Val di Sole: 5 rifugi per ammirare la magia delle Alpi trentine | Trekking.it

Val di Sole: 5 rifugi per ammirare la magia delle Alpi trentine

Categorie: Italia, Reportage
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La Val di Sole è un concentrato di storia e natura, raccolta intorno a cime dolomitiche e a profonde vallate alpine. Dal Parco Nazionale dello Stelvio alla Presanella, abbiamo scelto 5 itinerari verso i rifugi della Val di Sole, punti d’osservazione privilegiati per rimanere col fiato sospeso ad ammirare le montagne del Trentino.

Le valli del Trentino evocano da sempre grandi nomi di monti e vallate, legate profondamente alla storia del territorio. I grandi mastodonti di pietra e le ampie radure, sono da sempre quinta di imprese eroiche di storia con la S maiuscola, così come di eventi sportivi, di tradizione ed eccellenze enogastronomiche.

La Val di Sole, situata nella parte occidentale della regione, a pochi passi dalle Alpi lombarde, non fa eccezione. Da qualsiasi angolo la si voglia esplorare, nasconde sempre uno scorcio mozzafiato pronto a stupire, da scovare seguendo – naturalmente – i numerosi sentieri che si inerpicano sui suoi pendii.

La Presanella, foto Tiziano Mochen

Le emozioni della Val di Sole è bene viverle ad alta quota: per facilitare l’accesso alle cime più elevate, è in funzione – anche nel periodo estivo – un sistema di funivie, telecabine e seggiovie che consentono di raggiungere quote elevate in pochi minuti di scenografico tragitto. Da Folgarida a Marilleva, da Pejo fino a raggiungere i 3.000 mt del Ghiacciaio del Presena, gli impianti sono utilizzabili gratuitamente per chi è in possesso della  Val di Sole Opportunity – Trentino Guest Card.

Sui sentieri della Grande Guerra

Gli spettacolari scorci della Val di Sole a inizio 900 furono scenario degli eventi bellici della Prima Guerra Mondiale. La “Guerra bianca” tra le truppe dell’esercito austro-ungarico e italiano combatterono tra le cime e i ghiacciai, utilizzando gli scoscesi sentieri alpini tra trincee e fortificazioni. Le durissime condizioni di vita sono rimaste impresse come tracce indelebili sia nella memoria degli abitanti, sia sul territorio, mutando per sempre i caratteri del paesaggio.

Vista da Punta Linke, nei pressi del Museo. Foto di Maurizio Vincenzi

Per non dimenticare le gesta degli uomini che videro queste montagne in maniera ben diversa rispetto a come siamo abituati oggi, sono stati allestiti dei complessi museali e degli itinerari che ripercorrono le strade d’alta quota camminate dal passo stanco e infreddolito dei soldati.

Oltre ai musei della guerra bianca di Vermiglio e Pejo, numerose fortificazioni continuano a guardare dall’alto i borghi della Val di Sole, nell’aree di Vermiglio, Pejo e Tonale. Salendo di quota a 3.632 metri d’altezza, sulle vette che sovrastano Pejo, si trova un museo che ha la particolarità di trovarsi nella posizione più elevata d’Europa.

Il Museo di Punta Linke, foto di Maurizio Vicenzi.

È il Museo di Punta Linke, aperto nel 2014 nei pressi dell’omonima vetta alpina, in uno dei punti di controllo più strategici del fronte occidentale. L’elevata altitudine e la rigidità del clima hanno contribuito a conservare nei decenni una straordinaria quantità di reperti bellici, che narrano ancor oggi la durezza del conflitto alpino.

Val di Sole outdoor: gli itinerari per un trekking ad alta quota

Le cime dell’Ortles-Cevedale, l’Adamello, la Presanella, le Dolomiti di Brenta: sono solo alcuni dei gruppi montuosi che contornano con i loro inconfondibili profili i borghi della Val di Sole. Gli itinerari che vi proponiamo di seguito hanno come meta finale cinque rifugi raggiungibili a piedi dopo un trekking sempre immerso in panorami da cartolina.

Rifugio Cevedale “Guido Larcher”

È il punto di partenza privilegiato da chi ambisce a salire sul Cevedale, situato su uno splendido balcone roccioso naturale al cospetto della cima più alta del Trentino. Scopri l’itinerario per il rifugio Cevedale “Guido Larcher”.

Rifugio Cevedale

Rifugio Vioz “Mantova”

Ai piedi del monte Vioz, a più di 3.500 metri d’altezza, è il rifugio più alto del Trentino e di tutte le Alpi Orientali. Oltre ad una salita con viste mozzafiato, che spaziano fino alle alpi lombarde e altoatesine, in prossimità del rifugio si trova il museo di Punta Linke, il più alto d’Europa. Un itinerario per esperti verso il rifugio Vioz “Mantova”.

Rifugio Vioz

Rifugio Stavel “Francesco Denza”

Costruito originariamente a fine ottocento, il rifugio Denza si trova al cospetto della Presanella, altro colosso di roccia del Trentino occidentale. Non lontano dai luoghi dove vennero combattute le battaglie alpine della Grande Guerra, il rifugio si trova a pochi passi da una piccola chiesetta e da un laghetto di acqua cristallina. Ecco il percorso per raggiungere il rifugio Stavel “Francesco Denza”.

Rifugio Denza

Rifugio Saent “Silvio Dorigoni”

Affacciato sulla vallata di Rabbi, il rifugio Dorigoni si trova nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, in una conca naturale dove marmotte e camosci vivono in totale libertà. A pochi passi, una serie di piccoli laghetti di origine glaciale punteggiano gli ampi avvallamenti creati dai pendii montani. Scopri l’itinerario per il rifugio Saent “Silvio Dorigoni”.

Rifugio Dorigoni

Rifugio Stella Alpina al lago Corvo

Sempre rimanendo sulle alture che collegano la Val di Rabbi alla Val d’Ultimo, già in Alto Adige, c’è un edificio in legno e pietra costruito in origine come rifugio per il bestiame. È il rifugio Stella Alpina, costruito nel 1952 all’interno di una riserva d’alta quota nei pressi del Lago Corvo, un piccolo bacino dove vivono i salmerini alpini. Ecco la descrizione del percorso per il Rifugio Stella Alpina al lago Corvo.

Rifugio Stella Alpina al LagoCorvo

Progetto Alpenstock: chi cammina di più vince

Tutti i cinque rifugi nominati negli itinerari qui sopra, partecipano al progetto Alpenstock, un’iniziativa che premia i camminatori che scelgono di raggiungere a piedi almeno tre rifugi solandri in una settimana.

Dal 19 giugno al 18 settembre, è possibile ritirare un “passaporto dell’alpinista” negli uffici informazioni APT della valle, che verrà timbrato ad ogni rifugio raggiunto. Al terzo timbro sarà sufficiente tornare presso un ufficio APT per ritirare l’ambito premio: un alpenstock, l’antico bastone con punta ferrata utilizzato già nel medioevo dai viandanti alpini, per aiutarsi in salita e in discesa, sui sentieri così come sui nevai.

Per avere maggiori informazioni e consultare il regolamento completo del progetto Alpenstock, è sufficiente cliccare su questo link.

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