Porquerolles: escursionismo sull'arcipelago di Hyères | Trekking.it

Porquerolles: escursionismo sull’arcipelago di Hyères

Categorie: Estero, Reportage
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Al largo della Costa Azzurra, avvenente, elegante, raffinata, ma anche rumorosa e affollata di bagnanti, emerge inaspettato, selvaggio e incontaminato, l’arcipelago delle Isole d’Oro con la sua perla: Porquerolles.

Nell’arcipelago delle Isole Hyères puoi mollare gli ormeggi per settimane, per una vita, o più semplicemente per un giorno solo, il tempo necessario per noleggiare una bici e inebriare occhi e narici degli aromi della macchia mediterranea e del mare color turchese che circonda Porquerolles.

Il battello ha attraccato sulla riva nord. Il porticciolo turistico di Porquerrolles, dominato dalla mole di Fort St-Agathe, ha un sapore retrò, affascinante, quasi incantato.

Inutile cercare un taxi o un pulmino: nell’isola più grande dell’arcipelago di Hyères ogni mezzo a motore è bandito. Poco male: la nostra smania di esplorare nuovi spazi troverà soddisfazione sulle due ruote, oppure, più semplicemente, a piedi.

Le folle di turisti impazziti, le spiagge affollate, le strade congestionate dal traffico, sono un lontano ricordo seppure siano ad appena poche centinaia di metri dalla terraferma, e a soli 20 minuti di traghetto dalla penisola di Giens, ad est di Tolone, nel punto più meridionale della Provenza.

Porquerrolles è il nostro rifugio

La splendida fenditura di Georges de Loup di Porquerrolles, simile ad un fiordo – Foto di Enrico Bottino

Porquerolles è un gioiello sperduto nel mare, un caleidoscopio di colori e odori, con distese di sabbia finissima, incredibili scogliere che si tuffano in specchi d’acqua cristallini, fondali da favola ai quali, in un attimo, subentrano folte foreste di pini.

È il paradiso ritrovato, ideale per gli amanti dell’outdoor: sia sulla terraferma per chi a familiarità con il trekking e la mountain bike, sia per chi pratica lo snorkeling per ammirare le meraviglie del mondo sommerso, ricco di sorprese e colori.

In questo caso è sufficiente nuotare a pelo d’acqua con maschera e boccaglio… e occhi pieni di curiosità.

D’estate è doveroso un tuffo nelle acque di questa isola, Porquerolles, dove peraltro è vietata la pesca; ricordiamoci però che Porquerrolles – come anche le due sorelle dell’arcipelago, Le Levant e Port-Cros – gode un clima privilegiato tutto l’anno, tanto da farla apprezzare anche nelle mezze stagioni grazie alle belle scampagnate che si possono fare nel cuore dell’isola.

Due passi sull’isola Porquerolles

Il litorale nord di Porquerolles, che fronteggia la Provenza, è impreziosito da splendide spiagge, in particolare la Plage d’Argens, un nastro argentato di sabbia finissima – Foto di Enrico Bottino

I sentieri non mancano di certo: ben 70 chilometri che disegnano ampi ghirigori distribuiti su 1254 ettari di superficie, lungo la mezza luna che si estende da est ad ovest per poco meno di 8 chilometri.

Il bello, inoltre, è che tutte le vie ciclabili sono segnate, con indicazioni molto precise, tanto che anche senza cartina è impossibile perdersi.

A tratti più tecnici, contrassegnati da alte scogliere a dirupo sul mare, a sud, rispondono a nord piste semplici, sommerse da fragranze di eucalipti, pini e penetranti profumi di erbe aromatiche, che accarezzano campi e aziende agricole dedite all’allevamento di turgidi grappoli d’uva capaci di partorire un rosè locale: l’apprezzato Côtes de Provence.

Questi vigneti beneficiano di condizioni ideali, impossibili altrove, perché salvaguardati dal mare; un confine naturale che rende le vigne a prova di gelate, immuni da malattie, eludendo così anche i trattamenti antiparassitari.

Se non è biologico questo vino!

Le Ber, nipote del vecchio proprietario dell’isola, cura ancora oggi, con amore, 34 ettari di filari (nel 1912 gli ettari erano ben 200), che insieme a frutteti, oliveti, boschi di pino e ad una larga varietà di piante tutelate dal Conservatorio Botanico, hanno reso l’isola un sito naturalistico unico, gestito e protetto dal 1988 dal Parco Nazionale di Port-Cros.

Al largo della Costa Azzurra, emerge inaspettato, selvaggio e incontaminato, l’arcipelago delle Isole d’Oro, con Porquerrolles, un gioiello sperduto nel mare, un caleidoscopio di colori e odori, con distese di sabbia finissima, incredibili scogliere che si tuffano in specchi d’acqua cristallini, fondali da favola ai quali, in un attimo, subentrano folte foreste di pini – – Foto di Enrico Bottino

Oggi è possibile apprezzare e meravigliarsi di un ambiente incontaminato grazie al fortunoso isolamento che l’isola ha vissuto in passato; a Porquerrolles, infatti, non era possibile attraccare perché di proprietà privata, poi sede di una colonia penale, luogo di ritiro per i soldati delle guerre coloniali, fino ad essere acquistata per quattro quinti dal governo francese, nel 1971.

Finalmente è l’eden che tutti noi possiamo scoprire.

Vabbé, ormai si è fatto tardi e le strade polverose di giorno, animate dal concitato via vai degli affannati ciclisti, tornano pressoché deserte con il sopraggiungere del crepuscolo.

Alla fine non resta che un nostalgico ritorno al presente, a quel molo di Porquerolles, a quel trepidante punto di partenza d’inizio giornata, che ci riporta sul continente.

A consolarci è la consapevolezza che torneremo, con la nuova stagione. Non può essere diversamente: lo vogliamo, fortemente, insieme.

L’itinerario: girovagando per Porquerroles

Porquerrolles è il paradiso ritrovato, ideale per gli amanti dell’outdoor, per chi a familiarità con il trekking e la mountain bike poiché i sentieri non mancano di certo: ben 70 chilometri che disegnano ampi ghirigori distribuiti su 1254 ettari di superficie, lungo la mezza luna che si estende da est ad ovest per poco meno di 8 chilometri – Foto di Enrico Bottino

A Porquerolles i sentieri percorribili anche in bicicletta (noleggio al porto), sono ottimamente segnati, tanto che una descrizione dettagliata degli stessi risulta quasi superflua; inoltre si possono facilmente recuperare cartine dell’isola con sentieri e piste ciclabili contraddistinti da colori diversi.

Il doppio anello proposto permette di perlustrare dapprima le scogliere a sud, battute dal forte vento di maestrale, e dopo la costa nord, in faccia al continente, formata da estese spiagge di sabbia fine. Sono due paesaggi diversi, contrastanti, separati da appena 3 chilometri di pinete, boschi d’Eucalyptus, tamerici e campi coltivati.

Descrizione del percorso:

Una volta che il battello è approdato, si attraversa il piccolo villaggio di case color pastello, seminascoste dalle buganvillee, raccolto attorno alla bella piazza alberata. Dopo una breve digressione verso forte Saint Agate (sec. XVI), ottimo punto panoramico sulla rada, si taglia in due l’isola grazie ad una pista diretta a sud, verso la splendida fenditura di Georges de Loup, simile ad un fiordo.

Lungo il percorso si tocca un’area di 10 ettari, Plaine de Porquerolles, dove si trova il Conservatorio Botanico Naturale Mediterraneo che presenta una gran varietà di olivi, peschi, fichi, gelsi, mandorli, vigneti e specie subtropicali, quali agrumi, avocado e palme da datteri.

Costeggiando ora il mare si sale lungo il sentiero che porta a Ile de Langoustier; accompagnati costantemente dalle onde che si infrangono su una scogliera scolpita dall’ erosione del mare e del vento.

Sorprendono i pini spogli e contorti, spazzati dal maestrale. Superati i promontori rocciosi che nascondono incantevoli calette, si guadagna l’estremità di ponente dell’isola, uno dei luoghi più pittoreschi con la baia Ile de Langoustier e il forte omonimo (Grand Langoustier), del XVII secolo.

Ci si sposta ora sul litorale che fronteggia la Provenza, impreziosito da splendide spiagge, in particolare la Plage d’Argens, un nastro argentato di sabbia finissima. Affaticati, ma soprattutto calamitati da un mare cristallino, abbandoniamo zaini e scarponi per accarezzare il bagnasciuga e rigenerare i piedi.

Tornati al piccolo villaggio, se gambe, fiato e caldo lo consentono, dirigiamo sul versante nord-est dell’isola, piatto e decisamente meno faticoso rispetto al precedente. Incamminandosi o pedalando verso l’altra metà dell’isola, si toccano in successione le spiagge della Courtade e di Lequin, finché, superati i promontori di Pointe du Lequin e Pointe de l’Alycastre, si scende alla luminosa spiaggia di Notre Dame.

Dopo un bagno rinfrescante (anche qui), si attraversa l’interno fino a toccare il Semaforo (142 m), il punto più elevato dell’isola nonché ottimo osservatorio panoramico. Sulla costa meridionale, proseguendo, una vista invidiabile è offerta dalla Pointe de l’Oustau de Dieu. Si piega di nuovo verso nord per raggiungere il Fort St-Agathe e di lì il porto.

DATI TECNICI: Località di partenza e arrivo l’unico villaggio dell’isola / Tempo di percorrenza 6 ore / Difficoltà T / Dislivello + 200 metri circa / Segnaletica sentieri e piste ottimamente segnalati / Periodo consigliato primavera, estate, autunno

Porquerrolles: altri suggerimenti per camminare e pedalare

 

  • Itinerario giallo “Le Circuit du Levant” – Verso Notre Dame: Lunghezza: 14 km / Tempo di percorrenza: 5 ore a piedi, 3 in mtb / Dislivello: + 200 metri
  • Itinerario arancione “La Circuit du Midi” – Verso Le Phare: Lunghezza: 6,5 km / Tempo di percorrenza: 1,30 ore a piedi, 45’ in mtb / + 70 metri
  • Itinerario blu “La Circuit du Coughant” – Verso Le Langoustier: Lunghezza: 10 km / Tempo di percorrenza: 4 ore a piedi, 2 in mtb / Dislivello: + 120 metri
  • Itinerario rosso “La Circuit du Mistral” – Verso Notre Dame: Lunghezza: 13,8 km / Tempo di percorrenza: 3,30 ore a piedi, 1,45 in mtb / Dislivello: + 60 metri

Testo e foto di Enrico Bottino

 

Il forte Saint Agate (sec. XVI), ottimo punto panoramico sulla rada di Porquerrolles – Foto di Enrico Bottino

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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