L'Arcipelago di La Maddalena: l'emozione di esserci | Trekking.it

L’Arcipelago di La Maddalena: l’emozione di esserci

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Gli itinerari escursionistici nel Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena sono semplici, con dislivelli minimi e sono segnati con la tipica bandierina rosso-bianco-rosso del Club Alpino Italiano e ometti di pietra. Tutti da camminare!

A livello d’indagine semantica qual è il termine che unisce bellezza, mare, protezione, Sardegna? Sulla base del significato di queste parole, senza dubbio è La  Maddalena.

Sono queste le keywords per aprire le porte ad un vero paradiso terrestre e marino, ma nella nostra associazione di idee non possiamo dimenticarne un’altra altrettanto importante: cuore.

È quello che hanno mostrato oltre 100 mila italiani grazie ad una campagna di sensibilizzazione a favore dell’isola di Budelli.

Una coscienza diffusa e condivisa partita dagli studenti di una classe di Biella e che ha rafforzato nell’opinione pubblica la consapevolezza del valore per l’intero Paese di questo fazzoletto di terra di appena 1,6 chilometri quadrati, sottoposti a forti vincoli di conservazione.

Anche Antonella ha avuto cuore, contribuendo ad un processo di coscienza ambientale collettiva restituendo un’infinitesima parte della spiaggia Rosa che aveva sottratto trent’anni prima per un errore di gioventù.

Una busta con la preziosa sabbia di Budelli e un biglietto di scuse recapitato all’Ente parco, una manciata di renella e nulla più, un gesto simbolico che però ha riportato l’attenzione di tutti nel preservare i delicati equilibri del sistema naturale.

Sono storie che nascondono un lieto fine come nelle favole più amate della nostra infanzia. C’era una volta e c’è ancora: la spiaggia Rosa dell’isola di Budelli è sempre li, un sogno quasi proibito da dove iniziare il nostro viaggio alla scoperta dell’Arcipelago di La Maddalena.

Parole d’ordine: fruizione e protezione

Caprera: la fortificazione di Candeo (Ph Mirko Ugo).

Sull’isola di Budelli è vietato l’approdo e l’accesso all’arenile rosa, ma gli escursionisti possono vederlo e ammirarlo percorrendo il piccolo sentiero che lambisce il retrospiaggia sotto il controllo di una guida del Parco. Il fascino del proibito ci ha sospinto verso una delle spiagge più incantevoli, dove il colore è dovuto allo sbriciolamento dei gusci calcarei di organismi unicellulari marini (in particolare Miapora truncata e Miniacina miniacea).

Appagati dal desiderio di vedere quello che non è consentito toccare con mano, il nostro viaggio prosegue nell’Arcipelago, attraverso altre 59 piccole isole incontaminate che sono in antitesi alla mondanità della vicina Costa Smeralda.

Per una migliore fruizione dell’area protetta e per accrescere nei visitatori una coscienza diffusa e condivisa dell’ambiente e della cultura del territorio, il Parco Nazionale è il motore di un progetto che ha mobilitato le Guide Ambientali Escursionistiche: attraverso il loro lavoro si preserva la natura e si rendono fruibili siti che altrimenti non sarebbero accessibili, ad esempio, è compito delle guide accompagnare gli escursionisti non solo in prossimità della spiaggia Rosa di Budelli, ma anche sul sentiero che conduce a Cala Coticcio (sull’isola di Caprera).

 

Sentieri verdi e azzurri

Le meraviglie del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena continuano lungo i sentieri litoranei, sospesi tra il verde della macchia mediterranea e l’acqua cristallina ricamata dalle piccole isole incontaminate dell’Arcipelago.

Qui, gli escursionisti non si meraviglieranno solo per le eccezionalità naturalistiche – e non sono poche – ma anche per i sistemi di fortificazioni militari e le testimonianze del passaggio di uomini che fecero la storia: Napoleone, Nelson, Garibaldi.

Dopo un tuffo in paradiso, a Caprera è immancabile una visita al “Compendio Garibaldino”, dove si può visitare la casa e i cimeli appartenuti al vincitore di tante battaglie, la tomba e il busto in marmo bianco realizzato nel 1883 dallo scultore Luigi Bistolfi.

L’Eroe dei due mondi visse nella stupenda Caprera il suo esilio in assoluta semplicità, circondato dai suoi amici. In quest’autentica oasi di pace si può visitare anche il Memoriale Giuseppe Garibaldi, inaugurato in occasione delle celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, ospitato all’interno della fortificazione di Arbuticci.

A Caprera c’è anche da camminare: i percorsi realizzati a fine Ottocento per finalità militari, consentono oggi agli escursionisti di scoprire un’isola censita tra i siti di maggiore importanza per la conservazione della natura dall’Unione Europea e già Riserva orientata dal 1982.

A Caprera l’ampia rete escursionistica è stata centro dell’attenzione grazie all’opera certosina curata dall’ufficio tecnico dell’Ente Parco, che ha consentito di predisporre la segnaletica informativa e direzionale lungo 16 itinerari per un totale di 50 chilometri circa.

Il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena ha prodotto anche una nuova mappa escursionistica con indicati tutti i sentieri di Caprera, alcuni dei quali semplici e con dislivelli minimi che possono essere percorsi anche da famiglie con bambini (la carta è disponibile in formato cartaceo e in digitale, scaricabile qui gratuitamente

Cala Coticcio (da percorrere accompagnati dalle guide) e la spiaggia del Relitto, che ospita i resti di una nave che in passato consentiva il trasporto del carbone, sono tappe imperdibili per chi vuole muovere i primi passi nel Parco Nazionale che comprende tutta l’area terrestre nonché quella marina.

Non c’è solo Caprera: uno stretto canale marino, profondo meno di un metro, divide l’isola di Razzoli da quella di Santa Maria, dove oltre alla cala omonima dalle acque cristalline, ci s’innamorerà di Cala Lunga di Razzoli, grazie alle straordinarie rocce granitiche dalle architetture singolari e fantasiose.

Le altre tre grandi sorelle dell’arcipelago sono l’isola di Santo Stefano, l’isola di Spargi – con le splendide cala Corsara e Cala Ciaccaro – e La Maddalena, la più grande, con la deliziosa Cala Spalmatore, Punta Tegge, la spiaggia di Capocchia du Purpu, di Bassa Trinita, Cala Lunga e Monte d’Arena.

Foto di Mirko Ugo

L’elenco potrebbe andare avanti, ricordiamo infatti ai nostri lettori che il Parco Nazionale vanta diciottomila ettari di area protetta e ben 180 chilometri di costa, ossia un decimo dell’intera Regione! Insenature, calette e spiagge, la domanda nasce spontanea: non sarebbe sufficiente passare la giornata sulla riva del mare, crogiolarsi al sole e rinfrescarsi con un tuffo? La risposta è scontata!

Camminare mostra prospettive diverse in questo paradiso marino e terrestre.

L’acqua cristallina dell’arcipelago regala tante tonalità di colore che conciliano la riflessione e l’introspezione: osservarle dai sentieri consente d’immergersi nel silenzio e nella tranquillità dei luoghi.

Lo sa anche l’Ente che provvede con periodici interventi alla manutenzione e potenziamento delle aree attrezzate e della rete sentieristica. Un linguaggio visivo al quale si sommano i sensi dell’olfatto e dell’udito per percepire il fluttuare dei profumi della salsedine nell’aria della sera e il propagarsi di un’unica voce, quella della risacca. Alla fine è armonia pura!

La Natura del Parco

Arcipelago di La Maddalena, Porto Madonna (Ph Mirko Ugo).

Nell’Arcipelago di La Maddalena va in scena un paesaggio diverso e spettacolare tutto l’anno, inoltre il succedersi delle stagioni quasi non si avverte considerato che il clima, per la maggior parte dell’anno, può dirsi mite, salutare e terapeutico.

Nel Parco Nazionale autunno e inverno offrono panorami e silenzi che d’estate non si riescono nemmeno a immaginare. In primavera, quando la maggior parte delle piante è in fiore, la salubrità dell’aria e la mitezza delle temperature sono privilegi climatici che trovano immediato riscontro negli straordinari itinerari marittimi da percorrere necessariamente a piedi tanto sono belli.

Anche l’estate, nelle prime ore del mattino consente di “isolarsi” dal resto del mondo, immersi in ambienti naturali di pregio.

Nulla di nuovo e di sorprendente per chi ci vive, una piacevole sorpresa invece per turisti che possono scoprire, camminando, una straordinaria varietà naturalistica: oltre 700 specie vegetali e più di 50 endemiche.

Ginepro, corbezzolo, fillirea, lentisco, mirto, erica, calicotome, cisto, ma la pianta che incuriosisce più di tutte è forse l’euforbia arborea (Euphorbia dendroides), che contrariamente agli altri vegetali fiorisce tra il tardo inverno e l’inizio primavera, mentre d’estate, per combattere la disidratazione, cade in “letargo” assumendo un aspetto quasi scheletrico.

In quest’area protetta a elevato grado di naturalità le piante sono fortemente condizionate dal vento, dall’insolazione, dall’aridità e dalla povertà dei suoli e dalla distanza dalla terraferma.

Anche nell’ambito della fauna, come già visto per la flora, non mancano le sorprese, in particolare per gli uccelli marini nidificanti, come il marangone dal ciuffo e il gabbiano corso, unica specie di gabbiano endemico del Mediterraneo.

Naturalmente, la raccomandazione in questi casi è sempre una: ricordatevi di riporre nello zaino maschera e boccaglio: ritrovarsi a metà escursione in una caletta appartata, immergersi e esplorare un mondo sommerso che resiste alla pressione antropica della costa è una vera magia. È anche una nuova frontiera per il trekking.

Cala Brigantina e Cala Coticcio

Insenatura di Coticcio – Foto di Mirko Ugo

Uno dei simboli del Parco Nazionale è Cala Coticcio: rocce granitiche rosate racchiudono una piscina naturale con incredibili acque turchesi. Un paradiso per gli amanti dello snorkeling e per gli escursionisti che possono raggiungere questa insenatura, nella parte orientale di Caprera, lungo il sentiero n. 10; insieme alla altrettanto bella Cala Brigantina (sentiero n. 5), sono accessibili solo se accompagnati dalle guide escursionistiche iscritte all’albo regionale e attive sul territorio dell’Arcipelago.

Sulla costa meridionale dell’isola di Spargi si trova uno dei paradisi dell’arcipelago di La Maddalena (Ph Mirko Ugo).

Nella zonazione del Parco Nazionale l’area di tutela integrale è contrassegnata dalla sigla “Ta” nella parte a terra, “Ma” nella parte a mare. Per programmare una visita bisogna contattare le guide o chiedere informazioni all’Ente Parco (tel. URP: 0789790233; www.lamaddalenapark.it/informazioni-turistiche/guide-ambientali-escursionistiche/guide-turistiche)

Una squadra in crescita

Fabrizio Fonnesu, Presidente del Parco Nazionale.

Non nego, con un certo orgoglio vantato anche da maddalenino, che l’Arcipelago di La Maddalena sia davvero uno dei posti più belli che il pianeta terra abbia in dono.

Flora e fauna di particolare pregio, spiagge incantevoli e mare dalle mille sfumature di blu e verde… tutti conoscono questa piccola perla del Mediterraneo, ma in pochi sanno di trovarsi all’interno di un’area protetta o in un Sito di Interesse Comunitario e Zona a Protezione Speciale.

Per quanto gli sforzi comunicativi del Parco, in questi ultimi anni, siano stati apprezzabili e significativi, molto resta da fare per far conoscere le caratteristiche ambientali inestimabili di questi luoghi, educando al contempo tutti i fruitori “estivi” ed “invernali” ai corretti comportamenti da tenere in un’area protetta.

Se è vero che gli utenti in generale vanno istruiti, il primo passo da fare è quello di dare il buon esempio e questo sarà uno degli obiettivi che mi prefiggo di raggiungere nell’arco dei 5 anni di mandato come Presidente del Parco.

Concentrare tutti gli sforzi e le risorse di un Ente come il nostro per intraprendere maggiori e più significative azioni di tutela e salvaguardia ambientale è un dovere che non possiamo più permetterci di trascurare, considerati i problemi che, a livello mondiale, affliggono il nostro clima e il nostro ambiente.

Dobbiamo infatti migliorare molto sotto quest’aspetto, magari prendendo esempio dalle numerose iniziative di salvaguardia attuate da altri Parchi ed Aree marine protette, concentrandoci in particolare, sulla protezione delle nostre coste e delle nostre spiagge che troppo soffrono per un mal regolato impatto antropico durante i pochi mesi estivi.

Sicuramente dobbiamo continuare a valorizzare forme di turismo “lento” attraverso l’ampliamento della nostra rete sentieristica anche nelle restanti isole dell’Arcipelago.

Le guide ambientali escursionistiche, già da diversi anni assunte per i mesi estivi, continueranno a offrire un importante contributo alla vitalità delle attività escursionistiche.

Infine, concentreremo tutti gli sforzi per stringere accordi con le scuole, Università e professionisti del settore: divulgare messaggi di Educazione Ambientale e sviluppare l’offerta educativa che il Parco, anche attraverso il proprio Centro di Educazione ambientale, può e deve offrire, è senza dubbio una sfida entusiasmante, che verrà colta dai molti attori che avremo cura di coinvolgere nei nostri progetti.

Gestire un così vasto territorio come quello dell’Arcipelago di La Maddalena, non è un compito facile, ma posso vantare e contare su di una “Equipe” di elevata esperienza professionale tra tecnici ed amministratori dell’Ente.

Sono certo che attraverso questa nuova Governance sarà possibile dimostrare a tutti i fruitori del bene Parco, nonché alla comunità locale, che uno sviluppo sostenibile è possibile, anche laddove molte aspettative sono state deluse o dove non si è saputo rispondere, in maniera davvero efficace, alle legittime richieste di servizi ambientali.

Gli itinerari dell’isola di Caprera

Gli itinerari escursionistici proposti sono semplici, con dislivelli minimi e sono segnati con la tipica bandierina rosso-bianco-rosso del Club Alpino Italiano e ometti di pietra. Questi anelli uniscono più sentieri che prevedono lungo il percorso “tabelle segnavia” e “tabelle di località”; soprattutto presso i bivi riportano anche il nome e il numero del sentiero, tempi di percorrenza e grado di difficoltà.

 

Notizie utili

Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena
Via Giulio Cesare, 7 – 07024
La Maddalena (SS) Centralino: 0789 790211
Per i permessi diporto, pesca, immersioni: 0789.790224

www.lamaddalenapark.it

Testo di Enrico Bottino e Patrizia Colnago. Foto di Mirko Ugo

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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