l’ufficio del turismo), il loro utilizzo è limitato alle East Falkland e ne è vietato l’uso fuori dalle strade. I voli interni sono la soluzione migliore per raggiungere i principali nuclei abitati (settlements) delle West Falkland e tutte le altre isole servite da FIGAS (Falkland Islands Government Air Service).

Il bagaglio (massimo 20 kg per i non residenti) è incluso nel prezzo del biglietto e il trasporto di sostanze infiammabili, inclusi ricambi di gas ed alcool, sono vietati.

Viaggiare in sicurezza non è un problema su queste isole. Tuttavia, quando si è in escursione è bene sapere che, in caso richiesta di soccorso, le isole non hanno una copertura per i telefoni cellulari, fanno eccezione: Stanley nella East Falkland e Fox Bay e Port Howard nelle West Falkland.

Di conseguenza ci sono due possibili soluzioni, munirsi di telefono satellitare o di una two-meters radio il cui uso è possibile da punti elevati.

È importante non camminare da soli e lasciare sempre detto ai proprietari delle fattorie dove si ha intenzione di andare: il check-in e check-out sono molto apprezzati da chi vi accoglie, poichè si sentono responsabili per chi visita la loro terra.

Contrariamente a quanto si pensi, le Falkland sono molto aride, soprattutto nella stagione estiva (novembre – febbraio), quindi il rischio di incendi è molto elevato e quando si campeggia è bene usare il “buon senso”.

È meglio evitare di accendere fuochi che in presenza di vento (90% dei casi) possono diventare pericolosi.

L’uso di fornelli da campeggio è invece fortemente consigliato e anche l’unico approvato dai proprietari dei terreni su cui si campeggia.

A Stanley, presso il supermercato Chandlery, è possibile acquistare sia ricariche a gas (Coleman e Camping gaz) sia ad alcol. Il supermercato inoltre è dotato di varie attrezzature da campeggio e per il trekking.

Ricordatevi inoltre che l’acqua è un bene prezioso, difficile da reperire durante le vostre escursioni (le montagne offrono più rii e qualche sorgente rispetto alle zone costiere).

Alle Falkland non c’è inquinamento delle falde acquifere derivato dall’uso di fertilizzanti agricoli, tuttavia gli estesi allevamenti di pecore e la presenza di pinguini, oche ed anatre al pascolo libero, soprattutto lungo la costa, può rappresentare una fonte di contaminazione organica per l’acqua di superficie, è quindi consigliato rifornirsi di acqua solo nei punti in cui scorre e, per essere ancora più sicuri, usare tavolette potabilizzatrici.

Testi e foto di Ilaria Marengo e Letizia Campioni

 

ITINERARIO NELLE EAST FALKLAND

Giorno 1

Località di partenza Gibraltar Station farm (10 m) / Località di arrivo Black Point (10 m) / Difficoltà E (escursionistico) / Dislivello inferiore ai 200 metri / Tempo di percorrenza 8 ore e mezza circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 60 metri slm

Il percorso è di 21 chilometri, inizialmente all’interno su sentiero ricoperto di erba poi senza sentiero lungo la costa. In generale non ci sono ostacoli. Tratti in maggior parte pianeggianti.

Giorno 2

Località di partenza Black Point (10 m) / Località di arrivo Spiaggia (senza nome) con vicino laghetto (0 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 300 metri/ Tempo di percorrenza 6-7 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 40 metri slm

Il percorso è di 18 chilometri, interamente lungo la costa con frequenti sali e scendi non impegnativi. In generale non ci sono ostacoli.

Giorno 3

Località di partenza Spiaggia senza nome con vicino laghetto (0 m) / Località di arrivo Concordia beach 0m (slm) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 200 metri / Tempo di percorrenza 4 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 40 metri slm

Il percorso è di 12 chilometri, interamente lungo la costa con frequenti sali e scendi non impegnativi. In generale non ci sono ostacoli.

Giorno 4

Località di partenza Concordia beach (0 m) / Località di arrivo Plaza Creek (5 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 400 metri/ Tempo di percorrenza 4 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 148 metri slm

Il percorso è di 11.5 chilometri, si snoda all’interno su un sentiero erboso a tratti poco visibile. Tratti in maggior parte pianeggianti con qualche sali e scendi. Utilizzare Indian Mountain come punto di riferimento per l’orientamento. Non ci sono ostacoli.

Nota: Per tornare a Gibraltar Station farm (punto di partenza) è necessario aver preso accordi con il proprietario della farm per farsi venire a prendere oppure aver lasciato con anticipo un auto parcheggiata lungo la strada principale in prossimità di Plaza Creek. Infine, si può raggiungere la fattoria camminado lungo la strada principale (non asfaltata) per quasi 14 chilometri.

 

ITINERARIO NELLE WEST FALKLAND

Giorno 1

Località di partenza Fox Bay east farm (10 m) / Località di arrivo Carcass Bay (0 m) / Difficoltà E / Dislivello 200 metri / Tempo di percorrenza 7 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre-Febbraio / Quota massima raggiunta 140 metri slm

Il percorso è di 16 chilometri non presenta ostacoli ed è composto da tratti in maggior parte pianeggianti e piccoli sali e scendi. Si sviluppa su un crinale.

Giorno 2

Località di partenza Carcass Bay east (0 m) / Località di arrivo spiaggia in prossimitá di Blue Mountain Shanty (0 m) / Difficoltà E / Dislivello 250 metri / Tempo di percorrenza 7 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 196 metri slm

Il percorso è di 16 chilometri non presenta ostacoli e si sviluppa sulla dorsale rocciosa delle colline con vista sulla costa e sull’interno.

Giorno 3

Località di partenza spiaggia in prossimità di Blue Mountain Shanty (0 m) / Località di arrivo Shag Cove house (15 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 200 metri / Tempo di percorrenza 9 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 209 metri slm

Il percorso è di 24 chilometri, non presenta ostacoli e si sviluppa sulla dorsale rocciosa delle colline con vista sulla costa e sull’interno.

Giorno 4

Località di partenza Shag Cove house (15 m) / Località di arrivo Double Stream ruscello (5 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 150 metri / Tempo di percorrenza 4 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno / Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 140 metri slm

Il percorso è di 11 chilometri in massima parte su crinale con facili sali e scendi privi di ostacoli.

Giorno 5 opzionale

Località di partenza Double Stream ruscello (5 m) / Località di arrivo Double Stream Basin (160 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ai 160 metri / Tempo di percorrenza 7 ore circa (andata e ritorno) oppure 3 ore sola andata / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio nessuno Periodo consigliato Dicembre – Febbraio / Quota massima raggiunta 160 metri slm

Il percorso è di 8 chilometri in massima parte su crinale con facili sali e scendi privi di ostacoli.

Giorno 6

Località di partenza Double Stream ruscello (5 m) / Località di arrivo Port Howard (5 m) / Difficoltà E / Dislivello inferiore ad 800 metri / Tempo di percorrenza 8 ore circa / Segnaletica nessuna / Punti d’appoggio Port Howard / Periodo consigliato Dicembre -Febbraio / Quota massima raggiunta 657 metri slm

Il percorso è di 20 chilometri, segue la dorsale delle montagne con una salita iniziale seguita da vari sali e scendi lungo il percorso. In generale non presenta ostacoli.

Testi e foto di Ilaria Marengo e Letizia Campioni

Potrebbe interessarti anche:

A proposito dell'autore

La Redazione

La Redazione di TREKKING&Outdoor è il gruppo di appassionati e professionisti che si occupa della cura dei contenuti di questo portale. Gli articoli e i contenuti che riportano la nostra firma sono frutto di un lavoro di squadra.

Non ci sono commenti

Lascia un tuo commento