Neve in Valle Stura di Demonte: IDEE per il tempo libero | Trekking.it

Neve in Valle Stura di Demonte: IDEE per il tempo libero

Categorie: Italia, Reportage
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La neve rende la Valle Stura di Demonte un luogo semplicemente bello e invitante per camminare con le ciaspole o dedicarsi agli sport invernali più comuni che seguono le piste di discesa o di fondo.

Dagli 636 metri slm di Borgo San Dalmazzo ai 1996 metri del Colle della Maddalena, lungo la tortuosa strada che risale fino alla testata della valle, si staccano strette conche laterali, solcate da piccoli affluenti del torrente Stura, come il Rio Freddo, il Corborant, il Kant e il Sant’Anna, che aprono prospettive speciali per piacevoli passeggiate con le racchette da neve.

Tra fiabeschi boschi di abete bianco, abete rosso, larice e pino cembro, oppure, a quote maggiori, lungo pianori innevati alla scoperta dei laghi di Roburent, dei laghetti di Vens, e altri ancora, che alle rigide temperature invernali non possono certo definirsi specchi d’acqua.

Lago del Marlinven (Ph Enrico Bottino)

Lago del Marlinven (Ph Enrico Bottino)

Immersi nella natura protetta dal Parco naturale delle Alpi Marittime, non mancano siti d’interesse storico-cultuale, nonché artistico, come la Chiesa parrocchiale di S. Dalmazzo, o quella di S. Donato a Demonte, paese incantevole grazie anche ai suoi portici.

A quote maggiori tracce di tradizione alpina traspaiono nei borghi montani di Ferriere, San Bernolfo, Neraissa, e non solo.

 

Straordinari sono anche gli esempi di architetture militari tipiche dell’arco alpino, dalle fortezze alle batterie disseminate in tutta la valle, all’esempio più imponente, il Forte di Vinadio, costruito tra il 1834 e il 1847 per volere di Carlo Alberto di Savoia, e oggi scrigno a manifestazioni di grande fascino.

Infine, Sant’Anna di Vinadio, il santuario più alto d’Europa, a 2010 metri sul livello del mare, immerso in un anfiteatro alpino davvero unico per suggestione e bellezza.

Sant’Anna di Vinadio, il santuario più alto d’Europa (Ph Enrico Bottino)

Galassia bianca: ciaspole

D’inverno la Valle Stura di Demonte invita alla curiosità, all’avventura, a provare qualcosa di diverso. Quel qualcosa di diverso sono i percorsi sulla neve, lungo itinerari il più delle volte tabellati, realizzati per l’escursionismo primaverile-estivo, ma che sembrano pensati anche per le racchette da neve.

Naturalmente nessuno vieta di percorrere le piste secondo l’ispirazione del momento, tracciando da soli il proprio itinerario, con l’accortezza, sempre, di scegliere pendii non troppo ripidi e di essere sempre vigili e attenti, perché il rischio di valanghe e slavine esiste.

Strumento indispensabile sono, ovviamente, le ciaspole, grazie alle quali non è possibile sprofondare nella coltre di neve, abbondante da queste parti, rendendo così il tutto meno faticoso e più appagante.

Al resto pensa la natura, che peraltro può riservare all’escursionista, incontri davvero speciali, soprattutto con gli ungulati come i camosci, perché in Valle Stura di Demonte vi è una delle densità più elevate delle Alpi, il cervo, lo stambecco (una colonia è presente nel massiccio della Ciastella), il capriolo (recentemente reintrodotto a Neraissa) e il muflone, quest’ultimo sulle montagne di Ferrere.

Anche il lupo, “invisibile” al comune mortale, ha fatto recentemente e spontaneamente la sua ricomparsa sulle Alpi Marittime, con un branco stabile nella zona compresa fra il Colle della Lombarda e il Colle del Puriac. Altro ritorno gradito è quello del gipeto, il più grande rapace presente in Italia, la cui sagoma, con una apertura alare di quasi tre metri, si staglia nuovamente nei cieli della Valle Stura.

Nell’alta Valle Stura di Demonte, la stazione per lo sci alpino dell’Argentera è nota per l’ottima qualità della neve e per il buon innevamento; ubicata al centro di un paesaggio tipicamente alpino, con 30 km di piste, si sviluppa su un dislivello di ben 1000 metri, proponendo pendenze adatte a sciatori di tutte le capacità.

Da segnalare anche un anello di sci nordico (8 km). A metà valle sorge invece il Centro Fondo “Scricciolo” di Pietraporzio (il suo titolo è conferito da uno dei soprannomi con cui viene chiamata la campionessa Stefania Belmondo), che conta 4 anelli per un totale di 20 km, immersi tra boschi di abeti, zone pianeggianti, in un ambiente incantevole ai piedi della borgata Pontebernardo.

PIEMONTE - VALLE STURA DI DEMONTE

Altro centro per lo sci di fondo si sviluppa tra la Piana di Aisone e Vinadio, fino a varcare i bastioni di Forte Albertino, lungo 7 anelli di per un totale di 45 km, praticabili anche ai sciatori principianti.

Anche a Festona, a quote inferiori, piste di varia difficoltà e livello si snodano tra castagni e zone più soleggiate. Per chi privilegia gli spazi vergini, o quasi, suggeriamo un itinerario per lo sci fuori pista, in ambiente suggestivo e selvaggio, nel Vallone della Valletta che conduce al Pinet nel Parco.

Infine, in una cornice alpina stupenda, non perdetevi le tante e belle piste di Bagni di Vinadio, che si dipartono dalla borgata alpina di Strepeis, a breve distanza dallo stabilimento Termale. La più bella, forse, è quella che conduce a San Bernolfo, borgata di alto valore architettonico.

La vera vocazione della zona è tuttavia lo sci alpinismo e tra i più interessanti itinerari segnaliamo le salite al monte Vaccia, al Vallone del Piz ed al Pian del Balour. Alla fine, quello che è certo, non resterete impassibili agli aspetti quasi fiabeschi conferiti dai paesaggi innevati della Valle Stura di Demonte.

Testo e foto di Enrico Bottino

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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