Speciale Sci di Fondo: tracce parallele | Trekking.it

Speciale Sci di Fondo: tracce parallele

Categorie: Italia, Reportage
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Le cinque regole d’oro dello sci di fondo

Sono tracce sulla neve, bianco su bianco quasi a confondersi. Sono sci delicati e sottili, affascinante interpretazione dell’outdoor invernale. Tra piccole valli, nascoste e silenziose, e immensi pianori dove lo sguardo si perde, nasce la perfetta sintonia tra il fondista e la natura.
Lo sci di fondo, specialità invernale che coinvolge tutta la muscolatura, migliora la resistenza, il senso dell’equilibrio e le capacità di coordinamento, è forse una delle attività su neve più complete, proprio come l’escursionismo con le ciaspole.
Sport per tutti significa anche accessibilità dal punto di vista economico; il fondo non delude nemmeno sotto questo aspetto grazie a biglietti d’ingresso mai troppo costosi e a soluzioni particolarmente ragionevoli per il noleggio dell’attrezzatura.
Infine, una giornata sugli sci da fondo garantisce un intenso contatto con l’ambiente naturale attraverso tracciati che si sviluppano lungo valli, pianori e boschi, decisamente lontani dalla confusione delle stazioni sciistiche, dal loro fastidioso inquinamento acustico, dalle code interminabili e dalle tante infrastrutture che deturpano il paesaggio.

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“CHI” pratica lo sci di fondo

Nei silenzi fatti di neve, le piste di fondo attendono tutti: chi ha appena iniziato a sciare e chi non smetterà mai di farlo, i piccolissimi e le famiglie, chi si allena con impegno e chi si incanta davanti al paesaggio.

 

“PERCHE'” praticare lo sci di fondo – Fondo, l’outdoor terapeutico

Lo sci di fondo è una disciplina aerobica. Questa attività è indicata per tutte le persone che soffrono di disturbi di gestione del metabolismo, come il diabete mellito insulino dipendente, meglio noto come diabete di tipo uno.

Quest’ultimo, a differenza del diabete di tipo due, richiede una somministrazione continua di insulina, sia per lo svolgimento delle normali attività metaboliche cellulari sia, soprattutto, durante i pasti.

Le tecnologie a disposizione dei pazienti per la gestione di questa malattia sono molteplici ma l’attività fisica resta un elemento che non dovrebbe mai mancare nella terapia quotidiana.

Lo sport per “eccellenza”, praticabile ovunque, da chiunque e mediamente in qualsiasi stagione è la corsa, ma chi desidera unire all’attenzione per la propria salute il piacere di stare a contatto con la natura e scoprire scenari meravigliosi, può trovare nello sci di fondo un ottimo alleato.

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Il movimento che si compie per sciare è completo, vengono coinvolte sia la parte alta che quella bassa del corpo e il cuore, rispetto allo stato di riposo, batte con una frequenza cardiaca costante ma più elevata.

È questo che aiuta il corpo a utilizzare meglio le proprie risorse energetiche, i carboidrati e i grassi, e ad aumentare la sensibilità all’insulina, riducendone il bisogno nelle quotidiane attività fisiologiche.

Come per qualsiasi attività fisica è sempre meglio sottoporsi ad un controllo medico prima di iniziare e, soprattutto nelle prime esperienze, è necessario prestare attenzione alle possibili ipoglicemie, dovute soprattutto ad un elevato consumo di zuccheri.

 

“DOVE” praticare lo sci di fondo – Benvenuti al centro fondo

Per praticare lo sci di fondo scegliete un centro attrezzato in grado di offrire l’assistenza di cui avete bisogno.

Le piste si distinguono per l’inconfondibile impronta sulla neve dei binari paralleli che corrono accanto ad un più ampio spazio appositamente battuto: quest’area è pensata unicamente per lo sci di fondo, pertanto siete pregati di rispettarla evitando di camminare con gli scarponi o con le ciaspole che rovinerebbero la pista pazientemente preparata dal gatto delle nevi nelle ore notturne.

Cartelli segnaletici lungo le piste della Valle del Gail che, per lunghi tratti, corrono quasi parallele al fiume

La cura e la manutenzione delle piste, che consente di praticare al meglio l’attività sportiva, giustifica spesso il biglietto di ingresso, dal costo sempre ragionevole, che potete acquistare sul posto. Ancora al centro fondo, trovate una mappa o piccole carte pieghevoli che illustrano lo sviluppo e le caratteristiche dei tracciati presenti.

La scala di difficoltà dei percorsi è data da indicazioni cromatiche come avviene per lo sci alpino: linee azzurre, rosse e nere indicano piste facili, medie e difficili.

Tra le difficoltà più diffuse si segnalano salite particolarmente ripide o dislivelli importanti da superare, discese con tratti curvi che impediscono la visibilità, tracciati stretti o su piani inclinati.

Altro elemento da tenere in considerazione è il numero di chilometri dei singoli tracciati; si tratta infatti di uno sport di resistenza e occorre saper dosare bene le proprie forze in relazione alle condizioni fisiche e alle capacità tecniche.

“CHE COSA” – Questione di tecnica

I binari impressi nella neve e lo spazio libero che li affianca sono rispettivamente dedicati alle due tecniche dello sci di fondo, la tecnica classica e la tecnica libera o skating. È consigliabile iniziare con il passo alternato, interprete della prima tecnica citata, i cui movimenti sono relativamente vicini a quelli della camminata e della corsa.

Ormai sollevati dalla difficile scelta tra le infinite combinazioni di scioline da tenuta, i principianti e i turisti possono oggi usufruire degli sci a soletta squamata, che consente all’attrezzo di non scivolare all’indietro e fare presa sulla neve.

I maestri, cui potete rivolgervi presso i centri fondo, vi insegneranno a progredire con gli sci paralleli all’interno dei binari, alternando gambe e braccia nella scivolata e ad affrontare le prime salite a “spina di pesce”, con l’apertura delle punte e la chiusura delle code, o le divertenti discese a “spazzaneve”.

Lo sci di fondo è uno sport che richiede un notevole dispendio di energia; è quindi fondamentale indossare capi traspiranti, non eccessivamente pesanti e in grado di garantire una buona libertà di movimento

Tutti i passi e le tecniche dello sci di fondo si eseguono con il tallone libero, la scarpetta da fondo è infatti agganciata all’attacco solo in punta.

Il passo pattinato o skating, prevede invece l’utilizzo di uno spazio battuto fuori dal binario e movimenti che prendono spunto dal pattinaggio. Gli sci scorrono alternativamente, divaricati in punta, in posizione diagonale rispetto al senso di marcia.

Una tecnica elegante che richiede un maggior dispendio di energia ma, allo stesso tempo, regala velocità e grandi soddisfazioni.

 

“QUANDO” – Prima di partire

Una volta scelta la propria meta è importante informarsi adeguatamente riguardo alle condizioni di innevamento dell’area e dei tracciati. Spesso i comprensori per lo sci di fondo non sono supportati da impianti per l’innevamento artificiale e la pista viene battuta solo se la neve caduta al suolo lo consente.

Una telefonata al centro fondo di riferimento eviterà ai fondisti spiacevoli sorprese.gli itinerari di Seefeld si inoltrano spesso all’interno dei fitti boschi delle alture che circondano l’altipiano. Non solo sci di fondo.

Il territorio che ospita i tracciati condiziona la presenza di altre attività legate all’outdoor invernale che convivono accanto allo sci di fondo.

Dove abitualmente abbiamo a disposizione piste che conducono presso rifugi, ristori o piccole borgate, risulta molto probabile individuare una valida proposta di percorsi per le racchette da neve o spunti per continuare a esplorare il territorio fuori traccia con un itinerario di sci escursionismo.

I grandi altipiani, aperti sulle cime alpine e dolomitiche, difficilmente sono disconnessi da comprensori dove è possibile praticare lo sci alpino. Mentre nelle valli più selvagge e incontaminate, i fondisti possono incontrare chi pratica sci alpinismo o arrampicata su cascate di ghiaccio a quote più elevate.

Cartelli segnaletici lungo le piste della Valle del Gail che, per lunghi tratti, corrono quasi parallele al fiumeLo sci di fondo è uno sport che richiede un notevole dispendio di energia; è quindi fondamentale indossare capi traspiranti, non eccessivamente pesanti e in grado di garantire una buona libertà di movimento.

Cosa indossare

Stiamo parlando di un’attività da fare di inverno sulla neve, spesso in condizioni climatiche piuttosto dure, ecco perchè è importante essere attrezzati nel modo giusto, ecco alcuni capi necessari. Probaiblmente, se siete dei trekker che camminano anche in inverno, ne possiederete già molti.

Il guscio

Sul mercato ne esistono due grandi famiglie : i softshell, che sono i gusci più morbidi e confortevoli e molto apprezzati per  per la loro vestibilità e per il modo in cui “seguono” i movimenti del trekker. Ci sono poi gli  hardshell, i gusci più duri,  che hanno quel classico effetto “cartonato” che alcuni non amano molto, però dalla loro hanno la performance. Questi gusci offrono prestazioni molto elevate in termini di impermeabilità, traspirazione e leggerezza.

Ecco alcuni capi di questo tipo disponibili online di softshell:

 

Ecco gli hardshell:

Lo strato mid layer

A differenza della lana, molto utilizzata in passato,  le fibre di pile sono più leggere e altamente idrofughe. Questo significa che tendono a non impregnarsi di acqua, o sudore, continuando a svolgere la propria funzione isolante anche in condizioni di sudorazione estrema.

Inoltre, un’altra importante caratteristica, sono i tempi di asciugatura molto rapidi, cosa si può colere di più? 

Forse una elevata permeabilità all’aria, tratto che lo rende particolarmente indicato per l’utilizzo nell’ambito degli sport aerobici come l’escursionismo.

Ecco alcuni capi dall’ottimo rapporto qualità prezzo disponibili online

 

I pantaloni

Vi consigliamo di usare quindi un paio di classici pantaloni tecnici da trekking invernali, con performance decisamente più adatte ad una ciaspolata sulla neve, in termini di comodità, impermeabilità e protezione.

Sono invece da evitare assolutamente jeans o pantaloni di velluto, sempre che non vogliate camminare con le gambe immerse in due blocchi di ghiaccio alla prima caduta nella neve fresca. Qua trovate tutte le indicazioni sui pantaloni da trekking invernale.

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List Price:EUR 150,00
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Le calze

Sono il primo punto di contatto col nostro piede, lo fasciano e proteggono rendendolo perfettamente aderente allo scarpone.

Questo evita l’insorgere di fastidiose vesciche ed escoriazioni, inoltre le calze tecniche sono un alleato prezioso per mantenere il piede caldo e asciutto anche durante i trekking con le ciaspole in mezzo alla neve fresca. Ecco alcuni consigli sulle migliori calze da trekking in commercio.

 

Testi di Elisa Canepa, Claudio Trova e Aldo Frezza

 

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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