Paradisi ornitologici a distanza: le Isole Farne e l'arcipelago de Los Roques | Trekking.it

Paradisi ornitologici a distanza: le Isole Farne e l’arcipelago de Los Roques

Categorie: Estero, Reportage
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Dalle isole Farne, nel Nord Atlantico scozzese, all’arcipelago de Los Roques nel cuore dei Caraibi, il filo conduttore di questo viaggio in ambienti straordinari è la conservazione di habitat unici dove protagonisti sono gli abitanti del cielo

Seahouse è un minuscolo e grazioso paesino di pescatori lungo la costa nord orientale dell’Inghilterra a ridosso del confine scozzese.

La gente è cordiale, si mangia un buon pesce ma soprattutto è il luogo ideale per imbarcarsi e visitare le Isole Farne, santuario ornitologico gestito dal National Trust.

Distanti dalla costa meno di 4 miglia, le Farne sono 28 isolotti di cui la metà non più grandi di uno scoglio; hanno una superficie di circa 97 ettari e sono famose per l’enorme quantità di uccelli che vi nidificano, per un’importante colonia di foca grigia (circa 4000 esemplari) ma soprattutto per la possibilità di avvicinarsi moltissimo ed osservare tutti gli animali presenti..!!!

Alle Farne lo scenario ornitologico è realmente impressionante, tutti gli alcidi nidificanti in Gran Bretagna (con la sola eccezione dell’uria nera) sono presenti in maniera importante.

La simpatica pulcinella di mare che spesso occupa le tane dei conigli per deporre le sue uova, registra 55000 coppie.

L’uria con più di 30.000 coppie la si può osservare in grossi assembramenti mentre cova su rupi verticali e la Gazza marina poi, anche se è presente con “solo” 300 coppie circa, è facilmente osservabile sulle scogliere o in acqua mentre pesca.

Tra i gabbiani nidificano copiosi il Gabbiano reale nordico, lo Zafferano, il comune, il Mugnaiaccio ed il gabbiano Tridattilo con 4500coppie.

Le sterne poi, dopo aver volato per migliaia di chilometri, si fermano in questo magico arcipelago con diverse migliaia di coppie per deporre le proprie uova.

La visita

Per visitare le isole Farne è necessario recarsi nel paese di Seahouse da dove partono la maggior parte dei tour in barca.

Nel porticciolo vi sono una serie di chioschi dove è possibile chiedere informazioni e visionare le diverse proposte di visita intorno alle isole in modo da poter osservare in relativa comodità tutta l’avifauna presente.

Queste escursioni sono tutte abbastanza interessanti e dal costo simile.

Il periodo di visita va in genere dal 1 maggio al 31 luglio, periodo in cui è possibile osservare tutto il ciclo riproduttivo delle colonie di uccelli marini.

Le isole in cui è permesso sbarcare sono Inner Farne e Staple Island e Longstone Island.

Il tempo di navigazione per raggiungerle e di un’ora circa a seconda delle condizioni del mare, tempo in cui è possibile fare interessantissime osservazioni dall’imbarcazione.

Il tour e la permanenza sulle isole e sempre troppo breve per cui è vivamente consigliabile acquistare un biglietto con la formula “all day bird watch” che comprende la visita e lo sbarco ad entrambe le isole con una permanenza di 1,5-2 ore ciascuna per un’escursione di almeno 5 ore totali.

Questa formula consente un’esperienza ornitologica davvero unica, permettendo un contatto praticamente fisico con l’avifauna nidificante!!!

A Spasso tra Urie e Pulcinella

La prima ad essere raggiunta è Staple Island un isola praticamente piatta dalla costa rocciosa. I lamenti dei Gabbiani tridattili ed i versi delle Urie sembrano voler salutare il nostro arrivo.

Superati i primi scalini si avrà subito la sensazione di essere all’interno di un documentario della BBC; pennuti realmente ovunque..!!!

Uno stormo di Urie torna al tramonto sulle isole farne dopo una battuta di pesca – Foto Massimo Piacentino

Gabbiani tridattili che nidificano a pochi centimetri dagli scalini, marangoni dal ciuffo che sembrano voler “rubare” un pò di spazio a i loro vocianti vicini.

E poi le Pulcinelle di mare, vere star di Staple Island.

Con il loro buffo andamento a piccoli passettini si spostano di qualche metro al nostro passaggio, fermandosi un po’ più in là come per mettersi in posa….

Il tutto a portata di obbiettivo, un vero paradiso per il birdwatchers e per il fotografo!!

Saliti poi su una specie di anfiteatro naturale di roccia, troveremo alla nostra sinistra ancora numerosissimi Marangoni in cova che sembrano scrutare minacciosi il nostro arrivo con il verde smeraldo dei loro occhi.

Di fronte, grandi faraglioni traboccanti di Gabbiani tridattili, Urie e qualche Gazza marina.

Inner Farne è la più vicina alla costa inglese, delle isole Farne, ma spesso le condizioni del mare costringono le barche a rimandare la partenza – Foto Massimo PiacentinoIl tempo a nostra disposizione passa rapidamente anche perché l’isola è visitabile praticamente in tutta la sua estensione e la ricchezza di avifauna invitano a cercare inquadrature insolite un pò ovunque.

Solo alcune piccolissime zone delimitano l’accesso da fettucce arancioni poste per lo più per proteggere i turisti dai dirupi che per salvaguardare i nidi sparsi ovunque!

Il tour in genere continua con un breve giro panoramico intorno all’isola garantendo ulteriori osservazioni.

Scorcio del porticciolo di Seahouse durante la bassa marea – Foto Massimo Piacentino

Dopo di che la nostra imbarcazione si spinge fino a Longstone Island dove è situata la principale colonia di Foca grigia.

Dalla barca si riesce sempre a veder bene questo simpatico pinnipede pigramente adagiato sugli scogli, ma con un briciolo di fortuna non è raro che qualche esemplare più curioso si avvicini alla barca, abituato a non preoccuparsi della presenza umana.

Infine si arriva a Inner Farne, l’isola delle sterne.

Inner Farne è l’isola più vicino alla costa inglese; su di essa vi sorge la graziosa cappella di Saint Cuthbert ed un bel faro.

Approdati, la salita alla chiesa dal molo è sempre piuttosto avventurosa.

Lungo il sentiero nidificano centinaia di Sterne codalunga che non esitano ad attaccare “a sangue” chiunque si avvicini.

Passato l’iniziale timore si potrà godere di uno spettacolo “indimenticabile..” a parte le possibile beccatine,si potranno sfruttare i voli radenti sulle nostre teste per osservazioni ravvicinate davvero uniche!!

Arrivati alla chiesa, dove si può trovare “riparo” dalle sterne..ed usufruire del bagno, il sentiero prosegue a sud in direzione del faro nei pressi del quale vi è una larga piattaforma dove i turisti, quasi esclusivamente britannici, si fermano per riposarsi o per mangiare qualcosa.

Ai lati di questa piattaforma, internamente vi è una popolosa colonia di Pulcinella, all’esterno invece, si ergono dei pinnacoli coperti dai nidi di Urie, Marangoni, Gabbiani tridattili e l’onnipresente Gazza marina.

Il sentiero prosegue circolarmente in direzione della chiesetta attraversando una zona in cui gli Edredoni nidificano abbondantemente.

Sul lato nord dell’isola poi non è raro scorgere Beccacce di mare e Corrieri grossi che scelgono questa zona un po’ più tranquilla per deporre le loro uova.

A fianco della cappella è funzionante un “Information Center” dove i volontari del National Trust saranno lieti di rispondere a qualsiasi domanda ed informazione sull’isola( purchè posta in inglese…) .

Dopo due ore si rientra a Seahouse dopo una giornata che difficilmente dimenticheremo.

 

Un vero paradiso ornitologico

Le Isole Farne rappresentano un vero “santuario ornitologico”; nel 2007 sono state censite ben 182 specie di uccelli di cui almeno 22 nidificanti, in un contesto da favola dove tutto è pulito e dove ogni cosa funziona grazie anche al lavoro di decine di volontari che ogni anno si adoperano con entusiasmo alla tutela di questo angolo di paradiso.

Beccapesci (Sterna sandvicensis) su Inner Farne è presente una grossa colonia di Beccapesci facilmente visibili specialmente nella zona dell’attracco – Foto Massimo Piacentino

Altro scenario incontrai pochi mesi dopo, quando un amico biologo mi coinvolse per un lavoro in un diverso gruppo di isole, questa volta nei Caraibi; nel Parco Nazionale di Los Roques

 

Un sito davvero unico

Situato nel mar dei Caraibi, a circa 130Km a nord delle coste centrali del territorio continentale venezuelano, l’arcipelago è un vasto atollo corallino composto da una cinquantina di isole emerse è da rilevanti barriere coralline per una superficie di circa 221.120 ha; le calde acque raggiungono profondità di 1700 Mt ma la media dell’atollo è inferiore ai 15 metri .

L’arcipelago di Los Roques grazie alla sua ubicazione geografica particolarmente privilegiata nel mar caraibico, è l’incontro di tre ecosistemi diversi: praterie marine, barriera corallina e foresta di mangrovia.

Oltre 60 specie di coralli, circa 200 specie di crostacei, oltre 140 specie di molluschi, 280 specie di pesci tipici della barriera corallina, quattro specie di tartarughe marine(nidificanti) e 6 specie di mammiferi marini che frequentano le acque dell’arcipelago, rendono il parco un vero paradiso litoraneo marino.

Per l’avifauna poi, l’atollo, rappresenta un sito di estrema importanza .

Los Roques è un centro di confluenza per gli uccelli migratori ed è un ambiente adatto per le numerose colonie di uccelli marini e pelagici che ogni anno vi depongono le uova.

Nell’arcipelago sono state censite almeno 92 specie di uccelli di cui una cinquantina migratori provenienti dal nord America.

 

Impressioni di un viaggiatore

Il Parco Nazionale di Los Roques dista solo una quarantina di minuti di volo dalla capitale ed arrivarci è davvero un attimo; dall’alto aereo lo spettacolo è superbo; mille granelli di sabbia gettati in un verde smeraldo difficile da dimenticare, decine e decine di isole perlopiù disabitate ma brulicanti di vita animale.

L’atterraggio regala qualche palpitazione di troppo(la minuscola pista inizia e finisce sul mare..) ma arrivati si è già immersi nel clima caraibico; palme, sabbia bianca, una laguna tutta da scoprire e centinaia di vocianti pellicani a pochi metri dalla spiaggia sembrano dare il benvenuto.

Le formalità doganali, fortunatamente sono rapide e dopo pochi minuti, sistemati i bagagli in posada, si è subito pronti a scoprire le bellezze di Gran Roque.

L’isola è piccola e proprio dietro l’abitato, è situata un’interessantissima laguna brulicante di vita.

Passeggiando lunga la costa moltissimi Pellicani pescano praticamente a riva, e puntualmente vengono rapinati dai gabbiani, decine e decine di piccoli uccelli, cercano sulla battigia di conquistarsi la colazione.

Gran Roque- nell’arcipelago gli animali sono da sempre abituati ad un rapporto con la popolazione piuttosto pacifico e tollerante, grazie a molti di loro sono piuttosto confidenti – Foto Massimo Piacentino¶

Una sula fosca, sembra voler insegnare ai pellicani come si ci tuffa; diverse fregate volano bassissime pronte ad approfittare o a depredare qualsiasi uccello voli nei dintorni; sembra di essere all’interno di un documentario, invisibili a questi animali che difficilmente ci degnano della loro attenzione.

Qui le distanza di fuga sono spesso davvero irrisorie, gli isolani sono del tutto disinteressati all’avifauna ed il turismo tradizionale cerca il sole e le spiagge piuttosto che gli amici pennuti che probabilmente non hanno una memoria negativa nei confronti degli umani.

Il mangrovieto è un pullulare di vita, tantissimi aironi e sule; su un’isoletta vicino c’è una grossa colonia di nidificazione della sula piedirossi: si intravede il fermento di ali.

 

Qualche considerazione

L’arcipelago di Los Roques è un vero Eden ma non è sicuramente un luogo privo di problematiche: la pesca illegale, lo smaltimento delle acque di scarico, l’eliminazione dei rifiuti solidi, la cronica carenza di personale di vigilanza ed un turismo sicuramente in espansione, sono solo alcuni delle difficoltà con cui INPARQUES (il ministero dell’ambiente venezuelano) e gli abitanti delle isole, devono misurarsi quotidianamente.

I venezuelani, nonostante il grosso impegno di tutela, hanno ancora una coscienza ambientalista piuttosto “acerba”..

Il personale di vigilanza è davvero poco e spesso è in conflitto con i pescatori che si “dimenticano” di rispettare i vari fermi biologici e le più elementari norme di tutela ambientale (ad esempio, lavare motori e serbatoi per poi scaricare tutto in mare è piuttosto frequente…).

Noi europei dalle mille tessere delle varie associazioni ambientaliste e che firmiamo petizioni su tutto, diamo una mano oltre che il buon esempio.

  • Evitiamo di ordinare al ristorante molluschi o piccole aragoste specialmente in periodo di fermo biologico.
  • Non sprechiamo l’acqua dolce: dai rubinetti esce acqua proveniente da dissalatori(che per funzionare utilizzano gasolio) e gli impianti di smaltimento delle acque reflue non sono del tutto a “norma”
  • Non lasciamo rifiuti sulle isole anzi, se capita raccogliamo anche quelli lasciati da altri, il vento li porterebbe in mare per la gioia di pesci, coralli e tartarughe
  • Evitiamo di “passeggiare” sui coralli, ci vogliono anni per ricreare ciò che schiacciamo in pochi secondi!!

Con poche accortezze contribuiremo a prolungare la vita ad un luogo di eccezionale valore biologico,alla barriera corallina meglio conservata di tutti i caraibi, ad un sito irrinunciabile per la biologia di moltissime forme di vita ed a uno dei più bei parchi nazionali del sud America.

 

Qualche consiglio alcune notizie utili

Il paesino di Seahouse si trova nella regione inglese del Northumberland ed è facilmente raggiungibile in macchina sia da Londra seguendo la A1, sia da Edimburgo dal quale dista un centinaio di chilometri.

Numerose le possibilità sia per il vitto che l’alloggio, i Bed & Breakfast sono realmente impeccabili ad un prezzo medio di 30-40sterline a pers./notte. Molto accogliente il Seaholm(www.seaholm.co.uk) ma maggiori informazioni si trovano nell’aggiornatissimo ww.visitbritain.com

Il periodo migliore è sicuramente tra metà maggio ed i primi di agosto che coincide con la stagione riproduttiva degli uccelli.

Il Sig Billy Shiel (www.farne-islands.com) è sicuramente la persona più indicata per accompagnarvi alle isole Farne,la prenotazione non è obbligatoria ma consigliata nei week end tel 44 (0) 1665 720 308.

Le escursioni sono abbastanza care; per l’All day birdwatch, che consiglio vivamente, il costo(2008) si aggira sulle 25sterline per adulto/15 sterline bambino.

Ad ogni sbarco viene richiesta una “tassa d’accesso” dal National Trust di 5,60 Sterline per adulto/2,80 bambino ma vi renderete conto che sono soldi spesi bene!!

E bene ricordare che le partenze( e gli sbarchi..)sono condizionati dalla situazione meteo, personalmente ho conosciuto 4 birdwatchers italiani che “tentavano” l’imbarco dopo 2 cancellazioni consecutive….può succedere!!

Non dimentichiamoci di mettere nello zaino impermeabile, cappellino”anti-sterna” e tutto il necessario per proteggere l’attrezzatura e noi stessi.. dall’acqua.

Un detto locale recita “In Scozia ci sono 2 stagioni, una dell’ombrello ed un’altra dell’impermeabile..”

Se avrete la fortuna di NON imbattervi in una tipica giornata uggiosa, trascorrerete alcune ore realmente indimenticabili

L’arcipelago è composto da una cinquantina di isolette emerse, la maggior parte delle quali disabitate e situate in un contesto paesaggistico di incredibile bellezza – Foto Massimo Piacentino

 

*IMPORTANTE AVVERTENZA

Data la gravissima crisi in corso in Venezuela ad oggi,recarsi nel paese è altamente sconsigliato, a differenza dell’epoca in cui questo reportage è stato scritto.

Per aggiornamenti sulla situazione, monitorare il sito del Ministero degli Esteri

http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/venezuela.html

A Caracas si arriva con diverse compagnie aeree, tra le altre Airfrance (www.airfrance.com) e di Iberia (www.iberia.com) e anche Alitalia offre voli di linea,

Da Caracas partono voli per Gran Roque.

 

Testo e foto di Massimo Piacentino

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