Legambiente premia le eccellenze: i 35 comuni italiani 100% rinnovabili | Trekking.it

Legambiente premia le eccellenze: i 35 comuni italiani 100% rinnovabili

Categorie: Italia, Reportage
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In apertura: Campo di Tures, in provincia di Bolzano, è uno dei 35 comuni 100% rinnovabili. Foto di János Korom Dr.

Sono 35 e, sotto il profilo energetico/ambientale, sono i più virtuosi d’Italia: ecco i “comuni 100% rinnovabili”. Dalla provincia di Bolzano a quella di Grosseto, dal Friuli alla Val d’Aosta, in questi centri abitati il fabbisogno energetico è garantito esclusivamente da fonti rinnovabili.

Si fa molto parlare di problematiche legate al surriscaldamento globale, alle energie pulite e alle fonti rinnovabili: sono tematiche macroscopiche, spesso molto complicate, che interessano (o dovrebbero interessare…) tutti i cittadini. In un paese con alta densità di abitanti e dal profilo orografico articolato come l’Italia, spesso le energie rinnovabili risultano una risorsa energetica ancora troppo poco sviluppata. Pensare di coprire i fabbisogni di città come Roma, Milano, Torino o Napoli con l’uso esclusivo di energia proveniente da fonti rinnovabili suona oggi come un’utopia, ma non sempre le azioni più virtuose vengono dalle grandi città…

Ecco allora che giungono a dare il buon esempio i 35 comuni 100% rinnovabili, una serie di paesi – perlopiù di piccole dimensioni – che riescono a fornire energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili sia per quanto riguarda le componenti termiche (riscaldamento delle abitazioni private, acqua calda ecc.) che elettriche.

A premiare i 35 è stata Legambiente (nel “Rapporto comuni rinnovabili 2015” pubblicato nel maggio 2015), che ha dichiarato i vincitori in base a criteri qualitativi e quantitativi, prendendo in considerazione i comuni che utilizzano almeno tre tecnologie differenti per fornire energia. Nei criteri di Legambiente sono incluse anche le forniture di energia termica, il cui “peso” energetico troppo spesso viene ignorato, nonostante rappresenti una componente fondamentale nei consumi nazionali pro-capite (e i cui costi spesso hanno un fortissimo peso sulle famiglie italiane).

Celle fotovoltaiche su un tetto. Foto di Luigi V.

Celle fotovoltaiche su un tetto. Foto di Luigi V.

Nella classifica finale hanno avuto accesso solo quei comuni che hanno dimostrato di saper coniugare le diverse tipologie di fonti e che “rappresentano oggi il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In queste realtà sono gli impianti a biomasse e geotermici allacciati a reti di teleriscaldamento a soddisfare ampiamente i fabbisogni termici e un mix di impianti diversi da fonti rinnovabili a permettere di soddisfare e superare, spesso ampiamente, i fabbisogni elettrici dei cittadini residenti”.

Biomasse, biogas, eolico, idroelettrico, geotermico, fotovoltaico…sono molte le risorse utilizzabili grazie alle evoluzioni tecnologiche contemporanee. Dai dati di Legambiente si legge però anche un altro dato molto interessante: se difatti non sono così numerosi i comuni pienamente autosufficienti sotto il profilo energetico, ben più incoraggianti sono i dati che riguardano quelle località in cui i consumi elettrici provengono al 100% dalle rinnovabili.

Una centrale geotermica in Islanda. Foto di Dimitri Feltrin

Una centrale geotermica in Islanda. Foto di Dimitri Feltrin

Tra queste, non solo piccoli borghi poco popolosi: gli esempi di Parma (dove grazie a 4 tecnologie rinnovabili si riesce a coprire il 100% dei consumi elettrici dei privati) e Ravenna (che raggiunge gli stessi obbiettivi con l’unione di fotovoltaico, eolico e bioenergie solide, liquide e gassose) dimostrano che anche nei centri di maggiore dimensione è applicabile questo trend positivo.

Sono poi 515 i comuni italiani che coprono i propri consumi elettrici con percentuali che oscillano tra i 70 e i 99 punti con l’energia “pulita”, 485 quelli che la utilizzano tra il 50 e il 70%.

La mappa di Legambiente che illustra i comuni virtuosi d'Italia

La mappa di Legambiente che illustra i comuni virtuosi d’Italia

Menzione speciale per il comune bolzanino di Campo Tures, dove l’energia proviene da 7 diverse fonti e il fabbisogno elettrico viene fornito da impianti gestiti da pubblici e privati. A Campo Tures perfino l’acquedotto riesce a fornire elettricità grazie ad una mini turbina che sfrutta il passaggio dell’acqua potabile. Anche il comune di Morgex, in Val d’Aosta, si è distinto per una serie di iniziative che hanno portato negli anni ad un notevole incremento della sostenibilità del suo territorio, tra tutte l’implementazione di un “catasto solare” e la promozione di tetti fotovoltaici sulla sommità dei propri edifici.

Per una lista completa dei 35 comuni, cliccate su questo link.

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