Il presepe di Manarola: Natale alle Cinque Terre | Trekking.it

Il presepe di Manarola: Natale alle Cinque Terre

Categorie: Italia, Reportage
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Decine di migliaia di persone accorrono da ogni dove alle Cinque Terre per ammirare l’evento di luce creato dall’energico Mario Andreoli, che da 54 anni continua a salire sulla collina di Manarola per curare il Presepe più grande del mondo.

Il borgo di Manarola è suggestivo di giorno quando è baciato dal sole, ma c’è chi lo ha reso luminoso anche di notte quando la collina sopra il paese fa eco alle stelle. “Mio padre nel 1961 sul letto di morte mi chiese di mettere una croce sulla collina del paese dove era collocata la stazione terminale della Via Crucis: lo feci e la illuminai con una batteria”. “L’iniziativa tra la meraviglia generale evocò ricordi passati: gli anziani rammentavano non una ma tre croci, fu così che l’anno successivo posi anche le due croci laterali dei ladroni”.

Era il 1999, Mario Andreoli nella penombra della sua cantina, sorseggiando un bicchiere di vero sciacchetrà mi rese partecipe di questa sua passione. L’anno prima ero stato sul poggio di fronte alla collina delle Tre Croci per ammirare la rappresentazione della Natività – il posto più ricercato dai turisti per assistere all’accensione del Presepe – ed ero rimasto ammirato da un tramonto mozzafiato e dal trenino a cremagliera, utilizzato normalmente durante la vendemmia, che procedeva tra i personaggi a grandezza naturale (pastori, contadini, pescatori, re magi e angeli) trasportando la stella cometa con due angioletti che muovevano le ali. Sull’ultimo vagone c’erano due crocerossine e sull’ultimo la Croce Rossa italiana: una fila di luci solidale ai bambini mutilati dalla guerra”.

Il presepe è un simbolo di pace, come tiene a sottolineare Andreoli. Da allora, dopo quella breve intervista – Mario doveva dirigersi alla collina, naturalmente – sono poche le rappresentazioni della Natività che mi sono perso, anche perché l’ex ferroviere anno dopo anno apporta novità e nuovi personaggi, passando così dai 30 figuranti dell’84 ai 300 di oggi. I figuranti sono illuminati da più di 17.000 luci e 8 chilometri di cavi elettrici: numeri importanti che ne fanno il Presepe più grande del mondo, inserito nel Guinness dei primati nel 2007.

Una bella soddisfazione al pensiero che Mario iniziò nel 1961 in piena solitudine, con grande umiltà e tenacia, lavorando alla sua creazione tutti i mesi dell’anno; fortunatamente a lui si sono affiancati, in quest’opera di volontariato, anche i soci del Club Alpino di La Spezia. Ma non è finita: Mario Andreoli sente anche la Pasqua e allora lui non si ferma, passata la Natività smonta tutto e riparte con la realizzazione delle stazioni della Via Crucis che accende nel periodo pasquale. La colomba della pace scende dalla collina sopra 100 figure realizzate con materiali poveri di recupero che “racconteranno” la deposizione, il Sepolcro e la resurrezione di Cristo.

Mario Andreoli ha trasformato la sua collina di Manarola, quattromila metri quadrati di fasce un tempo dedicate alla vigna, in un'opera totale. (Ph Enrico Bottino)

Mario Andreoli ha trasformato la sua collina di Manarola, quattromila metri quadrati di fasce un tempo dedicate alla vigna, in un’opera totale. (Ph Enrico Bottino)

Il mio suggerimento è uno solo: Cinque Terre al ritmo lento del camminare, magari percorrendo il Sentiero Azzurro e attraversando quelle “terre verticali” dove l’uomo ha trovato modo di piantare le sue radici, arrampicare sulla pietra grigia le sue costruzioni dai colori caldi, tracciare fra le righe di una casa e l’altra vicoletti segreti e mai luminosi. Organizzate l’escursione per trovarvi all’approssimarsi del crepuscolo a Manarola, per ammirare lo straordinario spettacolo luminoso posto sulla collina Tre Croci alle spalle del borgo, un’opera meravigliosa frutto di anni di meticoloso lavoro e passione dell’ex ferroviere spezzino che a dispetto dei suoi 88 anni continua a salire sul poggio. Grazie Mario per quello che hai fatto per noi e per il tuo paese in tutti questi anni.

Immersa nel contesto d'eccezione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Manarola è la dimostrazione di come l'uomo sia in grado di intervenire sulla natura senza deturparla, ma anzi valorizzandola e rendendola ancora più affascinante e speciale. (Ph Enrico Bottino)

Immersa nel contesto d’eccezione del Parco Nazionale delle Cinque Terre, Manarola è la dimostrazione di come l’uomo sia in grado di intervenire sulla natura senza deturparla, ma anzi valorizzandola e rendendola ancora più affascinante e speciale. (Ph Enrico Bottino)

Approfondimento: il borgo di Manarola

Volastra, un pugno di case disposte a chiocciola, è totalmente circondata da vigneti. Da Volastra, nata sulla antica via Romea (strada anteriore alla romana via Aurelia) scesero al mare i padri di Manarola. Le alte case, stupende per posizione e colori, sono disposte a schiera a picco sul mare, alla sinistra del canale del Groppo, rio una volta attraversato da pittoreschi ponticelli. Le case paiono volersi tuffare in mare; in realtà sono ben salde alla roccia natia da dove scrutano il mare in cerca dei fantasmi dei saraceni. Per chi giunge a Manarola da Corniglia, il paese appare come la tela di un quadro opportunamente incorniciata dall’azzurro del mare e dal verde delle vigne. Il più interessante monumento di Manarola è la trecentesca chiesa parrocchiale di San Lorenzo, costruita con la pietra dura del posto. Sulla facciata vi è un magnifico rosone di Matteo e Pietro da Campillo; nell’abside è conservato uno stupendo polittico con fondo in oro del ’400.

Come arrivare:

Le Cinque Terre possono essere raggiunte dai comuni vicini (stazione a Levanto, Bonassola Framura e Deiva Marina) con il mezzo più rapido, il treno. Ancora meglio è scoprire la Terre “pampinose” dal mare grazie ai battelli di linea che in ogni stagione collegano le località di Monterosso, Vernazza, Manarola e Riomaggiore.

TESTO E FOTO DI ENRICO BOTTINO

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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