Madeira: 10 buoni motivi per camminare sull'isola portoghese | Trekking.it

Madeira: 10 buoni motivi per camminare sull’isola portoghese

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A Madeira il clima è primaverile tutto l’anno. Montagne che svettano da un oceano di un blu profondo. Una fitta rete di sentieri e levadas per escursioni di tutti i tipi.

Un’abbondanza di frutta esotica e frutti di mare superlativi. Qui a Madeira vini insoliti ammaliano con profumi e sapori intensi. Le fitte e grandi foreste di Laurisilva con oltre tre quarti di isola Parco Naturale e Riserva della Biosfera UNESCO. Se volete programmare una vacanza ra foreste e vette vulcaniche, sappiate che la parola “noia” è bandita in questa isola giardino del Portogallo

Madeira sembra essere l’isola che ha tutto

Archivio Shutterstock

Eppure un tempo la “perla dell’Atlantico” del Portogallo aveva un forte problema di immagine. “Un posto squallido e noioso”, disse un amico inglese allo scrittore americano Paul Bowles negli anni ‘50. “Nessuno ci va, tranne signore molto anziane.” Bowles – noto per i suoi viaggi negli angoli più selvaggi del Nord Africa – ignorò gli avvisi dell’amico, partì alla volta dell’isola e rimase incantato da Madeira e da tutto quello che riesce a offrire.

A circa quattro ore di volo da Roma o Milano, Madeira è un paradiso per gli escursionisti di ogni specie, particolarmente popolare per inglesi, francesi e tedeschi, anche se, in questa tranquilla destinazione per tutto l’anno a 300 miglia a ovest del Marocco, si sta sempre più intensificando la presenza di turisti italiani.

La storia di Madeira offre spunti molto interessanti. Nel XV secolo, Madeira era una grande piantagione di canna da zucchero che riforniva di dolcezza l’Europa settentrionale. I mercanti di Anversa e Bruges erano tra i migliori clienti, il che spiega come Funchal divenne uno scrigno di opere d’arte di Dieric Bouts, Gerard David e altri maestri fiamminghi. Successivamente, anche Cristoforo Colombo si fermò sull’isola per diversi anni, in quanto sposò la figlia del governatore di Porto Santo; qui ebbe modo di studiare le correnti che resero possibile la cosiddetta “scoperta” dell’America.

Le perle di Madeira

Archivio Shutterstock / Balate Dorin

1 – LE PISCINE NATURALI DI LAVA NERA DI PORTO MONIZ non sono lontane dalla capitale dell’isola, Funchal. Fino a poco tempo fa ci volevano diverse ore di tortuosa strada di montagna per arrivarci. Ora sono raggiungibili in poco più di mezz’ora grazie a una rete di autostrade e tunnel che attraversa il cuore roccioso dell’isola.

A Porto Moniz le piscine naturali si sono formate grazie all’incontro tra le onde dell’Atlantico e qualche eruzione vulcanica preistorica, che formava anelli appuntiti di roccia lavica nera lungo il litorale. Con il tempo, l’erosione ha trasformato gli anelli arrotondandoli trasformandoli in uno dei posti balneabili più strani e più belli del mondo.

Più di 4.500 metri quadrati di piscine di acqua salata limpide e tranquille, riempite dalle onde marine, scaldate dal sole tropicale e separate dall’impetuoso surf oceanico dalle pareti laviche.

2 – LEVADAS, CANALI DI IRRIGAZIONE IN PIETRA. Una rete di sentieri escursionistici che segue più di 1500 chilometri di canali di irrigazione in pietra, stretti tra valli e montagne, noti come levadas, che attraversano in lungo e largo il massiccio montuoso di Madeira.

Molti conducono alla foresta Laurisilva, un residuo della vegetazione semi-tropicale che copriva completamente l’isola prima che gli esploratori portoghesi arrivassero nel 1419, importante per l’equilibrio climatico che a varie ripercussioni si riflette anche sulle grandi correnti atlantiche e cicloniche. Una delle levadas più panoramiche è la Levada do Caldeirao Verde, che si snoda per sette chilometri penetrando con tunnel pedonali oltre le radure verdeggianti e regalando agli escursionisti le immense viste sull’oceano prima di emergere nuovamente in una radura dove una cascata si getta da 91 metri di altezza a formare un laghetto incantato di acqua cristallina.

3 – UNA VARIETÀ DI AMBIENTI CON POCHI PARI AL MONDO. La parte est di Funchal permette di fare un viaggio sulle montagne russe lungo pendici vertiginose, villaggi pittoreschi e selvagge rive dell’Atlantico. La varietà di paesaggi è sconcertante: c’è l’Africa tra le piantagioni di banane di Calheta; c’è l’Irlanda a pochi chilometri lungo le falesie erbose di Ponta do Pargo; ci sono i paesaggi cinesi tra le vette di Pico Ruivo ricoperte di nuvole che sembrano dipinti.

Pesce lama – Foto di Alfred Koop da Pixabay

4 – IL MERCATO DOS LEVRADORES DI FUNCHAL. Uno spettacolo unico al mondo! Venditori di fiori vestiti con tradizionali e gonne color arcobaleno. Mercanti di pesci che maneggiano machete per tagliare il tonno a forma di siluro e il temibile (ma ottimo!) pesce sciabola. Il pesce è favoloso, ma qui la frutta è l’attrazione principale. Quasi tutto quello che c’è al mercato cresce qui. Le banane dell’isola sono piene di sapore e c’è una varietà sconcertante di frutti della passione, papaia, mango, mele alla crema e qualcosa che assomiglia a una pigna chiamata monstera deliciosa, che ha il sapore della banana incrociata con l’ananas.

Sicuramente, però, la curiosità porta tutti i visitatori a soffermarsi alla zona dei banchi del pesce per guardare da vicino il pesce sciabola. È impossibile non vedere questi abitanti da incubo degli abissi oceanici: lucide creature simili a serpenti neri con occhi sporgenti e mascelle da lupo. Il pesce sciabola nero è il pesce preferito di Madeira: la carne bianca e soda viene servita ovunque, spesso in combinazioni strane ma gustose con banane fritte e maracuja.

Accanto al mercato, lo Snack Bar Coca Cola, con la facciata in marmo, serve un leggendario sandwich che schiaccia il pesce sciabola marinato con cipolla e aceto in un “bolo do caco”, una tipica pagnotta di Madeira fatta utilizzando farina di patata dolce. Ancora meglio se innaffiato con un bicchiere ghiacciato di birra corallo prodotta nell’isola.

5 – LA VERTIGINOSA: FAJÃ DOS PADRES

Una striscia di terra ai piedi delle scogliere che la dominano, raggiungibile solo in barca o con una precipitosa discesa in funivia. Tavoli ombreggiati da palme si affacciano su una spiaggia di ciottoli, mentre tutto intorno ci sono giardini che forniscono frutta e verdura biologica. Un tempo Fajã era un ritiro per sacerdoti gesuiti che producevano dolci vini Malmsey per rendere più piacevole il loro isolamento, mentre i viaggiatori moderni che cercano di allontanarsi da tutto possono fermarsi a mangiare o sorseggiare un frullato di mango ai piedi della scogliera.

Cabo Girao – Archivio Wikipedia

6 – CABO GIRAO, LA SCOGLIERA PIU’ ALTA D’EUROPA. Irlanda e Norvegia potrebbero contestare l’affermazione di Madeira di avere la scogliera più alta d’Europa. Questi dettagli non hanno molta importanza quando i visitatori entrano nella piattaforma di osservazione dal pavimento in vetro di Cabo Girao e guardano in basso a 900 metri sotto i loro piedi le onde dell’Atlantico sottostante. Il promontorio di Cabo Girao è un pezzo di roccia lavica nera che incombe sul paesino di Camara de Lobos, usato dai portoghesi nell’anno della scoperta come punto di inizio e fine della prima circumnavigazione dell’isola.

Pico do Arierio e Pico Ruivo – Bigstockphoto . Nik Soroking  Ni

7 – PICO RUIVO: IL TETTO DELL’ISOLAVale la pena dirigersi a nord, verso Pico do Arieiro. La salita ripida fa sì che le macchine lottino per uscire dalla terza marcia, ma la salita vale la pena quando la strada emerge su un altopiano illuminato dal sole rotto da picchi spogli che si insinuano attraverso soffici nuvole bianche. Le viste possono estendersi dalla costa settentrionale frastagliata a Funchal, nel sud.

Da qui un bellissimo sentiero panoramico porta alla cima più alta di Madeira, Pico Ruivo a 1888m di altitudine. Raggiunta la cima da dove si può ammirare l’isola come se fosse una carta geografica, ci si può dirigere verso Monte, la quintessenza dell’esperienza di un viaggio a Funchal dal 1850…

8 – IL TOBOGA VERSO FUNCHALSotto la bella chiesa di Nossa Senhora do Monte, che ospita le spoglie mortali di Carlo I, ultimo imperatore di Austria – Ungheria, bande di uomini muscolosi in pantaloni bianchi e cappelli di paglia si adagiano in mezzo a cataste di toboga fatte di canne intrecciate. I visitatori a due a due si infilano in uno di questi carrelli – slittino che saranno lanciati da due uomini su una discesa a strapiombo lungo due chilometri di ripidi vicoli stretti. I corridori si aggrappano alla slitta per guidarla verso Funchal a velocità che può arrivare anche a 65 chilometri all’ora. La corsa termina nei pressi di un parco pubblico dove ci si può riprendere prima di tornare alle bellezze madeirensi.

Tropical Botanical Garden a Funchal, sull’isola di Madeira – Archivio Bigstockphoto

9 – GIARDINI TROPICALI . Come non parlare infine degli stupendi giardini tropicali vanto dell’isola? La madre di tutti i giardini pubblici è il Jardim Botanico da Madeira, che trabocca di oltre 3000 tipi di piante. Tra questi ci sono le fioriture endemiche dell’isola come i gerani “rosa shocking” di Madeira o il fiero “orgoglio blu” dei fiori di Madeira. I giardini attuali si estendevano attorno a una quinta costruita da una famiglia britannica intorno agli anni 1880 che gode di ampie vedute su Funchal, sulle quali ci possiamo rilassare in attesa di lasciare questo paradiso e tornare alle nostre vite terrene, sognando di tornare al più presto in questo piccolo pezzo di terra sperduto in mezzo all’Atlantico.

Archivio Shutterstock

10 – I RISTORANTI DI MADEIRA. I ristoranti di Madeira si stanno rapidamente costruendo una reputazione gastronomica internazionale. Il Gallo d’Oro al Funchal’s Cliff Bay Hotel ha conquistato la sua seconda stella Michelin nell’edizione 2017 e la guida del produttore di pneumatici ha dato una prima stella al prestigioso ristorante William nell’hotel di Reid.

Gli chef dell’isola utilizzano tutti ingredienti locali per creare piatti come la tempura di pesce sciabola nera, la crema di riso con patelle grigliate, il ketchup di tamarillo o la creme-brûlée di frutto della passione con gelato alla mela e basilico.

Curral das Freiras, un villaggio circondato da un anfiteatro di montagne frastagliate, è rinomatO per le castagne raccolte dai pendii boscosi più bassi. In stagione, vengono mangiate arrostite in strada o su tavoli da pranzo, elaborate in piatti come zuppa di castagne, capretto arrosto con castagne e budino di castagne innaffiato con liquore di castagne.

Anche il vino di Madeira è tornato di moda, soprattutto negli Stati Uniti. Le vendite sono raddoppiate e le vendemmie producono vini di diverse qualità che vendono per migliaia di litri. I migliori provengono da singole varietà di uve, che vanno dalle asciutte Sercials e Verdelhos, servite come aperitivi, ai ricchi Buals e Malmseys, perfetti per accompagnare le torte di sciroppo di canna da zucchero tipiche dell’isola.

In tema culinario, nonostante tutte le acque ricche di frutti di mare (famose le lapas, patelle grigliate con burro e aglio), il piatto preferito degli isolani è spudoratamente carnivoro: l’Espetada, che consiste nel marinare pezzi di manzo con aglio, vino e sale e poi infilzarli in un bastone tagliato dagli alberi di alloro, e quindi arrostito sui carboni ardenti. Il posto migliore per gustare una “boa espetada”? Nel villaggio collinare di Estreito de Camara de Lobos, sede di rinomati ristoranti come Santo Antonio, Viola e As Vides, dove viene servita con cubetti di polenta fritta e patatine fritte con aglio e origano.

Madeira è famosa per il suo vino, ma anche per i posti dove i locali si dissetano con una potente bevanda chiamata poncha. È tradizionalmente prodotto con aguardente de cana (rum dell’isola) con succo di limone, succo di arancia e miele, anche se a volte vengono utilizzati frutto della passione, mandarino o altri frutti. Il ghiaccio è facoltativo, ma la poncha fatta al momento è sempre meglio delle varietà commerciali in bottiglia.

Testo di Stefano Spinetti

 

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Testo di Stefano Spinetti

A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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