Storie di natura: una volpe per amica | Trekking.it

Storie di natura: una volpe per amica

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Anselmo è un guardiaparco oramai in pensione da qualche anno. Ha svolto il suo lavoro per decenni con impegno e passione e di queste valli conosce ogni angolo, ogni anfratto, ogni abitante, piccolo o grande che sia…

È lui che mi ha consigliato questo sentiero per realizzare le mie immagini di natura alpina, ma entrambi non ci saremmo mai immaginato questo incontro così inaspettato e meravigliosamente indelebile…

Abito vicino al mare, ma la montagna è sempre stata una mia passione; forse è a causa delle mie origini che ho un rapporto un po’ “conflittuale” con i sentieri alpestri… Come spesso mi accade sono salito troppo in fretta ed anche questa volta i miei polmoni mi implorano di fermarmi per respirare con più calma per captare ossigeno. È dall’alba che sono in piedi e la mia reflex è ancora inutilizzata; con un filo di delusione, decido di riposarmi dietro una roccia riparato dal vento. All’improvviso, un rumore inaspettato rompe il silenzio maestoso di questa vallata. Una piccola arvicola ed una volpe sono una di fronte all’altra; una intenta a cercare una via di fuga verso la salvezza, l’altra per assicurarsi la colazione in una fredda mattinata.

Sono talmente intente a studiarsi, che non si sono accorte della me; in un attimo la mia presenza rompe lo stallo a favore dell’arvicola, la volpe si distrae e il piccolo roditore si mette in salvo. Non penso che in quell’occasione la volpe me ne volle più di tanto; questo sarà solo il primo di una serie di felici incontri con questo meraviglioso predatore. La sua propensione verso l’uomo l’ho capita qualche giorno dopo, quando senza alcuna paura mi si avvicinò fino a quando non gli cedetti parte del mio panino al salame.

Anselmo mi confermò che a dette di alcuni escursionisti nella vallata vi era una volpe che aspettava i gitanti per seguirli e farsi cedere qualche avanzo. Addirittura il gestore di un rifugio gli aveva raccontato dell’intraprendenza di una volpe che sfacciatamente entrava nel suo locale e tra la meraviglia dei turisti, girava tra i tavoli fino a quando non aveva un boccone tra i denti, solo allora decideva di uscire e dileguarsi nel bosco… Ad inizio estate tornai a trovare Anselmo, e solo allora mi resi conto di quanto tornò utile alla volpe quest’opportunismo del suo comportamento.

I cuccioli crescono

Sono nuovamente sul piccolo altopiano consigliatomi dal mio amico per fotografare gli ungulati tipici della vallata, gli stambecchi. Alcuni giovani maschi fanno bella mostra di se, sono tollerato dal piccolo branco che incurante della mia presenza continuano a brucare incessantemente. Mi avvicino prudentemente fino a una decina di metri, e con grande soddisfazione realizzo qualche scatto interessante. Per un attimo, vedo una sagoma, un lampo rosso al lato del branco scomparire tra la vegetazione. Cerco di capire se tornerà e dove potrebbe uscire nuovamente allo scoperto. È lei, la mia “amica” volpe.

Fa capolino poco più avanti: non ha un gran bel pelo ed è molto magra. Ho il tempo di scattare un paio di immagini e mi rendo conto del motivo: i suoi capezzoli sono molto ingrossati segno inequivocabile che sta allattando, ma dove saranno i suoi cuccioli? Questa volta non mi degna di tanti convenevoli ed in un attimo scompare tra le rocce. Con estrema cautela perlustro la zona e dopo tanto cercare, la inquadro nuovamente con il binocolo.

Lei è ferma e vigile su un sasso, poco più in basso tre palle di pelo rosso giocano freneticamente. In un attimo, i tre cuccioli spariscono rifugiandosi in una buca al riparo di un grosso masso. Mamma volpe ha costruito un’ottima tana: oltre ad offrire un sicuro rifugio ha diverse uscite per consentire delle buone vie di fuga. È impossibile non essere rapiti da questi simpatici animaletti, sto ore a osservarli ed alla fine seguirò la cucciolata per alcune settimane a dedita distanza solo con l’ausilio di un cannocchiale per non disturbare la cucciolata e per non attirare pericolose attenzioni; mi regaleranno vere emozioni. I cuccioli sono almeno cinque, me ne rendo conto perché escono con maggior frequenza dalla tana e crescendo si fanno sempre più curiosi ed intraprendenti. Quando torna mamma volpe c’è sempre una gran ressa, un cucciolo è sicuramente dominante in quanto si attacca sempre per primo al capezzolo, ma alla fine anche tutti gli altri riescono a sfamarsi; io sono li a poche decine di metri ad osservare meravigliato senza che lei mostri eccessivo timore.

I cuccioli crescono rapidamente ed il latte non basta più; mamma volpe si fa davvero intraprendente. Per sfamare i suoi cuccioli no si fa problemi ad avvicinarsi a gitanti nelle aree pic-nic o nel parcheggio all’inizio del sentiero per “chiedere” un piccolo boccone. Un pezzo di panino, un fetta di mortadella o di fontina, un uovo sodo; tutto viene accettato tra lo stupore dei turisti e trasportato ai suoi cuccioli. Tutto a parte qualche piccola parte che seppellisce nei dintorni della tana, forse per i tempi di magra. Le settimane passano rapidamente ed i cuccioli crescono vistosamente; il volpacchiotto dominante e spesso fuori dalla tana, spesso mi guarda incuriosito annusando l’aria, forse per capire che razza di bestia io sia…

Il distacco

L’estate è quasi terminata ed ogni occasione è buona per far visita alle “mie” volpi; una mattina arrivato nei pressi della tana, ma qui l’amara sorpresa. Nessun animale, nessun movimento; dell’allegro via vai dei volpacchiotti intorno alla tana, non vi è segno. Sono molto preoccupato; sul sentiero avevo notato un cane con il suo padrone, ed il volare di un’aquila mi ha messo apprensione. Cosa sarà successo? Dove saranno finiti i cuccioli?

Cerco ancora e a 400 metri circa dalla tana, lo vedo più vivace che mai; è il volpacchiotto dominante che ha trovato un’altra tana più in alto. È sempre molto curioso e sembra riconoscermi venendomi incontro; che felicità! Sono molto più sollevato; più tardi trovo anche gli altri cuccioli, quelli più timidi, che hanno trovato altre residenze sempre nelle vicinanze della vecchia tana.

È arrivato il momento di essere indipendenti; i cuccioli sono cresciuti e devono cominciare a badare a se stessi procurandosi il cibo senza l’aiuto dei genitori. Per loro, sicuramente è il momento più critico della loro esistenza, anche se mi sembra che questi cuccioli se la stiano cavando egregiamente. Riesco a tornare dalle mie volpi solo dopo alcuni mesi ad inverno inoltrato, ma questa volta nulla, di loro nessuna traccia come giusto che sia.

Mi auguro che stiano bene e forse, egoisticamente, spero che stiano lontano dagli umani che spesso non sono molto ben intenzionati nei loro confronti. Mi piace immaginarle libere a rincorrere qualche arvicola nei prati in quota, ed io questa primavera ci sarò….

Un sentito ringraziamento a Lorenza ed Anselmo per la calorosa ospitalità.

Testo e foto di Massimo Piacentino

 

L’AUTORE

Massimo Piacentino

Da quando, nella casa dei nonni sull’Appennino Ligure, ancora bambino ebbi la fortuna di intravedere il mio primo lupo non ho più smesso di girovagare con una macchina fotografica al collo; quel lupo solitario accese in me un amore sproporzionato per la natura ed una passione sfrenata per la fotografia che neanche le più torride giornate passate in palude o le più fredde albe in attesa di un gallo cedrone sono riuscite, nonostante l’età, ad assopire. Da oltre 25 anni da quel incontro palpitante, mi dedico professionalmente alla fotografia naturalistica con particolare impegno nelle tematiche ambientali, Collaboro con diversi Enti Governativi sia italiani che stranieri ed agenzie fotogiornalistiche cercando di contagiare i più con la mia lucida “follia green”; i mie articoli e le immagini di natura sono pubblicate su numerose riviste internazionali di natura e viaggi.

Sono convinto che la natura abbia sempre e solo da insegnarci, basta solo ascoltarla. Penso che osservare un animale attraverso l’obiettivo senza essere visti e senza disturbarlo, sia la vera essenza del fotografo di natura.

Massimo Piacentino

Il palcoscenico è immenso, le sue comparse anche, Piacentino lo sa! C’è una gioia grande e la si percepisce, quando Massimo parla di natura. È bello averlo nel nostro team!

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