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Lazio: il Cammino di Benedetto

Categorie: Italia, Reportage
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Si tratta di un lungo percorso (300 chilometri circa) che attraversa la dorsale appenninica entrando nel Lazio, per terminare a Cassino, a pochi chilometri dal Molise e dalla Campania.

Da nord a sud, l’itinerario del Cammino di Benedetto tocca diverse abbazie fondate dal santo e dai suoi discepoli.

Spesso sono siti che commemorano momenti fondamentali della vita di Benedetto, o rappresentano i segni della diffusione di una dottrina che non fu solo spirituale e religiosa, ma costituì il primo passo per la ricostruzione di una società civile intorno ai valori del lavoro, della cultura e della solidarietà considerati il fondamento della civiltà europea (non a caso San Benedetto è stato proclamato “Patrono d’Europa” da Papa Ratzinger).

Cammino di San Benedetto, Sacro Speco di San Benedetto a Subiaco (Ph: Archivio MiBACT – Paolo Sbraga)

Dopo la partenza da Norcia, città natale del santo, il percorso entra nel Lazio nel territorio di Leonessa e prosegue nella valle Santa reatina, toccando alcuni dei luoghi già tappa del Cammino di Francesco: il monastero di Poggio Bustone, il borgo di Cantalice, il solitario monastero de La Foresta e infine il centro di Rieti.

Scendendo lungo la Val Turano si tocca Rocca Sinibalda e si attraversa il territorio del Parco dei Monti Lucretili.

Poi si raggiunge Licenza, dove ancora si scorgono i resti della magnifica villa di campagna che fu del poeta latino Orazio e Vicovaro, dove è d’obbligo la visita a un piccolo capolavoro di arte rinascimentale: il tempietto di San Giacomo, che l’architetto Domenico di Capodistria realizzò su commissione della potente famiglia degli Orsini.

I Monti Lucretili, foto di Elisabetta_81

I Monti Lucretili, foto di Elisabetta_81

Qui si trova anche il Convento di San Cosimato, accanto al quale si trovano diverse grotte abitate un tempo dai monaci eremiti. Sullo stesso percorso, una deviazione conduce al più suggestivo dei siti benedettini, il Santuario della Mentorella a Capranica Prenestina.

Entrati nella Valle dell’Aniene si giunge nei luoghi dove san Benedetto peregrinò per individuare il luogo adatto al suo eremitaggio.

Si arriva così a Subiaco, dove, ai piedi di una parete rocciosa che sovrasta la valle, sorge il magnifico Monastero del Sacro Speco, che sorge nei pressi della grotta che fece da eremo a Benedetto.

Lo spettacolare monastero di Subiaco. Foto di Supermiagolator

Lo spettacolare monastero di Subiaco. Foto di Supermiagolator

Dopo la visita al Sacro Speco e al vicino Monastero di Santa Scolastica, l’unico rimasto dei primi tredici monasteri fondati nell’alta valle dell’Aniene, l’itinerario abbandona la provincia di Roma per attraversare il territorio del Parco Regionale dei Monti Simbruini addentrandosi nella provincia di Frosinone.

Qui fa tappa dapprima alla Certosa di Trisulti, a Collepardo e, proseguendo, alla Badia di Sebastiano, nel comune di Alatri e all’abbazia di Casamari, presso Veroli.

La Certosa di Trisulti

La Certosa di Trisulti

Il Cammino di Benedetto si conclude alla grande Abbazia di Montecassino, vero e proprio centro della religiosità benedettina.

Qui San Benedetto fondò il suo primo monastero e qui scrisse la sua celebre Regola, sintetizzata nella formula ora et labora che costituì per secoli uno dei principi fondatori del monachesimo occidentale.

Nonostante le ripetute devastazioni, la più drammatica delle quali avvenne alla fine della Seconda Guerra Mondiale, l’abbazia fu sempre ricostruita e sa restituire ancora oggi intatti il fascino e le suggestioni della grande esperienza religiosa e culturale di Benedetto e dei suoi discepoli.

Gli itinerari:

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