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Le Madonie, giardino del Mediterraneo

Categorie: Italia, Reportage
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Le Madonie si trovano al centro della lunga catena montuosa che si estende da Messina a Trapani. Nel punto più alto sfiorano i 2000 metri e in alcuni tratti, tra Pollina e Cefalù, si gettano a mare con pareti a strapiombo. Una notevole varietà di ambienti e particolari condizioni climatiche hanno creato qui le condizioni per far convivere una accanto all’altra piante tipiche di tre continenti.

Nell’immaginario collettivo la Sicilia è terra di belle calette, lunghe spiagge lambite da acque cristalline, vaste colline arse e assolate dal sole. Niente di più vero! Ma accanto a questi paesaggi se ne trovano altri, formati da ampi e articolati complessi montuosi, che lasciano increduli i più.

La Sicilia, infatti, è una delle regioni con più zone montuose d’Italia. Anche se più modeste rispetto ad altre montagne d’Italia, queste cime rivestono notevole interesse dal punto di vista botanico e paesaggistico.

A metà strada tra Messina e Trapani si ergono Le Madonie, definite dagli studiosi “un crocevia dove convivono le piante di tre continenti”. In questi monti, infatti, per tutta una serie di fattori, si possono trovare a breve distanza piante che crescono nel centro Europa, nel nord Africa, nel Medio Oriente.

Un’eccezionalità che avevano intuito i più autorevoli botanici del Settecento e Ottocento che qui condussero gran parte dei loro studi. Lojacono Pojero nell’introduzione alla sua monumentale opera in 5 tomi, “Flora Sicula”, pubblicata nel 1886, come a volersi giustificare per aver dedicato grande spazio alle Madonie scrisse che “son’esse che dànno alla Flora Sicula quel lustro che giustamente gode fra le Flore mediterranee”.

Francesco Maria Raimondo, tra i più autorevoli botanici contemporanei, scrive che “su appena il 2% della superficie dell’Isola – questa l’area occupata dalle Madonie – è concentrata oltre la metà delle specie che ne compongono la flora più evoluta consistente in circa 2600 piante differenti. Una modestissima area ospita quindi quasi lo stesso numero di specie presenti in altri territori del Mediterraneo quali l’Egitto, la Tunisia o l’Algeria”.

Ad accrescere l’interesse botanico di questi monti sono i tanti endemismi, e quelle specie rare che si possono riscontrare qui e in poche altre aree, spesso dislocate in posti molti lontani tra loro, come il Nord Africa e i Balcani, a testimonianza di antiche connessioni esistenti tra questi territori.

Il caso più emblematico di endemismo è rappresentato dall’abete dei Nebrodi. In tutto il mondo esistono circa 30 esemplari dislocati nell’area tra Vallone Madonna degli Angeli e Monte Scalone, in territorio di Polizzi Generosa. L’abete può raggiungere i 10-15 metri di altezza e ha una particolare disposizione dei rametti: da ciascuno dei principali se ne dipartono due laterali, a formare tante piccole croci. Da qui il nome in vernacolo di “Arvulu cruci-cruci”.

Localmente molto comuni sono altre specie endemiche, come l’alisso dei Nebrodi, l’astragalo dei Nebrodi, la ginestra di Cupani, il cardo di Boccone, il lino delle fate siciliano.

Di tutto rispetto la copertura forestale, grazie a specie mediterranee come leccio, roverella, sughera, e continentali, come rovere e faggio, quest’ultimo al suo limite europeo sud-occidentale. Di notevole interesse per la monumentalità delle piante di agrifoglio, Piano Pomo. Qui diverse piante di agrifoglio, che si stima raggiungono i 300 anni di età, superano i 15 metri di altezza formando un bosco rigoglioso.

I sapori della tradizione

Le meraviglie delle Madonie non si esauriscono qui: nei piccoli borghi distribuiti lungo i versanti del complesso montuoso, alcuni di origini antichissime, si custodisce un patrimonio artistico da fare invidia a tanti musei. Centri come Cefalù e Castelbuono sul versante settentrionale, o Polizzi Generosa e le due Petralie sul versante meridionale, sono delle tappe imperdibili.

A carvaccata i vistiamara

Inoltre le visite ai centri urbani sono anche delle ottime occasioni per andare alla ricerca dei sapori tradizionali: la manna a Castelbuono e Pollina, il fagiolo badda e lo sfoglio a Polizzi Generosa, la provola delle Madonie un po’ in tutti i centri abitati, il prelibato e rarissimo fungo di basilisco nei paesi che gravitano attorno al Carbonara. Tante possibilità per deliziare la vista e il palato.

Sfizi di gola: lo sfoglio

Alla fine di una piacevole passeggiata nella natura, perché non concedersi un piccolo peccato di gola! Basta arrivare a Polizzi, entrare in una delle pasticcerie e chiedere una porzione del dolce più famoso della cittadina ossia lo sfoglio, ovvero U Sfuagghiu, come viene chiamato in vernacolo, una torta a base di formaggio pecorino fresco (tuma).

La sua origine risale al Seicento e si deve, secondo la tradizione, alla genialità ed inventiva delle suore Benedettine del monastero di Santa Margherita, che, per festeggiare San Benedetto, vollero ideare un dolce speciale. La ricetta originale per secoli fu custodita dalle suore mentre, dopo la chiusura del monastero a fine Ottocento, alcune famiglie polizzane l’hanno tramandata fino ad oggi.

La manna

Per molti è un prodotto divino che per quarant’anni piovve nel deserto sfamando gli ebrei; per altri è solo un qualcosa di buono che arriva in modo inaspettato. Ma sulle Madonie la manna è un prodotto dolciastro che si ricava da due specie di frassino.

La sua produzione, un tempo diffusa in diverse aree del mediterraneo, oggi è esclusiva di una ristretta area delle Madonie tra le campagne di Pollina e Castelbuono. Qui in estate alcuni contadini, ormai più per passione che per un effettivo ritorno economico, con uno strumento simile alla roncola, u cutiaddu â manna, ogni giorno di buon ora intaccano la corteccia degli alberi, a una distanza di uno/due centimetri, per favorirne la fuoriuscita di un liquido che a contatto dell’aria calda si rapprende assumendo un colore bianco-giallognolo. Per le sue molteplici proprietà la manna da secoli viene utilizzata per la produzione di alimenti, farmaci e cosmetici.

Testo e foto di Vincenzo Anselmo

www.itinerarisicilia. com
sito dell’autore Vincenzo Anselmo

Ente Parco delle Madonie
Tel. 0921.684011, www.parcodellemadonie.it

CAI sezione di Polizzi Generosa
www.caipolizzigenerosa.org

CAI sezione di Petralia Sottana
petraliasottana@cai.it

CAI sezione di Cefalù
www.caicefalu.it

cefalu@cai.it

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