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Ritmi lenti alla Tenuta del Cavaliere e Castel di Guido

Categorie: Italia, Reportage
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Andiamo alla scoperta delle due tenute agricole pedalando e camminando a pochi chilometri di distanza dal centro cittadino di Roma.

La Tenuta del Cavaliere e Castel di Guido costituiscono un elemento preziosissimo per la città di Roma poiché contribuiscono – insieme al sistema dei parchi urbani e delle altre aree protette – al recupero della qualità dell’aria e alla conservazione della biodiversità urbana.

Tenuta del Cavaliere: ritorno alla natura

Risulta difficile immaginare un’area naturale prossima a una zona fortemente antropizzata, o che addirittura inizia ”dall’altra parte della strada”, ma sarebbe ancora più difficile, e soprattutto spiacevole, assistere inermi al degrado e alla perdita di un patrimonio naturalistico-archeologico così importante.

La Tenuta del Cavaliere, attraversata anche dall’Aniente, quasi a voler porre un freno all’aggressiva espansione urbana ospita un ambiente naturale di inestimabile importanza, soprattutto se si considera la sua localizzazione, così prossima ad una metropoli come Roma.

La Tenuta del Cavaliere si sviluppa attualmente in due distinte aree.

Oltre alla Tenuta propriamente detta, sulle anse dell’Aniene, il Casale Lucernari di Tor San Giovanni – anche se geograficamente all’interno del Parco della Marcigliana – offre ricovero a cavalli ed altre coltivazioni.

Vista la contiguità con la Riserva Naturale della Marcigliana, la zona è caratterizzata dalla presenza di molte specie di animali selvatici: il tasso, l’istrice, la donnola, arvicola ed il moscardino.

Sono presenti anche molti rapaci diurni e notturni, il picchio rosso e verde, l’upupa ed il gruccione.

La zona, anche base di partenza di un sentiero natura della Marcigliana, può essere visitata con le dovute accortezze di non avvicinarsi troppo ai recinti degli animali e di restare sui percorsi segnati.

L’itinerario descritto inizia dalla stazione di Lunghezza al fiume Aniene, attraverso la Tenuta del Cavaliere:

 

Castel di Guido: scrigno di biodiversità

Nibbio bruno (Milvus migrans) (Ph Massimo Piacentino)

In un delicato equilibrio tra storia e natura, Castel di Guido ha conservato molte aree incontaminate che sono uno scrigno prezioso di biodiversità.

Si tratta di un piccolo paradiso naturalistico da attraversare a piedi, lungo gli sterrati dell’azienda e in particolare nell’area dell’Oasi LIPU con i suoi quattro sentieri segnalati: il Sentiero delle Rondini (1,7 km), il Sentiero degli Allocchi (3,2 km) e i più brevi sentieri degli Aironi e del Nibbio.

Lungo i sentieri, gli appassionati potranno riconoscere l’imponente sughera (Quercus suber), da millenni utilizzata dall’uomo per il suo rivestimento che rappresenta anche una difesa contro gli incendi e il leccio (Q. ilex), oltre a querce quali il cerro (Q. cerris), la quercia crenata (Q. crenata), la roverella (Q. pubescens).

La maestosità dei grandi alberi si accompagna al sottobosco colorato e profumato della fillirea (Phillyrea angutifolia, P. latifolia), dell’erica (Erica arborea), del corbezzolo (Arbuts unedo) e del lentisco (Pistacia lentiscus).

La macchia mediterranea e la gariga, i tipici cespugli mediterranei, ci accompagnano lungo il cammino e ci ricordano che il Mediterraneo, a pochi chilometri da qui, e fa sentire la sua influenza.

Il rapporto con il mare è antico. Fino a 150 mila anni fa l’area di Castel di Guido era sommersa dalle acque, come testimoniato dai fossili di molluschi.

Boschi di cerro e farnetto abitano invece le valli dal clima fresco e umido insieme con il carpino bianco (Carpinus betulus) e la farnia (Q. robur) nelle aree dove il sottobosco prende le forme del biancospino (Crataegus monogyna ), del corniolo (Cornus mas) e del sorbo (Sorbus domestica).

Negli ultimi 20 anni l’attività produttiva dell’Azienda Agricola, all’interno della quale è situata l’Oasi, è andata riducendosi e specializzandosi, così alcuni campi sono rimasti incolti o sono stati convertiti a pascolo, mentre per altri è stata avviata un’opera di forestazione che si poneva, tra gli altri, l’obiettivo di prevenzione da eventuali mire edilizie.

I percorsi outdoor di Castel di Guido

Trekking a cavallo (Ph Aldo Frezza)

Il  più classico giro della Tenuta (8 km circa andata/ritorno) tocca anche l’Oasi LIPU e la villa delle Colonnacce.  Dall’entrata del Borgo antico si procede in direzione sud (via Gaetano Soldini) costeggiando alcune stalle dove vengono allevate mucche frisone.

La strada scavalca la via Aurelia e prende il nome di via di Maccarese: la si segue fino alla località Le Pulcette (riconoscibile per la presenza di molte case coloniche), dove si gira a sinistra seguendo i cartelli indicatori per “Oasi LIPU” (via Quarto delle Colonne).

Seguendo la strada, si lambisce l’Oasi, dove volendo si possono seguire i due sentieri naturalistici segnati all’interno della stessa.

Proseguendo oltre, si scorgono le indicazioni per la villa romana delle Colonnacce, importante sito archeologico del luogo, che si raggiunge con breve salitella (informarsi sui giorni di apertura e di visita). Da qui, si torna indietro per la stessa strada dell’andata.

Altri due itinerari, altrettanto interessanti, sono l’escursione in bici lungo “L’anello di Castel di Guido” (15 km) e l’escursione a piedi “Anello storico-naturale” (8 km), che sono descritti in due articoli a loro dedicati:

 

Oasi Lipu

Airone cenerino (Ph Massimo Piacentino)

Degna di nota è l’importanza che l’Oasi ha dal punto di vista faunistico.

E’ situata all’interno dell’IBA Riserva del Litorale Romana e include inoltre un Sito di Importanza Comunitaria per la Conservazione della Natura (SIC: Macchia Grande di Ponte Galeria IT6030025). La notevole diversità degli ambienti favorisce l’insediamento di numerose specie animali, molti volatili tra cui il nibbio bruno, il gruccione e naturalmente il simbolo dell’Oasi: la rondine.

Numerosi sono anche i Mammiferi, il tasso, l’istrice, la volpe e la faina ne sono un esempio ed a questi si aggiungono i micromammiferi tra i quali l’arvicola di Savi, la crocidura minore o quella a ventre bianco.

 Assolutamente non trascurabile, sopratutto per l’importanza ecologica che hanno, è la presenza dei Rettili e degli Anfibi: raganella, rospo smeraldino, cervone e testuggine ne sono un esempio.

Dal 2000 ad oggi, sono state censite all’interno dell’Oasi Castel di Guido, 160 specie di uccelli tra cui ricordiamo: l’airone cenerino, la poiana, lo sparviere, il porciglione, la pavoncella, il beccaccino, il colombaccio, il martin pescatore.

Tra i nidificanti possiamo ammirare: il falco pecchiaiolo, il biancone, il nibbio bruno, il cuculo, l’upupa, il canapino, la sterpazzolina, l’averla capirossa, il gruccione.

Tra i migratori: il tarabusino, la sgarza ciuffetto, l’alzavola, il falco pescatore, il nibbio reale, il falco di palude, l’usignolo, il piro piro boschereccio, la ghiandaia marina, il codirosso.

Macchiagrande di Galeria nel Parco del Litorale

Situato sulle colline a est di Fiumicino è un SIC, Sito d’Interesse Comunitario, è un ambiente di grande importanza naturalistica.

La flora è costituita dalla tipica macchia mediterranea con mirto e lentisco e fillirea.

Nel versante più alta la fanno da padrone i lecci, mentre scendendo lecci troviamo boschi di cerro e farnetto. Farnia, pioppo bianco e alloro disegnano il paesaggio del fondovalle.

Anche la fauna rispecchia la biodiversità dell’area: cinghiale, istrice e lepre tra i mammiferi, nibbio bruno, poiana e albanella reale tra gli uccelli di passo sono gli animali più significativi, mentre il gruccione nidifica tra le sabbie.

La testuggine comune (Testudo hermanni) e il biacco rappresentano la famiglia dei rettili nell’area protetta.

Riserva Naturale Statale del Litorale Romano

Gru in migrazione (Ph Massimo Piacentino)

Castel di Guido è immersa in una più ampia area tutelata di circa 8.000 ettari. L’area è per lo più pianeggiante è stata disegnata nei millenni dal corso del Tevere che ne ha influenzato lo sviluppo e che la attraversa per oltre 22 Km e dalle aree golenali.

Dal punto di vista naturalistico la Riserva si caratterizza per la grande varietà di ambienti da quello delle foci del Tevere a quello delle dune, delle zone umide e a quello tipico della Campagna Romana. La presenza dell’acqua ne fa la casa di molte speci: il cefalo, l’anguilla, il cefalo calamita, la carpa, il carasso, la gambusia, il luccioperca, il persico sole.

Si tratta ovviamente di un paradiso per i birdwatchers che possono ammirare numerose specie migratorie.

L’area include anche un eccezionale patrimonio storico archeologico che va da Ostia Antica, ai Porti Imperiali di Claudio e Traiano, dalla Villa di Plinio, al Castello di Giulio II, dalla Torre S. Michele, ai castelli medievali di Castel Fusano (Chigi) oltre ai siti di Castel di Guido.

Testi di Massimo Piacentino, Carlo Rocca e Aldo Frezza / Foto di Massimo Piacentino e Aldo Frezza

 

TENUTA DEL CAVALIERE

Ritorno alla Natura

Via della Tenuta del Cavaliere, 102

Lunghezza – Roma Est

 

CASTEL DI GUIDO

natura e tipicità nella storia

Via Aurelia, km 20

00166 Roma

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