Sui sentieri della Biodiversità: l’ISTRICE, la spinosa etrusca | Trekking.it

Sui sentieri della Biodiversità: l’ISTRICE, la spinosa etrusca

Categorie: Italia
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Agricoltura, urbanizzazione e deforestazione trasformano l’habitat con perdita di biodiversità, come anche l’inquinamento, la diffusione di specie alloctone e l’innalzamento delle temperature con il conseguente spostamento degli areali di distribuzione di diverse specie a quote maggiori o verso maggiori latitudini.

Il succedersi di inverni sempre più miti, ad esempio, ha spinto l’istrice a diffondersi più a nord della Valle dell’Arno, superando l’Appennino toscano per colonizzare anche la parte meridionale della Pianura padana. L’istrice (Hystrix cristata), il più grande roditore europeo, splendido e ricco di fascino, avvolto nel suo strascico di aculei, è particolarmente schivo e davvero difficile da incontrare. La “spinosa”, come viene chiamato l’istrice in maremma, è attiva principalmente dopo il calare del sole, quando esce alla ricerca di cibo.

Istrice - foto di Fabil’Istrice è famoso per i suoi aculei, peli molto cresciuti che lo difendono dai predatori o Cianchi

l’Istrice è famoso per i suoi aculei, peli molto cresciuti che lo difendono dai predatori

Durante le notti di luna piena, sceglie di evitare con cura gli spiazzi aperti, dove potrebbe essere esposto alla vista; di giorno invece riposa in spaccature tra la roccia o in tane che scava nel terreno grazie ai robusti unghioni delle zampe anteriori. Come gli etruschi, “il popolo invisibile”, per via della capacità di vivere in completa sinergia con l’ambiente circostante, la spinosa trascorre la sua vita quasi del tutto inosservata. Se non fosse per gli aculei, peli modificati di cui è ricoperto il dorso dell’animale, che talvolta cadono a terra o nelle piccole buche dove trova gustosi tuberi di cui nutrirsi, l’istrice sarebbe a tutti gli effetti paragonabile ad uno spirito del bosco che silenzioso e invisibile si muove tra gli alberi e ne protegge l’armonia.

Istrice - foto di Fabio Cianchi

Questo singolare animale ha una lunghezza media di 60-82 centimetri, possiede una coda lunga 8-17 centimetri e pesa dai 13 ai 27 chili. Nota la sua capacità di adattamento in habitat anche molto differenti tra loro: dalla macchia mediterranea alle aree semidesertiche fino a quelle forestali. In Italia è diffuso in gran parte del territorio dai tempi antichissimi e predilige le aree scarsamente o per nulla antropizzate con presenza di abbondante vegetazione. L’istrice pur essendo un animale fuggevole, può essere avvistato soprattutto nell’area etrusca, dove la spinosa vive in un ambiente contraddistinto da fenomeni vulcanici, da cui si sono originati gli altipiani tufacei dove fiumi e torrenti hanno scavato il proprio percorso generando le forre, che rendono quest’area così ricca di acqua.

Testo di Giovanni Santurbano / Foto di Fabio Cianchi

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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