Stelvio e Dolomiti di Brenta: incontri sulla neve | Trekking.it

Stelvio e Dolomiti di Brenta: incontri sulla neve

Categorie: Italia, Reportage
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Grazie alle ciaspole andiamo alla scoperta dello straordinario patrimonio faunistico dello Stelvio e delle Dolomiti di Brenta

Lo Stelvio rappresenta una delle aree più selvagge e interessanti del nostro Paese. Questo autentico habitat alpino, a cavallo della Lombardia e del Trentino, è percorso da foreste e popolato da animali tra i più tipici dell’omonimo Parco Nazionale, che ha contribuito in modo determinante alla salvaguardia di alcune tra le specie in pericolo. Vediamo allora quali incontri possiamo fare.

I cervi, innanzitutto, che prediligono le foreste più fitte e si muovono in branchi, mentre i caprioli preferiscono vivere ai bordi della macchia arborea. Salendo di quota si scoprono i giocosi camosci, osservabili abbastanza facilmente dai sentieri del fondovalle sui pascoli al limite dei boschi: di solito le femmine stanno in gruppo, mentre gli esemplari solitari sono per lo più maschi.

Anche gli animali simbolo dell’alta quota, i bellissimi stambecchi, sono tornati, reintrodotti a partire dalla fine del 1970 nella val Zebrù, sul versante lombardo. Oggi si può dire che gli stambecchi si sono reimpossessati del loro territorio. Sono anche più facilmente avvistabili dei camosci, per loro natura più diffidenti.

Foto Shutterstock / Ryszard Stelmachowicz

La volpe per la sua adattabilità è facilmente avvistabile, in particolare nelle ore notturne mentre attraversa le strade. Facilmente riconoscibile è invece il fischio della marmotta allarmata. Il piccolo ermellino è un velocissimo predatore, abilissimo in tutti gli ambienti e in tutte le stagioni: sulla neve si muove con leggerezza, così come sugli alberi e in acqua. E poi scoiattoli, lepri, tassi, donnole.

Volgendo lo sguardo al cielo possiamo vedere la silhouette del gipeto, il più grande uccello delle Alpi con un apertura alare che può superare i 270 centimetri, mentre a terra si nasconde la pernice bianca, difficile da avvistare perchè si mimetizza con il cambio di stagione, assumendo d’estate un colore simile alle rocce e diventando bianca d’inverno con la neve. E poi ancora lo spettacolare gallo cedrone dal coloratissimo piumaggio, oppure il piccolo piviere tortolino, un nidificante assai raro in Italia, e il gufo, in attesa di una preda dentro il tronco di un albero. E poi, più in alto di tutti, il volo maestoso e inconfondibile dell’aquila reale, con le ali quasi immobili, giocando con il vento e le correnti.

I nostri itinerari con le ciaspole:

Al cospetto delle Dolomiti di Brenta

Nel Trentino occidentale, straordinario palcoscenico di montagne, boschi, culture e tradizioni legate alla vita valligiana, gli escursionisti possono avvicinare, capire e apprezzare le peculiarità dei diversi ecosistemi di un territorio riconosciuto dall’UNESCO Patrimonio Naturale Mondiale dell’Umanità.

foto Shutterstock / Danny Iacob

In questo paradiso alpino sono sufficienti pochi passi, lungo sentieri e piste innevate, per accorgersi che i gruppi montuosi dell’Adamello e del Brenta pullulano di vita: qui è facile incontrare gli animali selvatici che hanno legato le loro sorti a quelle del Parco. E la neve rappresenta la migliore alleata dell’escursionista che vuole osservare gli ungulati: cervi e caprioli si intravedono tra le fronde della boscaglia, i camosci spuntano dietro le rocce e sui crinali, dove è facile individuare anche la sagoma dello stambecco, mentre pochi fortunati avranno la possibilità di incontrare, tra le forme magiche degli abeti carichi di neve, il grande plantigrado che ha sempre intrecciato la sua storia con quella della nostra specie: l’orso bruno.

Sempre nelle praterie d’alta quota trovano il loro habitat ideale l’ermellino, il gallo forcello, la pernice bianca, la lepre variabile, il picchio muratore e la marmotta.

Ma la bellezza di questi luoghi sta anche nei segni che l’uomo ha impresso nel paesaggio attraverso le attività tradizionali legate alla montagna, segni che l’escursionista può avvicinare e scoprire grazie a più di 700 chilometri di sentieri segnalati che permettono di raggiungere con le ciaspole i numerosi rifugi e gli splendidi laghetti che costellano il Parco Naturale Adamello-Brenta, un’area protetta che da quota 390 di Lavarini di Breno, sale al ghiacciaio dell’Adamello, ai suoi 3539 metri, o ai 3500 metri della Cima Presanella. Per i meno avvezzi al trekking invernale, ricordiamo che è possibile partecipare alle escursioni accompagnati dalle guide del Parco.

I nostri itinerari con le ciaspole:

Testi di Enrico Bottino e Carlo Rocca / Foto archivio Parco Nazionale dello Stelvio e Parco Naturale Adamello Brenta

 

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A proposito dell'autore

Enrico Bottino

Foto e testi, una armonia che libera la creatività sui sentieri della natura. Il trekking è una passione giovane che mi ha permesso di alimentarne un’altra, la fotografia, che oggi svolgo con entusiasmo e in modo professionale. Lavoro nella convinzione che non bisogna andare lontani per realizzare magnifiche fotografie: basta trascorrere una giornata nei boschi e ammirare i minuscoli particolari della natura; l’importante è cogliere l’attimo, solo così è possibile scattare istantanee che non si ripeteranno mai più. Un consiglio? Non tenete mai la digitale riposta nello zaino, portatela sempre a portata di mano. E non fermatevi mai, potreste scoprire che le parole sono complementari alle immagini, che al piacere di scattare foto sempre migliori può subentrare quello altrettanto bello di scrivere.

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